La curiosità

Sul lago tra mistero e leggenda: alla ricerca della tracce del Lariosauro, ultima segnalazione del 2003

La segnalazione della nostra lettrice: sul sito della Regione una pagina dedicata a questo mostro marino vissuto 200 milioni di anni fa

Tutto vero anche se resta una leggenda per il momento. Ma la Regione Lombardia – nel sito istituzionale ufficiale come ci ha segnalato la nostra amica Silvia – mette in evidenza un articolo nella sezione scopri la Lombardia, eventi e curiosità, sottotitolo “Il mostro marino del lago di Como”. E si parla del Lariosauro, esistito davvero nel periodo del triassico, oltre 200 milioni di anni fa. Da allora si sono susseguite le segnalazioni, l’ultima in ordine cronologio del 2003 da parte di un gruopo di pescatori sul versante lecchese del Lario.

Qui sotto la spiegazione, il racconto e le curiosità di questo “Nessie”.

pagina sito regione per mostro del lario lariosauro nessie

Tutti conoscono la leggenda del mostro di Loch Ness, la misteriosa e sfuggente creatura marina che vivrebbe in Scozia tra le oscure acque del lago nelle Highlands, ma forse non tutti sanno che Nessie, come affettuosamente viene chiamato, ha un “gemello” lariano.  Il Lariosauro (Lariosaurus balsamii) è un rettile marino estinto vissuto nel periodo Triassico, oltre 200 milioni di anni fa. Appartenente alla famiglia dei Notosauri, era un predatore lungo circa un metro che cacciava soprattutto in ambiente acquatico. I suoi resti fossili sono stati rinvenuti in diverse parti del mondo, dall’Europa all’Estremo oriente, alcuni dei più importanti sono stati trovati in provincia di Lecco. Il primo, attorno al 1830 in una cava a Perledo, seguito dall’esemplare più completo, lungo circa un metro e privo solo della coda, acquistato nel 1877 dal Museo di Monaco di Baviera dove si trova ancora oggi. Alcuni esemplari fossili sono conservati al Museo di Storia Naturale di Lecco, che dedica al Lariosauro un’intera sala.

Più di recente, il Lariosauro è tornato protagonista di tanti misteri e leggende che circondano il Lago di Como. La creatura marina, infatti è stata oggetto di numerosi presunti avvistamenti avvenuti tra la metà degli anni ’40 e i primi anni 2000 in zona. Il primo risale al 1946, le cronache locali raccontano che due cacciatori, fermi nella riserva naturale Pian di Spagna, dissero di aver visto un mostro lungo più di 10 metri con squame rossastre a ricoprirgli il corpo. Nel 1954 alcuni pescatori riferirono di aver visto uno strano animale che nuotava nelle acque di fronte ad Argegno, lungo un’ottantina di centimetri, con il muso e la parte posteriore del corpo arrotondata e le zampe palmate. Tre anni dopo, nel 1957, l’avvistamento di un animale mostruoso tra Dongo e Musso fu addirittura confermato, un mese dopo, da alcuni biologi che si immersero nel lago con una batisfera e testimoniarono la presenza di uno strano animale con la testa allungata come quella di un coccodrillo. L’ultimo avvistamento risale al 2003 quando alcuni pescatori dissero di aver visto, nel ramo lecchese del Lago di Como, un animale acquatico lungo una decina di metri simile a un’anguilla.

La leggenda del Lariosauro oggi è un po’ dimenticata, ma anche Larrie, come il più famoso “cugino” Nessie, nel corso degli anni, è entrato spesso nell’immaginario popolare. La sua prima apparizione celebre si deve ai fumetti, in particolare a un numero di Topolino dell’epoca, compare infatti nella storia Disney “Paperino e il terrore di Golasecca”, traduzione italiana di “The Terror of the River!!”, scritta e disegnata da Carl Barks, pubblicata per la prima volta nel 1946 negli Stati Uniti, e, l’anno successivo, anche in Italia: racconta le vicende di Paperino e Qui Quo Qua alle prese con una casa galleggiante e l’avvistamento di un misterioso serpente di mare sul Lago di Como. Nel corso degli anni, la leggenda del Lariosauro ha sollecitato la fantasia di diversi artisti e scrittori, tra gli esempi più celebri la canzone “El Mustru” del cantautore lombardo Davide Van De Sfroos, profondo conoscitore delle leggende e delle tradizioni della zona. È infine protagonista di una delle “Strane storie” narrate dallo scrittore Carlo Lucarelli che, nel suo libro del 2013, ha ricostruito e riportato in auge la misteriosa vicenda.

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