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Quasi quasi mi compro un’isola…in città foto

Contro il logorio della vita moderna, come diceva una vecchia pubblicità, ci vorrebbe un’isola dove rifugiarsi. Ma poi che ci faccio lì lontano da tutto? L’ideale sarebbe un’isola a poco distanza dalla terraferma, possibilmente vicina ad una città con tutto quello di cui, ormai, è dificile fare a meno: il lavoro, lo svago, gli amici….insomma, l’isola che non c’è. O forse si.  Molti non ci crederanno, ma in Italia c’è in vendita un luogo inimmaginabile dove abitare ed è proprio un’isola in mezzo ad una città, un’isola vera con tutta l’acqua intorno. Solo che l’acqua è dolce perchè l’isola Viscontea sorge in mezzo al lago, anzi al fiume, perchè in quel punto il lago di Como è già diventato il fiume Adda.

isola viscontea

Dal 2018 l’isolotto privato, ben visibile dal ponte Azzone Visconti, è posto in vendita dall’agenzia di immobili di pregio Engels&Volkers, ma recentemente è apparso anche sul sito americano specializzato nella vendita di isole in tutto il mondo Private Island Inc., così, tra una paradiso tropicale e uno scoglio del mar Egeo, fa bella mostra di se l’isola fluviale lecchese. E la cifra richiesta è tutto sommato abbordabile: 1.896.500 dollari, pari a 1,56 milioni di euro al cambio attuale. Con la stessa cifra si compra un bel appartamento nel centro di una grande città italiana.

isola viscontea

L’isola sembra uscita da un libro delle fiabe. È completamente circondata dalle acque del fiume Adda, ma è molto vicina alla riva e quindi all’abitato di Lecco. In particolare alla zona di Pescarenico. C’è un grande castello, con una torre ed in parte è ricoperta da un bosco. E’ disabitata da molti anni e gli interni non sono messi molto bene, ma per chi cerca dimore uniche, questa è un’occasione irripetibile. Il fabbricato esistente è composto da circa mq. 140 calpestabili e un sottotetto di mq. 132, in più una veranda chiusa e alcuni locali deposito. C’è un cortile e un ampio  giardino di circa mq. 1600.  L’isola è lunga circa 110 metri e larga 30 metri nel punto più ampio. La distanza dalla terra ferma nel punto più vicino è di appena 11 metri. Possiede un pontile e un attracco, ma è priva di qualsiasi collegamento con la terra ferma. E’ però possibile costruire un ponte pedonale.

Ma, a pensarci bene, è proprio il fatto di essere isolati che la rende così interessante. Una struttura d’epoca storica in totale privacy. Invece di isolarsi in un attico in città, ci si può isolare su un’isola in mezzo alla città, quanti altri possono fare la stessa cosa?

isola viscontea

L’Isola rappresenta un pezzo di storia della Lombardia, le prime mappe che la ritraggono risalgono all’anno 1723. Le vicende sulla storia della Viscontea portano a molti  interrogativi: è stato fortino di difesa, di presidio militare o casa di pescatori? La sua origine è artificiale o naturale? Il lembo di fiume che la separa dalla sponda lecchese si deve all’avvio del canale che Leonardo da Vinci progettava di realizzare a lato del fiume verso Milano, nel 1500? Sono domande che si fermano sul perimetro irregolare dell’isola, sulla cinta di mura robuste che hanno resistito alle piene più impetuose dell’Adda. Una nuova stagione sembrava avviata nel 1967, quando l’architetto Silvio Delsante aveva predisposto un progetto, approvato dal Comune, per una sua valorizzazione turistica, con un ristorante e con un saloncino panoramico sulla torretta. Tutto si fermò, sembra, per i precoci tramonti che calano sull’isola sovrastata dal Monte Barro, che toglie ore preziose di sole. Vi fu anche un tentativo di valorizzazione del Parco Adda Nord nel quale si proponeva  l’isola come eccezionale base d’approdo per il progetto di navigazione sull’Adda, in fase di realizzazione, del Consorzio. Ma il progetto si arenò per mancanza di fondi.

L’isola, dopo aver ospitato una trattoria, venne abbandonata fino al 2011 quando l’amministrazione comunale lecchese avviò un progetto per consentire l’accesso al pubblico e lo sfruttamento turistico organizzando mostre, eventi cinematografici, rappresentazioni teatrali nel giardino oltre ad una valorizzazione generale del luogo rimasto sconosciuto perfino ai lecchesi. Nel 2014, a causa di contenziosi con la proprietà, la vocazione turistica si alienò e venne abbandonata un’ennesima volta.  Nel febbraio 2013, il FAI, ha riconosciuto l’isola classificandola al 121º posto del censimento I luoghi del cuore oltre al decreto emesso solo un mese prima dal direttore generale per i Beni Culturali e paesaggistici della Lombardia che la dichiarò di interesse storico-culturale particolarmente importante.