Ricette dal Sapore di libertà: “Cucinare al fresco” con i detenuti del Bassone

“Un profumo di soffritto mi ha fatto sentire a casa…ha allontanato la tristezza”. Aveva cominciato così il suo racconto un detenuto nel carcere del Bassone ed è nata da lì l’idea di un ricettario nell’ambito del laboratorio “Parole da condividere” coordinato dalle giornaliste Laura D’Incalci e Arianna Augustoni. Con il titolo allusivo e giocoso “Cucinare al fresco” è una raccolta di 21 ricette e, soprattutto, di esperienze vissute fra le pareti del Bassone, o meglio, nei pochi metri quadrati di celle dove i protagonisti di un percorso di detenzione hanno deciso di non sopravvivere nell’inedia, ma di recuperare i passi di un riscatto possibile.

Un gruppo di ragazzi come tanti che hanno deciso di mettersi in gioco in un laboratorio fatto non solo di parole, ma di idee e di genialità perché cucinare in carcere non è come farlo in una cucina da chef stellati. Loro sono Emanuele, Nicola, Salvatore, Petrovych, Elio, Livio, Alessandro, Germano Vittorio, Gianfranco, Gianluca, Jounes e Gassparino, tanti cuochi con la voglia di “evadere dalla monotonia”. Hanno parlato, spiegato e scritto “con gusto”, per il piacere di portare all’esterno, come si cucina dietro le sbarre e quanto ci si debba ingegnare per preparare pranzetti degni di una tavola delle feste.

Dagli arancini “Fatti da me”, all’insalata di pesce, fino alla pasta al forno alla sancataldese, con un accenno alle cucine orientali, come il tajine preparato da Jounes. Fino ai dolci più golosi. È una carrellata di idee e di suggerimenti da riproporre nelle tavole di tutte le famiglie, ma con una qualità in più: la solidarietà e la voglia di riscattarsi da una vita fatta di difficoltà.

Ricette da provare, da gustare, magari da rielaborare…soprattutto da raccontare. Sì, è il racconto a sprigionare la creatività che sorprende ancor prima di un assaggio, prima del sapore. Racconti di vita, di storie e di ricordi, ma soprattutto, di tanta speranza. Il progetto, nato poco dopo le festività natalizie, è la storia di come si trascorrono le festività lontani dalla famiglia, in queste pagine, infatti, i detenuti hanno voluto parlare di come ci si organizza per alleviare le sofferenze spadellando e condividendo pranzi e cene.

“La cucina è sempre stata la nostra grande passione – commentano i detenuti -, sin dall’inizio abbiamo messo in pratica le diverse doti condividendo e insegnando ai concellini cosa preparare e dispensando qualche suggerimento”. Ora questa passione per alcuni è diventata anche un lavoro in quanto lavorano in cucina e, ogni giorno, preparano i pasti caldi per i detenuti. Qualcuno spiega anche che ai fornelli si sente libero, ma qualcun altro racconta che ci si arrangia con quello che si trova e che è permesso tenere. Poche cose, ma utili per non far mai mancare nulla di quello che c’è.

HANNO  PARTECIPATO  AL  PROGETTO “CUCINARE  AL  FRESCO” 

Emanuele Abbate, Nicola Fumai, Salvatore  Galletti, Salvatore Mammino, Elio Orlando, Emanuele Palmieri, Livio Pintus, Alessandro Pusceddu, Germano Vittorio Rossi, Gianfranco  Sculli, Gianluca Sculli, Jounes Tayeb, Gasparino  Triolo.

cucinare al fresco

“Cucinare al fresco” insieme al progetto che l’ha generato verrà presentato giovedì 5 aprile ore 18 alla Libreria Ubik di piazza San Fedele a Como con le giornaliste Laura D0Incalci e Arianan Augustoni e alcuni degli autori delle ricette. La pubblicazione non ha un costo di copertina, ma è a offerta e l’intero ricavato sarà nuovamente investito per realizzare nuovi lavori.

cucinare al fresco
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