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Donne e sapere femminile protagoniste di un concorso letterario

Donne e sapere femminile – Martedì scorso si è svolta presso la libreria Ubik di Como, la presentazione della prima edizione del Premio “Guaritrici, Levatrici, Medichesse” organizzato dal “Cire- Centro Insubrico Ricerche Etnostoriche”. Il Premio si pone l’obiettivo di  individuare la migliore ricerca su fatti storici documentabili che abbia per protagoniste le donne ed i saperi femminili con l’assegnazione di una premio in denaro consistente in circa 1000 euro.

Potranno partecipare alla selezione giovani che abbiano un’età compresa tra i 16 ed i 25 anni, che dovranno inviare un elaborato in formato scritto, in graphic novel o con un filmato multimediale (anche su smartphone). Alla presentazione del Premio sono intervenute Chiara Milani Presidente del Cire e Linda Cavadini componente del Comitato Scientifico Cire. Ricordiamo che  l’elaborato originale  in lingua italiana potrà essere  presentato secondo le seguenti modalità: alkeborato scritto massimo 10 cartelle; prodotto digitale multimediale realizzato  con videocamere  e/o smartphone massimo 8 minuti; graphic novel, anche fotografica (foto-racconto) massimo 10 cartelle. La data entro cui inviare tutta la documentazione è fissata al 15 settembre 2015. Per ulteriori informazioni: cire.ricerca@gmail.com. Il Premio vede il Patrocinio del Comune di Cernobbio-città del libro.

Le tematiche  oggetto del bando sono un riferimento esemplificativo, per poter indirizzare i partecipanti a delineare un percorso di riflessione originale che si basi su fonti o fatti storici documentabili e che abbia per protagonista la donna e il sapere femminile legato alla cura.

“C’è stato un tempo in cui la medicina era una scienza per pochi, i medici e gli ospedali erano lontani, in città, e non facili da raggiungere: chi curava i malati nei villaggi sperduti? Chi assisteva le donne durante il parto o accompagnava i moribondi? Le guaritrici, chiamate anche sciamane, streghe, medichesse, e, a seconda del dialetto, strie, masche, basure, medicone, Borde, Janare… Erano le donne, sotto a ogni cielo e in quasi tutte le culture, a conoscere il potere curativo delle piante, ad assistere le altre donne nel delicato momento del parto a sistemare slogature, fratture, e accavallamenti di nervi. Le streghe guaritrici conoscevano bene l’impiego terapeutico delle piante medicinali: la camomilla contro coliche e mal di testa, la valeriana per moderare l’eccitabilità dei nervi, la bindella o centaurea gialla usata contro le febbri malariche, gli impiastri di radici di corbezzolo applicati per alleviare il mal di testa, la malva ancora per mal di testa e coliche ma anche per le emorroidi e gli ascessi dentali. All’uso delle piante si accompagnava anche sovente quello degli animali o di parti di essi. Le guaritrici spesso univano ai loro decotti e pomate a base di erbe formule magiche, preghiere e talismani per cacciare le negatività che si era impossessata del malato”.

Non vi sono limiti geografici né temporali perché la ricerca potrà spaziare dalla storia alla etnostoria all’antropologia e comprendere tradizioni femminili legate alla cura e alla medicina popolare, alla sapienza femminile nel campo della cura e della prevenzione. Gli elaborati dovranno essere accompagnati dalla citazione delle fonti o da una bibliografia.