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A Chiasso “Madama Butterfly” di Pocket Opera foto

Anche se la stagione lirica è terminata da diversi mesi, la vocazione per l’opera del teatro è sempre presente. Madama Butterfly in versione Pocket Opera, ad esempio, è una delle produzioni comasche che esce dal teatro per portare in tournèe un’opera in versione “tascabile” in modo da poter essere rappresentata anche in teatri più piccoli come il Cine Teatro di Chiasso che sabato 22 aprile ospiterà l’opera di Giacomo Puccini.

Ormai alla XII edizione, Pocket opera, inaugurato nel 2006 con il sostegno del Circuito Lirico Lombardo e della Regione Lombardia, quest’anno propone il celebre titolo del grande repertorio lirico che ci trasporta nell’esotico Giappone della tragica Cio-Cio-San, disposta a rinunciare al suo credo, rinnegata dalla famiglia per amore di un uomo (dell’Occidente) che la abbandona e la dimentica.

Un Oriente raccontato e musicato da un italiano, Giacomo Puccini, con una tavolozza di colori, timbri e armonie assolutamente nuova. Madama Butterfly è indiscusso capolavoro che narra una storia antica, ponendo in luce il dramma psicologico di una donna, semplicemente donna, quale che sia la sua razza, età o religione. In scena cantanti selezionati e preparati dall’AsLiCo, che con entusiasmo affrontano la tournée in compagnia dell’Orchestra 1813, invadendo i palcoscenici dei piccoli teatri storici della Lombardia, perché il pubblico possa rivivere la grande lirica in edizione tascabile.

 

Cine Teatro di Chiasso

Sabato 22 aprile 2017, ore 20.30

Madama Butterfly
Tragedia giapponese in tre atti. Musica di Giacomo Puccini.
Libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa, dal dramma Madame Butterfly di David Belasco.
Prima rappresentazione: Milano, Teatro alla Scala, 17 febbraio 1904
Cio-Cio-San Sara Tisba
Pinkerton Angelo Fiore
Suzuki Arina Alexeeva
Sharpless Matteo Mollica
Goro Mattia Muzio
Yamadori / Commissario Filippo Rotondo
Zio Bonzo Shi Zong
Kate Selena Bellomi
Parenti, amici e servi Veronica Ghisoni, Giacomo Leone, Afra Morganti, Daniele Palma,
Adriana Patané, Mattia Rossi

Direttore Alessandro Palumbo
Regia Roberto Catalano
Scene Emanuele Sinisi
Costumi Ilaria Ariemme
Orchestra 1813 Produzione AsLiCo
Nuovo allestimento

BIGLIETTI:
Primi posti: Chf/Euro 40.– / *35
Secondi posti: Chf/Euro 35.–/ *30
Studenti: Chf/Euro 10.-

Diritto di prenotazione telefonica Chf/Euro 2.– (a biglietto).

PREVENDITA:
La cassa del Cinema Teatro è aperta al pubblico per informazioni, prenotazioni, acquisto biglietti e
abbonamenti da martedì a sabato dalle ore 17.00 alle 19.30.
Questo servizio è anche disponibile telefonicamente negli stessi orari: 0041 91 6950916 o
cassa.teatro@chiasso.ch.

I biglietti sono acquistabili anche sul sito www.teatri.ch.

Cinema Teatro di Chiasso, Via D. Alighieri 3b  – www.centroculturalechiasso.ch

pocket opera madame buttrfly

Note di regia

Noi siamo gente avvezza alle piccole cose umili e silenziose, ad una tenerezza sfiorante e pur profonda come il ciel, come l’onda del mare!
All’inizio è solo un sogno. Madama Butterfly ci dà le spalle; è notte, e noi precipitiamo nel suo incubo ricorrente, dove l’attesa è infinita e l’orizzonte al quale lei si rivolge tutte le volte in cui chiude gli occhi, è vuoto e silenzioso. Nessuna nave in vista. Chiunque lei aspetti, non è venuto neanche questa volta.
Ma è solo un sogno; lo stesso di ogni notte. Prima o poi qualcuno verrà a prenderla e andarsene sarà dolce e nuovo; il suo mondo è un orizzonte aperto, e le sue mani, ogni volta che chiude gli occhi, si muovono per toccarlo, disegnarci sopra qualcosa e, forse, riempirlo. Ma gli occhi si aprono e un uomo giunge davvero, approdando con la sua nave, dopo aver attraversato un orizzonte reale.

Lui è B. F. Pinkerton, un americano venuto a sposare Butterfly. È da poco entrato nella casa dove possiamo scorgere solo una grande parete bianca. È uno spazio inviolato; uno spazio soggetto a qualunque cambiamento possibile. L’oriente è un luna park. Un paese dei balocchi per occidentali arroganti e senza scrupoli. Pinkerton è un occidentale e Butterfly verrà rinnegata nella notte più felice, la stessa notte dove ha luogo l’inizio del sogno che lei chiama libertà. Le parole di Pinkerton riempiono la mente di Butterfly e gettano il seme che germoglierà presto come un cancro; è un graffio, un solco provocato con noncuranza e distrazione dall’uomo che, con un gesto della
mano, sporca la grande parete bianca della casa intatta; mani americane che macchiano irrimediabilmente la stanza.
Il segno, l’idea che le è stata innestata dall’uomo che adesso la ghermisce, si trasformerà. Crescerà. Muterà e diventerà forte; si prenderà tutto, così Butterfly precipita tra le braccia dell’uomo che promette e incanta. La notte adesso è totale. È da qui, da questa notte fatta di promesse, che Butterfly amplificherà quel graffio inconsapevolmente.
Butterfly precipita così nel suo sogno lucido, dove il solco lasciato da Pinkerton ha generato l’immagine di un mondo ideale. La linea scura, la ferita che ha macchiato per sempre il suo spazio, è diventata un orizzonte.
Ha dipinto un mare, e delineato i confini di un mondo nuovo. Ecco come Butterfly ha passato gli ultimi tre anni della sua vita. L’orizzonte è lì. Immobile, complice, di un microcosmo inventato e pervaso dalla speranza del ritorno. Ma Pinkerton non c’è e quel piccolo mondo disegnato sopra la lunga ferita nera, è finto. Vistosamente finto.
Soltanto lei si ostina a difenderlo. Pinkerton torna nella casa dove tutto è cominciato, al suo fianco, una donna: è sua moglie. Tutto è perduto. L’americano affonda nel suo misfatto. Addentrandosi sempre di più nell’abominio del suo operato, si renderà conto di quale anima ha toccato. Scapperà, perché non riuscirà a reggere la bellezza di cui Butterfly è pregna; una bellezza nata da un graffio inconsapevole.
Butterfly, ora, è destinata ad un’attesa eterna. La casa si svuota. Resta soltanto lei, abbracciata dal suo mondo costruito ad arte. La ferita, è un graffio di luce che ne illumina i contorni. Il suo destino è guardarlo per sempre.
Dopo aver detto addio al figlio, coraggiosa e determinata, si toglierà la vita con un gesto che vedrà morire la sua parte più profonda, così che al mondo di Butterfly non resti niente.
Solo un graffio, da cui sgorgano ancora fiori.

Roberto Catalano