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Chi ha ucciso Margherita Vitale? Mercoledì si svela il caso de “La donna che morì due volte” foto

Mercoledì 19 aprile, con una doppia replica alle ore 20.30 e alle 22.00, va in scena al Teatro Sociale di Como l’ultima puntata di LO STRANO CASO DELLA DONNA CHE MORI’ DUE VOLTE, l’innovativo formata di spettacolo a puntante come nelle migliori serie TV, un noir che sta tenendo incollato alle poltrone del teatro gli spettatori che hanno seguito l’evolversi dei fatti e ora vogliono sapere come è morta il soprano Margherita Vitale, trovata cadavere proprio sul palcoscenico.

Ma una morte solo non basta. In questo strano caso un grande choc è stato il suicidio del  Orlando Rinaldi, il direttore del teatro, amante e probabile padre del figlio che Margherita Vitale, la vittima, aveva da poco scoperto di portare in grembo. Rinaldi si è impiccato, dopo aver ricevuto una misteriosa telefonata su uno dei due cellulari che aveva con sé durante l’interrogatorio da parte del maresciallo Occhipinti. Le sue ultime parole, scritte su un biglietto ritrovato accanto al corpo, sono state un’accorata preghiera di non svelare la verità ai suoi figli.

Lo strano caso della donna che morì due volte teatro sociale

E deve essere stato un brutto colpo anche per il maresciallo, se ha ritenuto di doversi prendere un breve periodo di riposo, lasciando il PM Sartori da solo nelle indagini.

Ma per noi c’è chi non molla il caso nemmeno per un minuto: è la reporter speciale Claudia Taibez che da spettatrice è talmente entrata nella storia da far pensare ad un attacco acuto di sindrome di Stendhal.

La storia travagliata di due amanti con un ineluttabile tragico finale: quante volte l’abbiamo già vista su questo palco? Margherita e Rinaldo come Giulietta e Romeo dei nostri giorni? Claudia si sofferma sulla relazione tra la cantante e il direttore del teatro, si potrebbe ipotizzare che Margherita si sia avvelenata recuperando l’aconito dal negozio di fiori della madre, ma prima andrebbero ben soppesati due fatti salienti. Il primo, che la psicologa, che l’aveva in cura, lo ritiene poco probabile; l’altro che, al momento del suo arrivo in teatro (così come ben visibile nella registrazione video della telecamera della vicina banca) , una volta scesa dalla macchina, con la borsa ben stretta in mano, barcollava e sembrava in stato confusionale, tanto da abbandonare l’automobile in mezzo alla strada con la portiera spalancata.

Lo strano caso della donna che morì due volte teatro sociale

Gli investigatori sono ormai in possesso di tutte le informazioni per ripercorrere le ultime ore di vita della vittima e ricostruire quando e come abbia ingerito il veleno e in quanto tempo quest’ultimo abbia fatto effetto. Ci sapranno forse anche dire dove ha esalato l’ultimo respiro? Sul palco dove è stata ritrovata o in un altro luogo?

E di quella rosa rossa accanto al suo cadavere?

Ci sembra invece alquanto  probabile che la seconda donna, entrata in teatro dopo aver chiuso la portiera della macchina di Margherita, sia la moglie del direttore,  attirata lì da un falso sms. Anche se incappucciata, la figura nel video ha chiaramente  le sue sembianze  e se potessimo avere la consulenza di un’esperta di cinesica (cioè dell’interpretazione del linguaggio del corpo), come la “deaveriana” Kathrin Dance, avremmo anche la conferma che incedeva in preda a furore come spinta dal desiderio di vendetta.

Aspetta un momento Claudia, va bene che sei un’appassionata di gialli, ma non ti confondere, “Lo strano caso della donna che morì due volte” è un soggetto originale scritto da Giovanni Cocco e Amneris Magella non da Jeffery Deaver, e gli investigatori, per quanto bravi, sono pur sempre il Maresciallo Occhipinti e il P.M. Sartori.

Comunque non avremo più dubbi sulla moglie del direttore quando arriveranno i risultati sul rilievo delle impronte digitali lasciate sulla portiera (non può però esserci premeditazione, con un errore così grossolano). Il movente ci sarebbe … E il suo alibi è un po’ debole, avendo dichiarato di essere rimasta, la notte dell’omicidio, a casa con i figli e la madre.

lo strano caso della donna che morì due volte teatro sociale

Questa è una donna determinata, dal carattere forte, che avrebbe anche potuto strangolare l’amante del marito, ma sicuramente  non per gelosia. Durante l’interrogatorio ha infatti riconosciuto di essere a conoscenza della relazione extraconiugale del marito e di essere stata disposta ad accettare le sue continue debolezze  “perché anche se non era uno stinco di santo, era bravo con la famiglia”. Ha riconosciuo di poter sopportare il tradimento … ma non l’umiliazione. In un crescendo di rabbia e frustrazione, finisce con il rivelare di aver ricevuto un sms a firma di Margherita in cui le venivano descritti gli  scabrosi dettagli dell’appuntamento amoroso che avrebbe avuto con Orlando quella fatidica sera in teatro.

Lo strano caso della donna che morì due volte teatro sociale

Messaggi, telefonate .. Sempre di più sembra di dover ricercare le risposte alle domande ancora aperte nei  cellulari delle persone coinvolte. E se il telefonino di Margherita non è ancora stato ufficialmente ritrovato … arrivano finalmente i suoi tabulati telefonici.

Il registro delle chiamate fatte e ricevute da Margherita coincide con la ricostruzione finora fatta dagli inquirenti: c’è traccia delle telefonate con la madre, con l’amica e con Orlando, c’è anche una breve chiamata con il collega tenore, con il quale sembra avesse anche avuto una storia, ma manca il messaggio inviato alla moglie del direttore. Il PM Sartori fa fare una veloce verifica scoprendo così che i numeri non coincidono; l’sms risulta invece inviato dal telefonino di Lisa Macri’, la responsabile di palco già interrogata il primo giorno, ma senza particolari esiti,  ad eccezione forse dell’osservazione su quel sacchetto di sabbia fuori posto e in seguito archiviato come tentativo di depistaggio.

Non ci mette molto Sartori a farle confessare di essere stata segretamente innamorata di Margherita e la fa quindi mettere agli arresti, benché si dichiari innocente cercando di scagionarsi con la debole scusa di non aver inviato il messaggio e di aver smarrito il telefono.

Lo strano caso della donna che morì due volte teatro sociale

Le indagini dovrebbero quindi essere giunte alla svolta decisiva, ma chi sta investigando è tutt’altro che convinto: nessuno sembra innocente, tutti hanno un movente, nulla è quello che sembra e non si riesce a trovare la verità.  E’ ora  che il PM Sartori mantenga la promessa fatta alla madre della vittima di assicurare il colpevole alla giustizia.

Lo strano caso della donna che morì due volte teatro sociale

Man mano che le relazioni tra i personaggi si svelano, anche gli appassionati del genere formulano probabile risoluzione del caso. Claudia Taibez ha le sue

Secondo il dective H. Bosch (già come il pittore), per arrivare alla chiusura di un caso, basta incanalare i pensieri in tre filoni: le cose che si sanno, le cose che si possono supporre, le cose che si vorrebbero sapere.

Che cosa si sa?

1) Margherita Vitale è morta due volte: avvelenata e strangolata (confermato dall’autopsia).

 2) Era incinta, ma il padre non è il marito, che però ha un alibi (confermato dai documenti del viaggio a Londra).

3) Non hanno un alibi per la notte del delitto : la sua migliore amica (nonché amante del marito) e la responsabile di palco (ora in stato di fermo). Anche l’alibi della moglie del direttore è debole.

4) È  stato scagionato il macchinista Rizzi inizialmente ritenuto colpevole per via del suo zaino ritrovato vicino al cadavere della Vitale 

5) Quella sera in teatro oltre alla vittima e al direttore c’era almeno un’altra persona (la donna che si vede nel video della banca acquisito dagli inquirenti)

6) L’amante di Margherita era il direttore del teatro che si è suicidato non potendo reggere il peso della Verità.

Sappiamo tutte questo riguardo al caso, ma sappiamo anche che tutti i personaggi sono sconvolti dalle loro vicende personali e le loro pene sono amplificate dalle affinità con il caso e la tormentata vita di Margherita Vitale.

Le cose che invece possiamo supporre:

1) Se Margherita Vitale è morta due volte anche gli assassini potrebbero essere due: un/a avvelenatore/rice un/a strangolatore/rice. Parrebbe invece poco probabile che si sia suicidata avvelenandosi.

2) Se aspettava un bambino non dal marito, il padre dovrebbe essere l’amante (cioè il direttore del teatro?)

3) Se quella sera in teatro oltre alla vittima e al direttore c’era almeno un’altra persona, quest’ultima sembrerebbe proprio la moglie tradita del direttore che potrebbe rivelarsi la strangolatrice.

4) Benché in tanti abbiano un alibi per la sera dell’omicidio, quasi tutti parrebbero avere un movente … che facilmente parrebbe passionale: Gelosia? Vendetta? Desiderio sessuale?

 Che cosa infine ci piacerebbe sapere?

1) Se tutti gli effetti personali della vittima sono stati ritrovati.

 2) Quando e come Margherita ha ingerito il veleno. Si sa da una fuga di notizie su internet che non ci sono prove scientifiche a supportare l’ipotesi di uno scambio di pillole con gli psicofarmaci che portava sempre con sé in borsa.

3) Se sono state interrogate proprio tutte le persone che potrebbero essere informate circa i fatti

4) Se infine … Accidenti … forse ho capito chi potrebbe essere l’assassino… Bene il mio gioco finisce qui e adesso … Anche se finora mi sono divertita molto, conviene che mi ritiri e mi chiuda in ufficio a fare il mio vero lavoro a tempo pieno. Non mi sento al sicuro: se non mi sono sbagliata sulla sua identità e dovessi incontrarlo, non potrei difendermi perché non saprei riconoscerlo ..

Claudia, Claudia. Per quanto realistica stiamo sempre parlando di una fiction. Ma la tua appassionata inchiesta non ufficiale dimostra come l’esperienza immersiva che si prova a teatro non ha eguali. E la Taibez non è l’unica che non vede l’ora di fare chiarezza sullo STRANO CASO DELLA DONNA CHE MORI’ DUE VOLTE. Il regista Giuseppe Di Bello assicura: “Prima che si chiuda il sipario si saprà la verità e giustizia sarà fatta”.


L’ultimo pensiero di Claudia è riservato a colei che muove tutta la vicenda, purtroppo da bis morta, Margherita Vitale (tra l’altro sempre in scena impersonata dall’attrice Manuela Clerici. “Presenza” affascinante e allo stesso tempo inquietante), “Ognuno ha il suo inferno. Aspettiamo la fine di questa storia. Un po’ di compassione per tutti. Riposa in pace”.

lo strano caso della donna

 

Teatro Sociale di Como

mercoledì, 19 aprile – ore 20.30 e 22.00

 LO STRANO CASO DELLA DONNA CHE MORÌ DUE VOLTE

da un soggetto originale di Giovanni Cocco e Amneris Magella

 

con Stefano Andreoli, Marco Continanza

e con Nicola Bizzarri, Cristina Bossi, Manuela Clerici, Martina Legovic, Davide Marranchelli, Marco Minardi, Arianna Pollini, Simone Severgnini e Allievi del corso avanzato TSC

Drammaturgia e regia

Giuseppe Di Bello

 

Produzione Teatro Sociale di Como – AsLiCo

 

IN PRIMA NAZIONALE

Biglietti in vendita presso la biglietteria del Teatro

Lo strano caso della donna che morì due volte teatro sociale

(foto Daniela Manili Pessina e Teatro Sociale)