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Frontalieri: oggi incontro a Roma tra Governo italiano e svizzero

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Regione Lombardia già pronta per il confronto tra Governo italiano e svizzero. Oggi a Roma la IX Sessione del dialogo italo-svizzero sulla cooperazione transfrontaliera.

“L’assessore Francesca Brianza domani porterà al tavolo della discussione i problemi che sono stati sollevati al tavolo di confronto in IV Commissione. Un lavoro che ha monitorato il sistema occupazionale e quello imprenditoriale e sul quale vogliamo vederci chiaro e dare risposte immediate ai lavoratori. – commenta così il Consigliere Segretario Daniela Maroni l’incontro a Roma”.

Ieri, in occasione della manifestazione #dillo alla Lombardia, un primo confronto con gli steakholders che hanno portato al tavolo di confronto le istanze raccolte tra sindacalisti, associazioni di categoria, frontalieri e sindaci.

“Abbiamo fatto un passo indietro, piuttosto che uno in avanti, – continua Daniela Maroni – parliamo di aperture, di collaborazione e ci vediamo discriminati. Il punto è che il Ticino come i Grigioni hanno bisogno di manodopera italiana specializzata in quanto queste professionalità sono fondamentali. Il lavoro oltre confine non si arresterà, ma cambierà orientamento. La legge anti padroncini è già di per sé poco coerente su un piano di collaborazione”.

Nel corso della Commissione di giovedì scorso sono stati poi affrontati tre temi fondamentali: i costi elevati per l’iscrizione all’albo delle imprese artigianali, i requisiti per poter esercitare l’attività in Svizzera e i cinque anni di attività qualora non si rientri nelle qualifiche professionali previste.

“Una beffa quella dei cinque anni di requisiti in quanto, considerati i dieci anni di bilaterali e l’obbligo per le imprese straniere di lavorare per un massimo di 90 giorni all’anno, porta le persone a non raggiungere tale obiettivo. – conclude Daniela Maroni – Conseguenza diretta che vi è uno sbarramento da parte delle aziende italiane artigiane che intendono lavorare. Ma l’illegalità del provvedimento è altresì legato ai costi. La norma infatti chiede alle aziende straniere di pagare un importo pieno per la domanda di iscrizione e di rinnovo annuale, alla pari di quelle elvetiche che, però, possono svolgere il proprio lavoro per un anno intero”.

 

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