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DOMANI ALLA CNA DI COMO – Dibattito pubblico:”Processo alle paratie”

L’hanno chiamato “Processo alle paratie”, è l’incontro che Ecoinformazioni ha organizzato per domani – sabato 30 gennaio alle 16.30 nel Salone della Cna a Como (viale Innocenzo XI, 70) – coordinato dalla redazione, per parlare della politica sconfitta dal mostro delle paratie. Parteciperanno diversi giornalisti, Luca Michelini, Grazia Villa, Fiammetta Lang e Fausto Tagliabue: tutti cercheranno di dialogare con il pubblico per avviare un percorso partecipativo volto a “cambiare passo e direzione”. Non per le paratie, ma per la città

paratie e guai

Processo alla paratie , presentazione

È possibile guardare razionalmente al naufragio delle paratie – scrivono gli organizzatori dell’incontro – per scoprire come un’idea tanto assurda abbia potuto essere partorita e come abbiapotuto condizionare pesantemente la vita politica della città, distraendo risorse, attenzione e impegno da temi enormemente più rilevanti per la vita dei cittadini e delle cittadine comasche.

Depurando la storia ventennale del più clamoroso buco nell’acqua mai realizzato a Como dalle microstorie di errori certi e numerosi, probabili interessi privati in atti d’ufficio, incompetenza, appropriazione vorace di denaro pubblico, appare l’essenza del problema che si è generato e alimentato anche negli anni del centrosinistra sull’assenza della politica, la mancanza di partecipazione dei cittadini alle scelte, scavalcamento del Consiglio comunale subordinato completamente a quanto deciso dalla giunta e spesso anche fuori di essa, sopravvalutazione (anche oltre la già pessima legge Bassanini) del ruolo dei funzionari con colpevole assuefazione al loro primato sugli eletti. Il dramma delle paratie non è stato il muro, né è oggi l’inagibilità pubblica di parte del Lungo Lario. Il mostro paratie è la parte visibile di un cancro nella democrazia che se può arrivare a tanta follia può continuare a colpire diritti e qualità della vita in ogni settore.

Da questo punto di vista, l’ingiustizia paradossale che vorrebbe addossare tutte le responsabilità al sindaco Lucini per la sua colpa di aver continuato l’opera prelude a un disastro ancora maggiore: sacrificare il sindaco per realizzare comunque il mostro affidandone la gestione alla regione ben più colpevole del centrosinistra nella colossale distrazione di denaro pubblico dalle necessità della collettività o a un commissario governativo la cui principale caratteristica sarebbe il potere di non rispettare le norme di legge attualmente in vigore.

Presto – come quando il progetto fu presentato, come quando si avviò il primo cantiere, come quando si sono realizzate le numerose varianti – qualcuno dalla voce potentemente amplificata e connivente con il mostro inizierà a dire che l’importante è riattivarlo, riavviare i lavori, completare il cantiere, sacrificare al totem dell’inutilità illegale altro denaro. Per questo è necessario evidenziare ora, come fecero allora alcune forze politiche e movimenti di cittadini, che quel cantiere, quell’opera, nata con la distrazione delle risorse dai tanti necessari interventi di risanamento ambientale che sarebbero potuti essere realizzati con la legge Valtellina, non s’ha da fare.