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Apettando il concerto di Jackson Browne al Sociale, ecco la top 5 della sua carriera

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Dopo Roma e Bologna questa sera Jackson Browne, uno dei più grandi autori delal storia del rock, arriva al Teatro Sociale di Como penultima data italiana del suo tour europeo. Domani sera sarà a Torino prima di volare in Spagna. I due concerti nel nostro Paese hanno confermato che Jackson, 66 anni, lo stesso taglio di capelli e i vestiti di quarant’anni fa, camicia e jeans scuri, la voce è un po’ arrochita, ma non è un relitto del passato, anzi, un musicista notevole, assolutamente contemporaneo, capace di attraversare con coerenza le decadi proponendo sempre lavori all’insegna della qualità.

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Il suo ultimo album, “Standing in the breach” è un perfetto esempio di come Browne sia ancora in grado di usare il rock come una straordinaria lente d’ingrandimento della realtà. Alcune delle canzoni del disco parlano del nostro mondo e lo fanno con la forza espressiva di un cantautore che non ha mai mollato sul fronte dell’impegno sociale e politico tradotto in emozioni e melodie. L’album mette insieme pezzi nuovi e brani che Browne ha scritto in passato ma non ha mai registrato. In “Standing in the breach”, come negli altri suoi tredici album, Jackson Browne, da raffinato cantautore, ha saputo trasformare il dolore personale in splendide canzoni di esortazione esistenziale, ma dentro conserva una buona dose di rock and roll, e sul palco viene fuori in più occasioni a stemperare la malinconia.

Il concerto di questa sera al Teatro Sociale (ore 21) sarà l’occasione per ascoltare alcune delle canzoni di Browne che sono diventate dei classici (da Take it easy a Late for the sky fino a The road conosciuta per la versione italiana di Ron “Una città per cantare” ). Nella band che lo accompagna ci sono Shane Fontaine, già chitarrista di CSN, e Greg Leisz che alterna sulle ginocchia una serie impressionante di “lap” tra metallo e legno, il fido Bob Glaub al basso, il batterista Mauricio Lewak e il tastierista e cantante Jeff Young più le coriste Chavonne Stewart e Alethea Mills

A Bologna il pubblico ha seguito il concerto resistendo per quasi due ore nelle poltrone, ma alle prime note di una pimpante “Running on empty” si è ammassata sotto il palco. Browne, a quel punto non si è fatto pregare troppo per il bis, in cui “Take it Easy”, invito a non prendersela troppo, un brano condiviso con gli Eagles, si è sciolto, a sorpresa, in una toccante “Our Lady of The Well”. Standing ovation, meritatissima. Stessa scena al concerto romano, ma, ne siamo sicuri, si ripeterà anche questa sera. Un tributo per un cantautore che resiste benissimo allo scorrere del tempo, che sa regalare sempre grande musica e grandi emozioni. Dritto al cuore.

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Apettando il concerto di Jackson Browne al Sociale, ecco la top 5 della sua carriera

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