eventi vari

LE COSE CHE I BAMBINI NON CHIEDONO – Silvano Antonelli a Cantù

19/09/20

: Spazio Libri La Cornice viale Ospedale, 8 - Inizio ore 17.00
Silvano Antonelli
sabato 19 settembre alle ore 17,00
allo
Spazio Libri La Cornice
a presentare i suoi libri:
Il cassetto aperto – 99 post tra teatro e ragazzi
Le filastorie

Silvano Antonelli è stato un pioniere del Teatro Ragazzi.
Parleremo con lui di bambini, di teatro, di video, di storie, di filastorie.
E’ imperdibile!
Ingresso gratuito su prenotazione:
031 700571
spaziolibrilacornice@gmail.com
dai 4 ai 99 anni!!

LE COSE CHE I BAMBINI NON CHIEDONO
Una delle occupazioni principali dei bambini piccoli è quella di meravigliarsi del mondo. E’ come vivessero guardandosi sempre intorno, stupiti.
Anche quando non capiscono delle cose, molto spesso non chiedono spiegazioni. Pensano di essere loro “in difetto”. Il mondo è giusto a prescindere.
Aspettano silenziosamente il tempo in cui capiranno tutto ciò che non riescono a capire.
Se sono timidi il tempo di attesa può anche durare anni.
Quando andavo in prima elementare la maestra faceva l’appello tutti i giorni e io, dopo poco tempo, avevo imparato a memoria i nomi e cognomi di tutti i miei compagni e compagne. Restavo perciò stupito dal fatto che la maestra, soprattutto quando si arrabbiava, si rivolgesse a gente di cui non avevo mai sospettato l’esistenza.
Esempio.
La maestra stava spiegando. Due compagni nell’ultima fila chiacchieravano. La maestra si interrompeva a diceva: “Cardone! Costa! E Compagni Bella! La volete smettere?!”.
“Cardone” sapevo chi era. Era il mio amico Claudio, quello che stava di fronte a casa mia e con cui ogni tanto giocavo a pallone.
“Costa” era Tonino, quello che suo papà guidava il pulmino.
Ma chi diavolo era “Compagnia Bella”?
Non riuscivo a capire perché la maestra non la citasse mai nell’appello e poi, ogni tanto, improvvisamente, si arrabbiasse con lei.
A volte invece che “Cardone! Costa! E Compagni Bella!” diceva: “Cardone e Costa Idem! Vogliamo stare attenti?”.
“Idem” era un cognome corto, forse straniero.
(…)
Ora, quando finisco gli spettacoli e scendo dal palco per salutare i bambini del pubblico, sto molto, molto attento alle domande che mi fanno. (…)
Bisogno non dare niente per scontato e stare molto ad ascoltare quando parlano i bambini. Altrimenti alla domanda: “Come facevi nello spettacolo a spettinarti i capelli?” rischi di rispondere “Idem” o “Compagnia Bella”.

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