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Associazione Carducci, un ciclo di incontri dedicato al colore - CiaoComo
Cultura e spettacoli
venerdì
13
Maggio

Associazione Carducci, un ciclo di incontri dedicato al colore

Evento Terminato

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13
Maggio
colore rosso generico
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Venerdì 13 maggio, alle ore 18, presso il Salone Musa dell’Associazione Giosuè Carducci, in viale Felice Cavallotti 7 a Como, inizierà un ciclo di conferenze dedicate al colore. La prima, dal titolo Rosso: dal sacro al profano, sarà appunto dedicata a questo colore primario, simbolo di una miriade di concetti: gli uomini primitivi, ad esempio, hanno disegnato le loro prede con l’ocra rossiccia della terra. In natura può provenire dalla radice di Robbia i cui terreni richiedevano un alto costo di produzione perché era necessario estirpare la pianta per utilizzare la radice, raccolta quando la pianta aveva circa tre anni. Tra i pigmenti più diffusi era anche il cinabro, pigmento minerale (ematite minerale, un ossido di ferro che presenta un colore rosso scuro). Nel secolo XVI gli Spagnoli iniziarono ad importare in Europa la cocciniglia, colorante ricavato dall’omonimo insetto, in particolare dalle femmine (un liquore ottenuto dalla cocciniglia è l’Alchermes che prende il nome dalla parola araba al-qirmiz). La cocciniglia raggiunse un prezzo molto elevato per la tintura dei panni (Como, in particolare fu, fin dal Medioevo, un centro molto importante per l’arte tintoria dei pannilana, di cui erano assidui clienti i mercanti d’Oltralpe) e per l’uso da parte dei pittori. È il colore dei rossetti, dei fard, dei succhi di frutta. La cocciniglia era usata dalle popolazioni del Messico meridionale come pigmento e anche come medicinale. Il rosso è il colore per eccellenza, il colore del sangue e del fuoco. Ancora al giorno d’oggi è altamente connotato simbolicamente: ci si ferma davanti al semaforo rosso e si riparte col verde, a luci rosse sono i quartieri della prostituzione, rossi sono gli idranti, i camion dei Vigili del Fuoco, della Croce Rossa.

Il rosso è sempre stato simbolo di sacralità, di alto rango, di regalità (rosso era il manto addossato alle spalle del Cristo davanti a Pilato), rosso il manto degli imperatori romani, rosse le pantofole degli imperatori di Bisanzio, rossa la gamba sinistra della divisa indossata da Giovanni Maria Visconti il giorno della sua uccisione (1412) nella chiesa di S. Gottardo di Milano (quella destra portava una calzamaglia bianca), di rosso erano vestiti i valletti e le ancelle del corteo nuziale di Bianca Maria Sforza che scendevano dalla Camerlata verso Como, a cavallo, in una mattina di dicembre del 1494, rosse erano le “giubbe” (redcoat) dei soldati dell’esercito britannico, rosse le camicie dei Garibaldini. I “Porfirogeniti” che letteralmente ha il significato di “nati nella porpora”, era il titolo che spettava ai figli e alle figlie degli Imperatori di Costantinopoli: la condizione più significativa per nascere nella “porpora” era quella per cui la nascita doveva avvenire durante il regno del padre. Non si trattava solo di una immagine figurata, una metafora riferita ad abiti regali colorati di costosissima porpora e per legge riservati ad uso imperiale. C’era in realtà una stanza nel Palazzo del Bucoleone, interamente di porfido, pietra dal nome legato alla porpora (alcuni porfidi Egiziani presentano un vivo color rosso porpora). In tale stanza (la Porphýria) le Basilisse, le imperatrici usavano partorire.

Lo scopo, pertanto, non è quello di argomentare una conferenza sul costume, ma di cercare di fornire una panoramica che coinvolge tutti gli aspetti del colore con prospettive storiche, psicologiche, sociali. E a sviluppare questo tema sarà Nicoletta Brenna, architetto, nata a Como dove lavora e dove insegna tecniche artistiche, sia nei corsi di grafica della Associazione Carducci, sia presso l’UTE A. Volta di Como. Da anni si interessa di grafica, di pittura botanica, di acquerello ed è cofondatrice del gruppo artistico “Quartodecimo” e del gruppo “Animus-Anima”. Ha fatto parte del comitato organizzatore del “Premio Maestri Comacini 2019” indetto dall’ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Como ed ha realizzato la grafica di testi di poeti contemporanei.

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