Orticolario, un weekend da sogno tra giardini premiati e piante fantastiche
Oggi e domani a Villa Erba, natura, arte e immaginazione accompagnano le ultime due giornate di Orticolario. Una immersione verde tra installazioni, incontri e performance sul lago.
Ci sono giardini da osservare e giardini nei quali entrare lasciando che siano i colori, i profumi e la luce a suggerire il percorso. A Villa Erba, oggi sabato 3 e domani domenica 4 ottobre, Orticolario invita a concedersi questo tempo: camminare tra alberi secolari e piante dalle forme sorprendenti, attraversare paesaggi immaginati, ritrovare nel rapporto con la natura quella disponibilità allo stupore che la quotidianità spesso mette da parte.
La sedicesima edizione, inaugurata giovedì a Cernobbio, accompagna il fine settimana con il titolo en rêverie, una fantasticheria a occhi aperti che intreccia botanica, arte, design e cultura del paesaggio.
Appena varcato il cancello del parco di Villa Erba si apre il paesaggio di Orticolario: oltre 250 espositori italiani e internazionali, sette giardini tematici selezionati dal concorso Spazi Creativi e sette installazioni site-specific. Il parco storico e il centro espositivo accolgono rarità botaniche, artigianato artistico, design e creazioni originali. Le piante fantastiche, protagoniste del 2026, mostrano quanto l’immaginazione possa trovare alimento nella natura stessa: forme inconsuete, colori inattesi e strategie di sopravvivenza sorprendenti appartengono a specie reali, capaci di apparire quasi provenienti da un altro mondo.
Nel padiglione centrale “Hypnos”, firmato da Mario Mariani / Central Park e Matteo Boccardo con il sostegno di Fondazione Banca Popolare di Milano, introduce questa dimensione sospesa. Qui l’agorà culturale prende forma attraverso una struttura scenografica in bambù di CanyaLab, intreccio che accoglie incontri e conversazioni. Nel parco, “Phantasos”, degli stessi progettisti, mette al centro le rarità botaniche e una selezione di vivaisti specializzati: un’occasione per avvicinarsi alle piante attraverso il racconto di chi le coltiva e ne conosce le peculiarità.
Nell’atrio della Villa Antica, “Les imaginaires” affida la trasfigurazione poetica della natura allo sguardo dell’artista Lau Cabantous e all’approfondimento dell’etnobotanica Lucia Papponi, con il sostegno di Taroni. Un’altra sosta è “Cullami nella stanza del sogno”, dove l’arte introspettiva di Alessandra Lanza incontra le esperienze di ipnosi dolce curate da Margherita Sartori / Studio Risuona. È uno spazio pensato per l’ascolto e la contemplazione, che introduce una dimensione più raccolta nel percorso della manifestazione.
Il tema raggiunge anche il gusto con “Le mirage”, degustazioni diffuse che giocano con la percezione e con ciò che un assaggio sembra promettere. E arriva sulla pelle con Hands. Tattoo studio: Giada Ciraci propone piccole tracce botaniche, mentre Bala esplora visioni legate all’onirico. Linguaggi diversi attraversano così lo stesso giardino, facendo della visita un’esperienza che coinvolge più sensi.
Orticolario si attraversa, si ammira, ma è anche luogo di eventi culturali, artistici, scientifici affini all’assunto “per un giardinaggio evoluto” che racchiude la filosofia della manifestazione ideata da Moritz Mantero. Ieri sono stati assegnati premi e riconoscimenti ai protagonisti capaci di dare forma a questa visione. A conquistare “La Foglia d’oro del Lago di Como”, il premio del Concorso internazionale Spazi Creativi, è stato lo Spazio Rosa Velata di Jesus Sanz-Castro e Daniela Giraudo.
Un progetto che la giuria ha apprezzato per la capacità di trasformare il tema del sogno in un’esperienza da attraversare: il visitatore diventa parte dell’opera, mentre la vegetazione costruisce una composizione di colori, profumi, densità, movimento e luce. La dimensione immersiva, insieme fisica, sensoriale e simbolica, ha convinto i giurati, che hanno riconosciuto nel giardino la forza di aprire una possibilità inattesa nel paesaggio.
Il riconoscimento, ideato e realizzato in esclusiva per Orticolario da Gino Seguso della Vetreria Artistica Archimede Seguso di Murano, porta così l’attenzione su uno degli spazi da scoprire in queste due giornate. Rosa Velata offre una chiave per avvicinarsi all’intera manifestazione: seguire ciò che un giardino riesce a far sentire, oltre a ciò che mostra.
Nella mattinata di ieri Luigi Serafini ha ricevuto il premio “Per un giardinaggio evoluto” 2026. Artista, architetto e ospite d’onore dell’edizione, l’autore del Codex Seraphinianus ha costruito un universo nel quale organismi, architetture e botaniche immaginarie sono accompagnati da una scrittura indecifrabile. Il suo libro invita a sostare davanti al mistero, a esplorare immagini che sfuggono alle categorie consuete. Nel conferirgli il riconoscimento, il presidente e fondatore di Orticolario Moritz Mantero ne ha sottolineato la libertà della ricerca, la capacità di inventare regole nuove e il posto profondo riservato alla natura nella sua opera. Il premio è una scultura mobile dell’architetto e artista giapponese Kimiyasu Kato, vincitore a Orticolario 2025 del riconoscimento per la migliore installazione d’arte e design.
Tra le novità della premiazione spicca “La Grande Brera”, il nuovo riconoscimento assegnato dalla Pinacoteca di Brera a una proposta capace di interpretare il dialogo tra arte e natura, unendo tradizione artistica e meraviglia. Il premio è andato a “Olobioma” di Jonathan Arnaboldi e Matteo Pellicanò, ed è stato assegnato da Chiara Rostagno e Letizia Cariello. Un ulteriore segnale del valore artistico assunto dalle sperimentazioni ospitate a Villa Erba.
Il premio per la migliore installazione d’arte e design fuori concorso è stato invece conferito a “Hortus illusorius. Cabinet de curiosités onirico” di Alice Di Stefano, Cecilia Scatturin e Simona Laura Spaiardi. La giuria ne ha riconosciuto la capacità poetica: realtà e immaginazione si sovrappongono, mentre forme, relazioni e trasformazioni invitano a rallentare lo sguardo. Un’opera da esplorare con curiosità, accettando l’ambiguità e lasciando emergere una percezione diversa del mondo naturale.
Gli altri riconoscimenti delineano un itinerario attraverso i giardini in concorso. Il premio Villa Carlotta è andato a “Frattura fertile” di Ajadi Bushaj e Pietro Frazzei, dove la frattura diventa una soglia tra realtà e immaginazione. Lo Spazio Togni Giardini “La Soglia” di Stefano Dentice di Accadia ha conquistato sia il premio Grandi Giardini Italiani sia il premio Empatia, grazie alla forza di un luogo straniante e immediato. Il premio Villa d’Este è stato attribuito a “Oltre lo specchio” di Manuel Rosin, per un percorso onirico che richiama la dimensione della fiaba, della meditazione e dell’accoglienza. Alla stampa è piaciuto “Il giardino delle metamorfosi” di Anna Rota Martir e Francesca Caputo, nello Spazio Vivaio Locatelli Franco.
Anche le piante e il lavoro degli espositori hanno avuto i loro riconoscimenti. La Giuria Tecnica ha premiato la collezione di Acacia e Vachellia di Meriania di Guido Agnelli; il Cyphostemma laza di Cactusmania by Manera come Super Esemplare; la rara Stegolepis hitchcockii, originaria dei tepui venezuelani, proposta da Stranger Plants di Daniele Righetti, come Novità. A Mondocactus di Andrea Cattabriga è andato il premio Preparazione Culturale, per il percorso dedicato alle succulente e la completezza delle informazioni offerte sulle piante.
La Giuria Estetica ha riconosciuto la ricerca espositiva di Le Lampade di Anna, la raffinatezza varietale e cromatica del Vivaio Angelo Paolo Ratto, la capacità evocativa e l’originalità del prodotto di Impagliando e la ricerca visionaria di Natura maestra. Piante innovative. Il premio Gardenia è stato assegnato a Fratelli Leonelli, mentre il Premio del Presidente è andato ad Amorfini Garden. Diverse delle opere consegnate ai vincitori appartengono alla collezione Oneiroi, sculture in ceramica smaltata create da Studio Pepa per tradurre in materia l’immaginario di questa edizione.
Il calendario degli eventi di Orticolario è ampio e articolato. Oggi, sabato 3 ottobre, alle 11 il padiglione centrale ospita “Le voci degli alberi non lo lasciavano dormire”, con Christophe Ségas, Tiziano Fratus e Laura Putti. Alle 14, “Il giardino immaginario” propone una passeggiata sensoriale al buio con Brunella Manzardo. Alle 15.30 WildCesare interviene su “I giardini senza senso”; alle 16.45 la Darsena accoglie “Sinfonia H₂O” del collettivo Tecnologia Filosofica. Nello Spazio Creativo numero 2 sono previste le performance dei Mizar, alle 12 e alle 15.30.
Domani, domenica 4 ottobre, il programma comprende alle 10.30 “Il fantastico quotidiano: piante comuni, poteri invisibili”, con Muriel Yvroux e Heinz Roberto Mallmann, e alle 11.45 “Un mondo (verde) oltre l’immaginazione” con Alessandra Viola. Alle 14.30 David Zonta e Davide Tosches portano “Pollici verdi”; alle 14.45 PaT – Passi Teatrali presenta “Il bosco dei sogni” sul prato della Villa Antica. Alle 17, in Darsena, appuntamento con “Mimesi del sogno”, performance immersiva di IDRA. Incontri e performance sono a ingresso libero per i visitatori; i workshop richiedono prenotazione e diversi risultano già esauriti. (Programma culturale)
Nel percorso trovano spazio anche le famiglie. L’Ala Regina è il cuore delle attività dedicate ai bambini dagli 0 ai 13 anni, tra laboratori creativi, esperienze sensoriali e occasioni per lavorare con materiali naturali. Colori estratti dalle piante, libri senza parole, argilla, cianotipia e piccoli manufatti botanici trasformano la curiosità in un’esperienza concreta. Tra le novità c’è un’area giochi interamente in legno realizzata da Pardes e riservata ai partecipanti ai laboratori. Le modalità di prenotazione sono disponibili sul sito della manifestazione.
Accanto al grande platano, la Serra Mantero 1902 propone un’altra interpretazione del viaggio e dell’immaginazione. Mantero Seta, main sponsor della manifestazione, presenta Endless Routes, capsule di accessori realizzata con la Comunità San Patrignano. Mascherine per gli occhi, portaoggetti, cuscini da viaggio, beauty case e calzini sono accomunati dalla stampa d’archivio degli anni Ottanta Belvedere Garden, reinterpretata in due varianti cromatiche in sintonia con Orticolario. Alla collaborazione formativa con i ragazzi della Manifattura si affianca una borsa di studio sostenuta da Mantero Seta per un tirocinio di sei mesi destinato a una giovane che ha concluso il percorso in comunità.
La dimensione sociale accompagna anche le attività culturali di Orticolario: attraverso il Fondo Amici di Orticolario presso la Fondazione Provinciale della Comunità Comasca, i contributi raccolti sostengono cinque associazioni del territorio lariano. Il percorso della manifestazione prosegue inoltre con la nascita della Fondazione Orticolario ETS, voluta da Moritz Mantero per dare continuità alla sua visione culturale e al rapporto con la comunità.
Villa Erba è aperta oggi e domani dalle 9 alle 19; la biglietteria chiude alle 18. I biglietti si acquistano online o sul posto. Per entrambe le giornate è attivo il battello da Como, pontile numero 5, direttamente al pontile di Villa Erba: il viaggio è incluso nel biglietto di Orticolario e si può salire anche senza averlo già acquistato, provvedendo all’ingresso una volta arrivati. Chi possiede il biglietto o il pass può inoltre viaggiare gratuitamente fino a Cernobbio e ritorno sulle linee ASF C125, N6, C110 e C120 negli orari di apertura dell’evento, mostrando il titolo cartaceo o digitale. Orari dei battelli, prenotazioni e informazioni per la visita sono consultabili su orticolario.it.


