COMO TATTOO CONVENTION: a Erba un viaggio tra tatuaggi, arte e cultura
Il corpo diventa un’opera d’arte con i tatuaggi- A Lariofiere la convention sul variegato mondo tattoo
di Max Pini
C’è qualcosa di molto antico nel gesto di incidere un segno sulla pelle. Prima ancora di essere moda, estetica o appartenenza a una comunità, il tatuaggio è stato rito, memoria, protezione, passaggio, racconto. Una traccia permanente attraverso la quale l’individuo ha trasformato il proprio corpo in una superficie capace di parlare.
È proprio questa dimensione, sospesa tra arcaico e contemporaneo, che permette di leggere il tatuaggio anche attraverso la categoria del “Modern Primitive”. Il termine è legato alla ricerca di Fakir Musafar, figura centrale della cultura della body modification occidentale, e al volume Modern Primitives, pubblicato nel 1989 da V. Vale e Andrea Juno: un libro che portò all’attenzione internazionale tatuaggio, piercing, scarificazione e modificazione corporea come pratiche nelle quali il corpo poteva tornare a essere luogo di esperienza, ritualità e trasformazione.
In questa prospettiva il “primitivo” non indica un ritorno nostalgico al passato, ma la ricerca di una dimensione fisica e simbolica che la contemporaneità tende spesso a rimuovere. È il corpo stesso a diventare il luogo dell’esperienza. Una riflessione che attraversa anche la cultura italiana della body art e che trova un riferimento particolare negli scritti di Bodhipat A-Rà, autore del Manuale per fare di voi ciò che volete. Dal piercing alla scarificazione, pubblicato in Italia nel 1999.
Da questa consapevolezza nasce una domanda che oggi appare tutt’altro che marginale: cosa significa modificare il proprio corpo in un’epoca nella quale l’immagine è continuamente riprodotta, condivisa e consumata? Il tatuaggio, paradossalmente, restituisce alla persona qualcosa di irripetibile: un’immagine che non vive su uno schermo, ma sulla propria pelle.
È anche su questo terreno che si muove la seconda edizione della Como Tattoo Convention, in programma dal 2 al 4 ottobre a Lariofiere di Erba. Tre giorni nei quali il tatuaggio viene presentato non soltanto come pratica estetica o professionale, ma come linguaggio artistico, espressione identitaria e punto d’incontro fra culture, generazioni e discipline differenti. L’organizzazione parla di oltre 400 artisti, con tatuatori, piercer, performance, musica, contest e progetti dedicati alle arti contemporanee.
A fare da ponte tra il mondo del tatuaggio e quello dell’arte contemporanea è ancora una volta Filippo Borella, artista e curatore del progetto TrAttoo, che per questa seconda edizione assume il titolo “Body and Freedom”. Il progetto nasce dall’idea che il corpo non sia semplicemente un involucro, ma uno spazio nel quale si manifesta la libertà individuale. Pittura, scultura, fotografia, collage, performance, video e poesia entrano così in dialogo con la cultura del tatuaggio, superando la tradizionale separazione tra “arte” e “body art”.
Borella ha costruito per il 2026 una mostra con oltre sessanta artisti e una sezione dedicata alla fotografia. Il tatuaggio diventa in questo modo il punto di partenza, non necessariamente il punto di arrivo: la pelle è una superficie, ma il tema è il corpo come strumento di identità, memoria e libertà.
Una novità di questa edizione è Como Lake Hub, nuova realtà culturale e progettuale del territorio comasco, che è partner della Convention e porta all’interno dell’evento una propria proposta di partecipazione. L’obiettivo è creare un collegamento tra la grande manifestazione di Lariofiere e una realtà nata a Como per mettere in relazione arte, creatività, professioni, imprese e nuove forme di comunità.
La collaborazione non si esaurirà nei tre giorni di Convention. Como Lake Hub sarà infatti protagonista di un contest destinato a proseguire anche nei prossimi mesi, trasformando l’appuntamento di ottobre in un primo capitolo di un percorso più ampio. L’idea è quella di utilizzare il tatuaggio come punto di partenza per parlare di creatività, identità e contemporaneità, portando il confronto anche fuori dagli spazi della manifestazione.
Sul fronte degli ospiti, la Como Tattoo Convention 2026 riunisce una squadra internazionale di primo piano. Tra i nomi attesi a Erba figurano Stefano Alcántara, Yomico Moreno, Hanky Panky, Dr. Lakra, Don Nervio, Davide Andreoli, Yushi Horikichi, Taco Joe, Olimpia Quartieri, Riccardo Celli, Michelle Myles e Federica Borgia, insieme a centinaia di altri artisti italiani e internazionali. Non sarà quindi soltanto una grande esposizione di tatuatori.
Il programma comprende anche i Tattoo Contest, articolati nelle diverse giornate e dedicati a stili e tecniche differenti: dal Micro Tattoo/Fine Line al Lettering, dal Black Work al Black & Grey, dall’Oriental al Realistic, fino al Traditional e al Best of Show. Il calendario è cominciato già nella serata di ieri con l’Official Party della Como Tattoo Convention. Da oggi, venerdì 2 ottobre si è entrati nel cuore dell’evento.
Lariofiere, Viale Resegone, Erba, è aperto al pubblico fino alle 23 di oggi; sabato 3 ottobre dalle 11 alle 24 e domenica 4 ottobre dalle 11 alle 22. Tre giornate nelle quali sarà possibile incontrare gli artisti, osservare dal vivo il lavoro dei tatuatori, partecipare ai contest, visitare il progetto TrAttoo e attraversare un programma che mette insieme tatuaggio, arte contemporanea, performance, musica e cultura del corpo.
Perché, alla fine, il tatuaggio continua a raccontare una cosa molto semplice e molto antica: che il corpo non è soltanto qualcosa che abbiamo. È anche qualcosa attraverso cui possiamo raccontare chi siamo.
