Alvaro Molteni, una vita d’arte in oltre cinquecento opere. Presentato il catalogo generale
Presentato alla Pinacoteca civica di Como il Catalogo generale curato da Luigi Cavadini, frutto di quasi cinque anni di ricerca. Voluto dalle figlie Barbara e Monica, il volume ripercorre la produzione dell’artista comasco tra pittura astratta e disegno tessile.
Una vita dedicata alla pittura e al disegno, dagli esordi sui banchi della Castellini fino alle ricerche della maturità, attraversando l’astrattismo comasco e la storia dell’industria tessile lariana. È il percorso restituito dal Catalogo generale di Alvaro Molteni, presentato oggi pomeriggio, venerdì 2 ottobre, alla Pinacoteca civica di Como, nell’ambito della Lake Como Creativity Week 2026.
L’incontro, introdotto e moderato da Elena Di Raddo, professoressa ordinaria di Storia dell’arte contemporanea all’Università Cattolica del Sacro Cuore, ha riunito Luigi Cavadini, curatore del volume, critico e storico dell’arte, Fulvio Alvisi, designer e docente dell’Accademia di Como Aldo Galli IED, e Giulia Gentili, vicepresidente della Fondazione Gentili Mosconi. Presenti anche Barbara e Monica Molteni, le figlie dell’artista, che hanno fortemente voluto la realizzazione del catalogo.
Qui le parole di Monica che motiva la volontà sua e della sorella alla realizzazione del catalogo, oltre che per una dovuta documentazione delle opere, anche quale percorso per ritrovare il padre nella sua giovinezza e seguire il filo della sua arte, entrando in quella dimensione creativa, molto intima, che in famiglia era rimasta poco conosciuta.
Pubblicato da New Press Edizioni, il volume conta 312 pagine ed è il risultato di quasi cinque anni di reperimento, studio e catalogazione di oltre cinquecento opere. Un lavoro condotto insieme ai familiari, con la collaborazione di collezionisti, amici e istituzioni pubbliche e private, per ricostruire una produzione sviluppata nell’arco di una vita lunga 95 anni. Nato nel 1920 e scomparso nel 2015, Molteni ha continuato a creare per gran parte della sua esistenza, affiancando alla professione di disegnatore tessile una ricerca pittorica personale.
Nel suo intervento, Cavadini ha ripercorso la formazione dell’artista e il contesto nel quale maturò il suo avvicinamento all’astrazione. Molteni aveva iniziato a dipingere ancora studente alla scuola Castellini di Como: nelle prime opere, accanto alla rappresentazione della natura e della figura, si riconoscono già tentativi di sintesi destinati a trovare sviluppo nel confronto con i protagonisti dell’ambiente artistico cittadino.
Decisivo fu l’incontro con Manlio Rho, Mario Radice, Carla Badiali e Aldo Galli, in una stagione nella quale pittori e architetti cercavano nuovi linguaggi attraverso un dialogo continuo. In questo contesto si inseriva anche Giuseppe Terragni, protagonista del rinnovamento dell’architettura. Molteni entrò giovanissimo in quell’ambiente, ascoltando e osservando artisti già affermati, e trovò soprattutto in Rho un riferimento per proseguire la propria ricerca.
Nei primi anni Quaranta il passaggio dalla figurazione all’astrazione assunse una direzione precisa. Geometria e colore divennero gli elementi fondamentali della sua pittura, inizialmente vicina alle esperienze dell’astrattismo storico comasco, ma progressivamente capace di sviluppare un linguaggio autonomo. Cavadini ha ricordato anche la mancata partecipazione alla Biennale di Venezia del 1942, per la quale Molteni aveva preparato alcune opere: un’occasione rimasta a lungo, per l’artista, motivo di rammarico.
Il rapporto con Carla Badiali riguardò tanto la formazione artistica quanto il lavoro e l’impegno civile. Molteni collaborò con lo studio Badiali come disegnatore e, anche lui come Carla, fu attivo durante la Resistenza, contribuendo alla falsificazione di documenti. Avvertito del rischio di arresto, dovette lasciare temporaneamente il lavoro e allontanarsi dalla città. Grazie all’aiuto di Rho trovò rifugio in un cotonificio, dove rimase nascosto per alcuni mesi prima di poter rientrare a Como.
Il disegno per tessuti occupò una parte centrale della sua attività professionale, apprezzata fin dal 1947. Dopo l’esperienza di uno studio autonomo e una breve parentesi nella stampa tessile, all’inizio degli anni Sessanta Molteni entrò nell’azienda di Antonio Ratti, per la quale avrebbe lavorato per quasi trent’anni. Secondo la ricostruzione proposta da Cavadini, questa scelta lo liberò dalle incombenze della gestione di un’attività propria, consentendogli di dedicarsi con maggiore continuità alla pittura, spesso nelle ore notturne.
La prima mostra personale di Alvaro Molteni arrivò soltanto nel 1983, quando aveva già superato i sessant’anni. Nel frattempo la sua ricerca aveva continuato a evolversi, passando dalle composizioni geometriche a un’astrazione più libera e lirica. Linee, forme e colori si muovono in spazi che possono richiamare il cielo o diventare trasparenti, traducendo esperienze, sentimenti e suggestioni. “Sintesi”, titolo ricorrente nelle sue opere, esprime questa tensione a condensare nella pittura il risultato di un lungo percorso.
Cavadini ha, anche, sottolineato la discrezione dell’artista, che firmava semplicemente “alvaro”, e la coerenza di una ricerca portata avanti senza rinunciare alla sperimentazione. Nel suo racconto trovano spazio opere legate agli avvenimenti del proprio tempo, come quella dedicata alle Torri Gemelle, probabilmente uno degli ultimi, dipinta a 91 anni.
Il catalogo dispone le opere in ordine cronologico, rendendo leggibili i passaggi della ricerca e i legami tra lavori realizzati negli stessi anni. Alla parte pittorica si affiancano apparati bio-bibliografici inediti, una biografia corredata da fotografie, l’elenco delle esposizioni personali e collettive e una bibliografia che raccoglie studi, testi critici e articoli pubblicati nel tempo.
Una sezione è dedicata all’arte applicata al disegno tessile, con documenti e riproduzioni ottenuti grazie alla collaborazione di GentiliMosconi Società Benefit, che ha acquisito l’intero archivio tessile di Molteni, di Ratti S.p.A. Società Benefit e del Museo della Seta, che conserva una donazione di disegni effettuata dalle eredi. Materiali che permettono di approfondire il rapporto tra ricerca artistica e produzione industriale. Della fluente produzione per il tessile tessile hanno parlato Fulvio Alvisi il quale ha anche portato Molteni e la sua capacità di essere allo stesso tempo professionista ed artista, come esempio per i giovani, e Giulia Gentili vicepresidente della Fondazione Gentili Mosconi custode dei disegni per tessuti di Alvaro Molteni
La professoressa Elena Di Raddo a proposito del catalogo
La pubblicazione è stata promossa dall’associazione Classe 1958 – La Stecca, legata a Molteni anche attraverso il logo sociale da lui realizzato, con il sostegno di BCC Brianza e Laghi e BCC Cantù. Nel 2025, in occasione del decennale della scomparsa, l’associazione aveva organizzato “Trame astratte”, un percorso di conoscenza dell’artista attraverso tappe espositive in sedi pubbliche e private di Como, sempre nell’ambito della Lake Como Creativity Week.
Il volume “Alvaro Molteni – Catalogo generale”, a cura di Luigi Cavadini, ha un prezzo di copertina di 60 euro. Informazioni sul sito www.alvaromolteni.it.

