Logo
Lugano, il FIT Festival porta in scena il contemporaneo: al via la 35ª edizione

Il FIT Festival torna a Lugano con teatro, danza, musica, cinema e performance, riunendo artisti della scena contemporanea svizzera e internazionale. La 35ª edizione prosegue fino all’11 ottobre, affiancando agli spettacoli incontri con gli autori e progetti per giovani e famiglie.

Teatro, danza, cinema, musica e performance si incontrano a Lugano per la 35ª edizione del FIT – Festival Internazionale del Teatro e della scena contemporanea, in programma dal 2 all’11 ottobre 2026, dopo le anteprime del 29 e 30 settembre. Dieci giorni di manifestazione, trenta repliche, un lungometraggio e sei conversazioni con gli artisti compongono un calendario che coinvolge il LAC, il Teatrostudio, il Foce e il Cinema Iride. Per il festival arrivano artisti da tredici Paesi: Argentina, Costa d’Avorio, Egitto, Francia, Germania, Italia, Libano, Messico, Palestina, Spagna, Sudafrica, Svizzera e Tunisia.

Premiato nel 2025 con il Premio svizzero delle arti sceniche, il FIT rappresenta in Ticino una piattaforma dedicata alla creazione contemporanea e all’incontro fra linguaggi. La programmazione affianca agli spettacoli occasioni di confronto con gli autori e percorsi di partecipazione, rivolti anche a giovani, scuole e famiglie. L’attenzione alla sperimentazione attraversa forme artistiche che superano i confini fra discipline, mettendo in relazione il lavoro scenico con immagini, tecnologie e pratiche musicali.

fit lugano teatro

L’apertura del programma principale, venerdì 2 ottobre alle 18 al Teatro Foce, propone la prima assoluta di “Kids”, firmato da Boris Nikitin e Tšeliso Monaheng. Il lavoro mette in collegamento dal vivo Lugano, Basilea e Johannesburg: sul grande schermo, il pubblico seguirà il percorso di un gruppo di giovani nella notte della città sudafricana. Al centro ci sono ragazzi nati nei primi anni Duemila, una generazione cresciuta dopo la fine dell’apartheid e alle prese con una realtà multiculturale segnata da disuguaglianze e crisi. Lo spettacolo dura due ore e mezza ed è in inglese, con sopratitoli in italiano e inglese.
La stessa sera, alle 21 sul palco della Sala Teatro del LAC, il tunisino Khalil Hentati presenta “Aïchoucha”, in prima nazionale. Il titolo richiama il soprannome della nonna Aïcha, le cui canzoni e storie costituiscono il punto di partenza di una performance audiovisiva dedicata alla memoria e alla terra d’origine. Musica tradizionale tunisina, sintetizzatori, registrazioni, cassette, cd e vinili si intrecciano alle riprese video dell’artista. La fruizione è libera: gli spettatori possono muoversi e ballare, oppure seguire il lavoro seduti, con un numero limitato di sedie. Alle 22.15 è previsto un incontro dopo lo spettacolo.

Sabato 3 ottobre il Foce ospita una doppia proposta di danza e performance. Alle 20.30, Islam Elarabi presenta Just One Tile, un lavoro che affronta oppressione e desiderio di libertà attraverso il corpo. Alle 21, Oulouy porta in scena Black, dedicato alla violenza e all’emancipazione della comunità nera, con riferimenti alla street dance e alla diaspora africana negli Stati Uniti. Domenica 4 ottobre alle 20.30 al LAC, Baptiste Cazaux presenta invece That’s twisted, nel quale la nostalgia per gli inni pop di fine anni Duemila incontra l’incertezza del futuro.

fit lugano teatro

Uno dei progetti centrali dell’edizione è “Checkpoint Utopia”, installazione performativa di Alan Alpenfelt realizzata nell’ambito di Sentieri Selvaggi. L’artista ticinese ha lavorato con un gruppo di giovani tra i 16 e i 22 anni, mettendo a confronto le proprie utopie giovanili con quelle delle nuove generazioni. Il linguaggio dei videogiochi diventa uno strumento per attraversare infanzia, adolescenza ed età adulta e interrogarsi sulle possibilità di cambiare una realtà che può generare impotenza e disillusione.
Presentato in prima assoluta al Teatrostudio LAC, Checkpoint Utopia sarà visitabile il 3 e 4 ottobre e dal 7 all’11 ottobre, con più turni. Il lavoro dura cinquanta minuti ed è indicato dai quattordici anni. Sentieri Selvaggi è un percorso triennale, sviluppato nelle edizioni 2025, 2026 e 2027, che affianca ogni anno ai giovani un artista professionista diverso, trasformando il processo di creazione condivisa in un’opera presentata al festival.

fit lugano teatro

Il programma Young & Kids comprende tre appuntamenti al Foce. Domenica 4 ottobre alle 16, I fratelli Caproni presentano L’omino del pane e l’omino della mela, fra teatro e clownerie, per bambini dai tre anni. Martedì 6 ottobre alle 9.30 è in calendario Bella, bellissima! di ArteVOX e Accademia Perduta, spettacolo di teatro di figura anch’esso indicato dai tre anni. Giovedì 8 ottobre alle 9.30, Kronoteatro propone Galassia Annika, dai sei anni, una storia che guarda al mondo adulto attraverso il desiderio di un bambino di diventare astronauta.

La seconda parte del festival affronta più direttamente i temi del potere e dei meccanismi sociali. Giovedì 8 ottobre alle 20.30 al LAC, Matías Umpierrez presenta “PLAY”, in prima nazionale: un’indagine scenica sull’incitamento all’odio e sui modi di esercitare e abitare il potere. Il lavoro attraversa performance, lezione e installazione, mettendo in discussione la possibilità di ordinare e comprendere la soggettività del mondo. Lo spettacolo è in spagnolo, con sopratitoli in italiano e inglese, e sarà seguito da un incontro alle 22.15.
Venerdì 9 ottobre alle 20.30 sarà la volta di Sergi Casero Nieto con No pares (sigue, sigue). Attraverso la figura di un moderno Sisifo impegnato su una cyclette, la performance interroga l’obbligo di non fermarsi e il ciclo della produttività, cercando possibili alternative collettive.
Sabato 10 ottobre alle 18 al Cinema Iride è prevista la proiezione di “A Fidai Film” del regista palestinese Kamal Aljafari. Il film prende le mosse dalla sottrazione dell’archivio del Palestine Research Center durante l’invasione israeliana di Beirut del 1982 e lavora sulla perdita e sulla ricostruzione della memoria attraverso materiali documentari e sperimentazione cinematografica.
Alle 20.30 al LAC, Rabih Mroué e Lina Majdalanie presentano “Four Walls and a Roof”. Il duo mette in relazione la propria emigrazione da Beirut a Berlino con una riflessione politica sul presente, affrontando le questioni della libertà e dell’apertura delle società contemporanee.
La chiusura, domenica 11 ottobre alle 20.30 al LAC, è affidata a María del Mar Suárez, in arte La Chachi, con Los inescalables Alpes, buscando a Currito. La creazione della danzatrice e attrice di Malaga fonde flamenco e krump, usando l’ascesa e il cammino come immagini di superamento e ricerca. Lo spettacolo ha vinto il Premio Godot come miglior lavoro di danza nel 2022.

fit lugano teatro

Accanto alla scena, il FIT inaugura Laterale, progetto editoriale realizzato con il LAC. Il ciclo Cine Laterale – Tradizione futura propone nella Sala 4 del centro culturale videointerviste a Łukasz Twarkowski, Caroline Guiela Nguyen e Trajal Harrell. Gli appuntamenti sono il 3 ottobre alle 18, il 7 ottobre alle 18 e l’8 ottobre alle 18; il 4 ottobre alle 11 una maratona riunirà le tre conversazioni. L’ingresso è gratuito su prenotazione.
Dal 9 all’11 ottobre torna inoltre Zona Franca, spazio di incontro al Foce dedicato a musica e attività condivise. Il calendario comprende dj set, il progetto elettronico Angè e la presenza di Ivreatronic, con Foresta, Leonar ed Enea Pascal nella serata di sabato 10 ottobre. Domenica 11 alle 11, Bianca Berger condurrà un laboratorio di movimento gratuito.
Completano la manifestazione la radio Keep FIT with Radio, con le dirette del gruppo giovani, l’iniziativa del Biglietto sospeso, il percorso intergenerazionale Restez FIT! e Watch&Talk, nuovo programma per artisti emergenti. Sono disponibili gli abbonamenti Pass FIT 5 e Pass FIT Giovani 5.

I prezzi indicati per la manifestazione vanno da 12 a 25 franchi svizzeri, accanto agli eventi gratuiti. Il programma e i collegamenti alla prevendita sono consultabili su fitfestival.ch e sul sito del LAC.