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Ciao campione: ci ha lasciato Sandro Mazzola

Il calcio italiano piange Sandro Mazzola. Si è spento a 83 anni l’eterno fuoriclasse della Grande Inter e della Nazionale raggiungendo in cielo papà Valentino.

Il cielo si riprende il suo campione: l’addio a Sandro Mazzola, l’ultimo artista del calcio puro.

C’è un momento esatto in cui un calciatore smette di appartenere ai colori di una maglia e diventa patrimonio del cuore di un intero Paese.

Sandro Mazzola ci ha lasciato, ma il vuoto che si spalanca oggi va ben oltre i confini nerazzurri della sua Milano. Oggi piange l’Italia intera. Piange una generazione che è cresciuta con le ginocchia sbucciate nei cortili, sognando di replicare quei suoi dribbling fulminei, quella visione di gioco celestiale che illuminava gli stadi e faceva battere i cuori oltre ogni rivalità.

Immaginiamo di alzare gli occhi al cielo: oggi Sandrino non è più solo. Ha finalmente riabbracciato papà Valentino, l’immenso capitano dal cuore granata volato via troppo presto a Superga, e il fratello minore Ferruccio. Una dinastia spezzata dal destino che si ricompone lassù nel firmamento delle leggende più pure. Sandro ha portato quel cognome così pesante con una dignità e un’umiltà commoventi trasformando il dolore in poesia, la nostalgia in trionfo.

Quanti trofei, quante notti magiche in quegli anni lontani ed epici. Con la Grande Inter ha conquistato il mondo: quattro scudetti, due Coppe dei Campioni, due Coppe Intercontinentali. Ma le statistiche non bastano a raccontare la bellezza. C’era una magia antica in quella maglia azzurra della Nazionale, un calcio romantico che oggi sembra sbiadito e che chissà quando tornerà. Erano i tempi del dualismo puro con Gianni Rivera, una staffetta che era un’opera d’arte in movimento, una rivalità nobile dipinta dalle parole immortali di Gianni Brera.

Per noi, ragazzini di quegli anni d’oro, vederlo correre in campo è stata una fortuna immensa, un regalo della vita. Sandro Mazzola lascia ai ragazzi di oggi l’insegnamento più grande: si può essere giganti del calcio rimanendo uomini leali e umili. Il sipario è calato, lo stadio è silenzioso, ma l’eco delle tue giocate risuonerà per sempre. Ciao, grande e immenso campione.

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