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Cinema Teatro Chiasso, una stagione di “gioia”: sessanta appuntamenti tra teatro, musica, danza e cinema

La prima stagione firmata interamente da Jurij Meile intreccia grandi nomi, produzioni svizzere e percorsi tematici, nel segno dell’incontro

Sessanta appuntamenti, un nuovo direttore alla sua prima stagione costruita interamente per il Cinema Teatro e una parola, gioia, scelta come filo conduttore di un cartellone che attraversa prosa, musica, danza e cinema. Il Cinema Teatro Chiasso presenta la stagione 2026-2027 con una formula profondamente rinnovata: non più soltanto una successione di spettacoli, ma percorsi artistici e tematici capaci di creare connessioni tra linguaggi, storie e protagonisti differenti. Accanto alle rassegne trovano spazio eventi autonomi, produzioni internazionali e svizzere e numerosi progetti legati direttamente al territorio e alla Svizzera italiana.
È la prima stagione interamente allestita dal nuovo direttore Jurij Meile e arriva in un momento simbolico per il teatro, che celebra i 25 anni dalla rinascita ufficiale del 22 settembre 2001. A questo anniversario si aggiunge l’ingresso del Cinema Teatro nell’Unione dei Teatri svizzeri, passaggio che rafforza il ruolo della sala chiassese all’interno della rete culturale nazionale.
Meile immagina il Cinema Teatro come un luogo aperto, capace di essere allo stesso tempo profondamente legato a Chiasso e naturalmente rivolto all’Italia. «Vorrei fosse il salotto di tutti: aperto, vivo, accogliente», spiega il direttore, sottolineando il valore di un luogo reale di incontro in un mondo sempre più digitale. La nuova programmazione nasce proprio da questa idea: un teatro del territorio ma non chiuso nel territorio, aperto alle nuove generazioni, ai grandi nomi e alle contaminazioni tra discipline.
Confermata anche la formula degli “A tu per tu”, incontri che consentono al pubblico di conoscere gli artisti fuori dal palcoscenico e approfondire temi e linguaggi degli spettacoli. Tornano inoltre Chiasso Jazz e Festate, mentre per bambini e ragazzi prosegue la partecipazione a “Senza Confini – Generazioni a teatro”, dedicata alla fascia dai 3 ai 15 anni, e la collaborazione con AsLiCo per Opera Domani.
Ad aprire gli eventi fuori rassegna, il 3 ottobre, sarà “Io sono perfetto” di e con Paolo Ruffini, affiancato in scena da quattro interpreti con sindrome di Down, in un progetto che celebra i cento anni della Fondazione Don Guanella. Tra gli appuntamenti spicca il ritorno di Neri Marcorè con Giorgio Gallione in “Mi fa male il mondo”, viaggio fra teatro e canzone dedicato a Giorgio Gaber. Per la prima volta in Ticino arriverà invece la Geneva Camerata con “Dance of the sun”, concerto sinfonico interamente suonato a memoria e nello stesso tempo danzato.
Tra le proposte più originali figura “Mitsou”, opera-film costruita attorno all’amicizia tra Rainer Maria Rilke e Balthus bambino, con gli attori sullo schermo “doppiati” dal vivo dai cantanti. Alessio Marzilli porterà “Un’improbabile storia del country”, mentre Gardi Hutter tornerà a Chiasso con “gardiZERO”, spettacolo senza parole sospeso tra comicità, poesia e teatro fisico.
La grande prosa entrerà nel cartellone con “Erano tutti miei figli” di Arthur Miller nella messinscena di Elio De Capitani, riflessione sulle responsabilità individuali e collettive di fronte alla storia. “Sette a Tebe”, con drammaturgia e regia di Gabriele Vacis, partirà invece dalla tragedia di Eschilo per interrogarsi sulla guerra attraverso le voci del presente. Il territorio sarà protagonista con “Gabarè”, che vedrà Flavio Sala nei panni del popolarissimo Roberto Bussenghi, mentre “Odissea musicale del cervello” unirà concerto, teatro e scienza per osservare come la musica si trasformi in emozione, memoria e immagine. In programma anche “La rivolta della gioia” di Cristian Ceresoli e Silvia Gallerano e, per il secondo anno, la Maggiolata della RSI in diretta su Rete Due.
“Cuori liberi cuori felici” riunisce tre storie di donne impegnate ad affermare il diritto di essere sé stesse. “Il diario di Irene Bernasconi” riporterà al centro una delle figure più significative della storia di Chiasso, la donna che nel 1915 lasciò il Ticino per creare una “Casa dei bambini” nell’Agro romano. Vladimir Luxuria sarà protagonista di “Princesa”, dedicato alla vicenda di Fernanda Faria De Albuquerque, figura che ispirò anche Fabrizio De André. Chiude il percorso “La donna si cura” di Julia Haenni, lavoro sul rapporto tra medicina occidentale, sguardo patriarcale e corpo femminile.
La memoria industriale attraversa invece “Entusiasmo d’acciaio”, rassegna che parte dal lavoro, dalla modernizzazione e dall’identità costruita attorno alle grandi fabbriche per arrivare alle crisi e alle trasformazioni contemporanee. “Monteforno”, scritto da Sara Rossi Guidicelli, restituisce la memoria di una vicenda profondamente legata al territorio; “Mare di ruggine”, Premio ANCT 2025 e Premio Nazionale della Critica, esplora identità operaia e memoria collettiva; “ILVA Football Club” racconta una resistenza popolare, mentre “Tap Factory” trasforma la fabbrica in ritmo e spettacolo. A introdurre il percorso sarà Christian Marazzi con una conferenza sulle trasformazioni dall’industria al digitale e fino all’intelligenza artificiale.
Giuseppe Verdi avrà un percorso tutto suo con “Viva Verdi!”, costruito attraverso cinema, musica da camera, convivialità e opera. Il mezzosoprano Maria Elena Pepi e il pianista Andrea Bianchetti, insieme al Quartetto Itaca dell’Orchestra Nazionale della Rai, saranno protagonisti del concerto preceduto dal documentario “W Verdi!”. Seguiranno “Il bacio di Tosca” di Daniel Schmid e “A cena dal Maestro”, convivio verdiano con il Coro Operistico di Mendrisio. Culmine della tre giorni sarà la trasmissione in diretta, in collaborazione con RSI, dell’“Otello” dalla Scala di Milano in occasione dell’inaugurazione della stagione scaligera.

Cinema Teatro Chiasso stagione 2026/2027

Un altro anniversario importante sarà quello della Musica Cittadina di Chiasso, che nel 2027 compirà duecento anni. “Viva la Banda!” culminerà nel concerto della Swiss Armed Forces Brass Band, senza dimenticare il tradizionale gala di novembre e il concerto dell’Epifania. Con “Fuego!” il pubblico passerà invece dalle pagine di Ravel, de Falla e Stravinskij affidate all’Ensemble900 del Conservatorio della Svizzera italiana, diretto da Arturo Tamayo, alla festa della Barcelona Gipsy balKan Orchestra, con una pausa conviviale a base di tapas tra i due concerti.
Politica, democrazia e libertà sono al centro di “I have a dream!”, rassegna che prende il titolo dalla celebre espressione di Martin Luther King. “Matteotti”, scritto da Stefano Massini e interpretato da Ottavia Piccolo, offrirà il ritratto dell’uomo politico che comprese la gravità dell’avvento fascista; “Fabbrico” ripercorrerà le lotte sociali e antifasciste di una comunità emiliana; “Re Lear è morto a Mosca” porterà nella stretta staliniana del 1948 contro la libertà artistica. Sabrina Guzzanti arriverà con la stand up comedy “Liberidì Liberidà”, mentre Paolo Berizzi terrà la conferenza “Il passato che non passa”. Completa il percorso “Il conformista” di Bernardo Bertolucci.
Nel bicentenario della morte di Beethoven nasce “Ludwig200”, percorso che affronta il compositore da punti di vista differenti. Les Passions de l’Âme, orchestra svizzera diretta da Meret Lüthi, proporrà “Eroica!”, mentre Duilio Galfetti al mandolino e Diego Fasolis al fortepiano esploreranno pagine meno frequentate. Milo Ferrazzini e Benjamin Engeli accompagneranno il pubblico nel “Beethoven segreto”. Tra gli appuntamenti centrali figura “Beethoven. Il silenzio e la luce”, coproduzione del Cinema Teatro Chiasso con la voce narrante di Laura Morante e il pianoforte di Aurelio Canonici. Il percorso comprenderà anche “Im Heurigen – a cena con Beethoven”, esperienza che unirà giovani interpreti del territorio e una cena viennese.
Mozart e Salieri sono invece al centro di “E silenziosamente gioivo”, titolo tratto da Puškin. La rassegna accosta “Amadeus”, nella produzione del Teatro dell’Elfo con la regia di Ferdinando Bruni, al concerto “Mozart e Salieri” con I Barocchisti diretti da Diego Fasolis e Duilio Galfetti al violino.
Più aperta per definizione è “Chiasso Punto Franco”, spazio nel quale teatro, musica, cinema, sperimentazione e forme classiche possono incontrarsi. Si parte con “Köszeg” di Ledwina Costantini e Daniele Bernardi, ispirato a “Il grande quaderno” di Ágota Kristóf. Per la Giornata internazionale della donna arriverà “27 rue de Fleurus”, ispirato al celebre indirizzo parigino di Gertrude Stein. “Minotauro”, firmato da Margherita Saltamacchia e Marzio Picchetti, riprenderà invece la Ballade di Friedrich Dürrenmatt, trasformando la creatura mitologica in simbolo di fragilità e ricerca di sé.
Nel percorso trovano spazio anche il docufilm “Antonio Cattaneo uno tra i Mille”, premiato al LIMF di Seul, due appuntamenti di musica contemporanea intitolati “Ramificazioni”, la serata “Dove non arriva il segnale” con I Migranti di Ganden ospiti degli ALMA Acoustic e il festival Oggimusica Meets Code, dedicato a computer music, coding e digital art. A chiudere sarà “Io sono Nijinski”, liberamente tratto dai diari del grande danzatore dei Balletti Russi.
Ampio anche lo spazio dedicato al cinema. Il Cineclub Mendrisiotto cura “Mai una gioia!”, quattro film accomunati da protagonisti che, pur nelle loro differenze, cercano una relazione possibile con il mondo: “Perfect Days” di Wim Wenders, “Yalla Parkour” di Areeb Zuaiter, “I’m Your Man” di Maria Schrader e “Gioia mia” di Margherita Spampinato. “Quanto Buster!” sarà invece un omaggio a Buster Keaton, con film muti musicati dal vivo e accompagnamenti differenti per ciascuna serata: tra i titoli “The Scarecrow”, “Day Dreams”, “The Boat”, “Steamboat Bill, Jr.” e “The General”.
I biglietti sono disponibili presso la biglietteria del Teatro oppure sul sito dedicato.