Conservatorio di Como, tre giorni di Festival Jazz tra maestri e nuovi talenti
Dal 4 al 6 settembre quattro concerti nell’Auditorium: da Gershwin e Corea a Sakamoto, Zimmer e alle nuove generazioni
Tre giorni di musica, quattro concerti e un percorso che attraversa il jazz del Novecento per arrivare alle contaminazioni più contemporanee: dal 4 al 6 settembre torna, nell’Auditorium del Conservatorio di Como il Festival Jazz, alla sua seconda edizione, con un programma costruito attorno al dialogo tra storia, improvvisazione e ricerca sonora.
La rassegna nasce con l’obiettivo di mettere al centro uno degli elementi fondamentali del jazz, la libertà improvvisativa, affiancandola a un percorso stilistico che attraversa alcune delle figure più importanti della musica del secolo scorso. Il programma propone così un confronto continuo tra grandi maestri, scrittura, improvvisazione e nuove generazioni di interpreti.
Tra i riferimenti centrali del Festival figura George Gershwin, compositore capace di mettere in relazione il linguaggio della musica colta europea con le sonorità e i ritmi della New York degli anni Venti. La sua opera rappresenta uno dei punti di passaggio fondamentali nella storia musicale del Novecento, con un linguaggio nel quale jazz, teatro musicale e tradizione classica finiscono per incontrarsi.
Un altro protagonista ideale del percorso è Chick Corea, tra le personalità che più hanno contribuito a rinnovare il jazz nella seconda metà del Novecento. Le sue “Children’s Songs” e “Crystal Silence” rappresentano due esempi della sua capacità di unire precisione della scrittura, ricerca armonica e grande libertà espressiva. Un universo sonoro nel quale convivono jazz modale, fusion e riferimenti alla tradizione classica del Novecento.
Il Festival allargherà però lo sguardo anche oltre i confini più tradizionali del genere, arrivando alla musica per il cinema e alle sonorità contemporanee. Nel programma trovano infatti spazio composizioni di Hans Zimmer e Ryuichi Sakamoto, due autori che hanno profondamente segnato il rapporto tra immagini e musica, insieme ai lavori di Massimo Colombo e Michael Mainieri, tra jazz da camera, ricerca timbrica e sperimentazione.
Il primo appuntamento, dal titolo Seventeen Steps To Heaven, è in programma giovedì 4 settembre alle 17. Sul palco saliranno Leyla Martinenghi alla voce, Alex Orciari al contrabbasso, Lorenzo Cogliati al pianoforte, Luigi Beretta alla tromba e Filippo Lattanzi alla batteria.

La giornata di venerdì 5 settembre sarà invece dedicata anche alla formazione con la masterclass di Attilio Zanchi, contrabbassista, compositore e docente con una lunga esperienza nel panorama jazzistico italiano. Il lavoro svolto durante la giornata confluirà nel concerto finale previsto alle 17.
Domenica 6 settembre il programma si aprirà già in mattinata. Alle 11 sarà protagonista Intrecci sonori dell’Interlinea Duo, formato da Samuele Dotti al pianoforte e Filippo Terzaghi al vibrafono. Il repertorio attraverserà autori e mondi musicali differenti, con pagine di Chick Corea, Hans Zimmer, Massimo Colombo, Ryuichi Sakamoto, George Gershwin e Michael Mainieri.

L’accostamento tra pianoforte e vibrafono permetterà di lavorare in particolare sulle sfumature timbriche e sulla relazione tra scrittura e improvvisazione, passando dal jazz alla musica contemporanea e alle atmosfere cinematografiche.
L’ultimo appuntamento è previsto domenica alle 17 con i Commons Five Quintett. La formazione è composta da Daniele Vacchelli al pianoforte, Luca Paterlini alla chitarra, Jacopo Galli ai sax tenore e contralto, Simone Gaggioli al basso e Isac Sampietro alla batteria.
Tutti gli appuntamenti sono a ingresso gratuito. La prenotazione è consigliata.

