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Terra e Laghi Festival, tappe a Bulgarograsso e Alta Valle Intelvi

Venerdì 4 settembre, Teatro Blu porta “La Gabbianella” a Bulgarograsso, mentre sabato 5 settembre, al Palalanzo, il “tango di periferia”

Prosegue nel Comasco Terra e Laghi Festival, la rassegna teatrale itinerante dell’area insubrica che nel 2026 celebra vent’anni di attività con il tema Geografie del possibile: venerdì 4 settembre,alle21, in piazza Falcone a Bulgarograsso, Teatro Blu porterà in scena La Gabbianella, spettacolo family tratto da uno studio su Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare di Luis Sepúlveda. Protagonisti Arianna Rolandi e Shinya Murayama, su testo e regia di Silvia Priori. Le scene e i costumi sono di Teatro Blu, i disegni di Silvia Priori e Cristian Gerboles, le musiche di Valerio Rizzotti, mentre Marco Bolis firma i video e Lorenz Ronchi la direzione tecnica.

La Gabbianella di Teatro Blu
(Foto dal sito di Teatro Blu)

Al centro resta la storia resa celebre dallo scrittore cileno: la gabbiana Kengah, avvelenata da una macchia di petrolio nel Mare del Nord, riesce a raggiungere il balcone del gatto Zorba e, prima di morire, gli affida il proprio uovo strappandogli tre promesse: non mangiarlo, prendersene cura e insegnare a volare al piccolo che nascerà. Quando dall’uovo esce una gabbianella, Zorba e la comunità felina del porto di Amburgo si trovano così davanti a una sfida apparentemente impossibile.
Da qui prende forma una storia che Teatro Blu trasforma in uno spettacolo comico e poetico, costruito attorno all’amore per ciò che è diverso, alla solidarietà e alla responsabilità verso la natura. Il rapporto tra il gatto e la piccola gabbiana diventa una parabola sulla capacità di accogliere senza chiedere all’altro di diventare uguale a noi, ma anche sulla fiducia necessaria per crescere e trovare il coraggio di lasciare il proprio nido. Il celebre invito di Sepúlveda – riesce a volare soltanto chi osa farlo – diventa così il cuore di una messinscena pensata per i bambini ma capace di parlare anche agli adulti.
Dentro la fiaba trova spazio anche il tema ambientale, a partire proprio dalla sorte di Kengah, vittima dell’inquinamento del mare. Natura, generosità e convivenza tra diversi si intrecciano senza trasformare lo spettacolo in una lezione, ma affidandosi alla forza immediata del racconto teatrale. La Gabbianella è indicata per una fascia d’età dai 4 ai 10 anni. In caso di pioggia lo spettacolo si terrà nell’Area Feste di via Cavallina.

Tango di Periferia di Teatro Blu

Sabato 5 settembre alle 21, al Palalanzo di Alta Valle Intelvi, località Lanzo, Teatro Blu presenta invece Tango di periferia – Il ballo degli immorali, spettacolo di teatro tango con gli attori Silvia Priori e Roberto Carlos Gerbolès e i ballerini Gabriele Cataldo e Ioana Gavrilescu. Testo e regia sono firmati da Priori e Gerbolès.
Lo spettacolo racconta la nascita del tango attraverso narrazione e danza, riportando il pubblico nella Buenos Aires tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, quando la capitale argentina era attraversata da grandi flussi migratori e dall’incontro di popolazioni provenienti da Paesi e culture differenti. Poesia, dramma e sensualità si intrecciano con la nostalgia per la terra lontana, gli amori lasciati oltre l’oceano e un passato destinato a non tornare.
La vicenda ruota attorno a Maria e Cice: lei è un’immigrata siciliana arrivata in Argentina alla fine dell’Ottocento, lui un argentino di terza generazione che assiste alla trasformazione della propria città. Attraverso il loro incontro prende forma una Buenos Aires multietnica, segnata dalle differenze sociali e dalla ricerca di una nuova identità da parte di migliaia di immigrati.
Nelle periferie convivono italiani, spagnoli, francesi, ungheresi, ebrei, slavi, russi, polacchi, tedeschi, inglesi, sirio-libanesi e argentini provenienti dalle pampas. Molti sono uomini arrivati soli, con le famiglie rimaste dall’altra parte dell’Atlantico. In quel mondo fatto di distanza, nostalgia e bisogno di appartenenza prende forma il tango.
Mentre nei grandi teatri frequentati dalle classi più abbienti arrivano l’opera lirica italiana e la zarzuela spagnola, nei quartieri popolari si mescolano habanera, tango andaluz e milonga criolla. È in questo incontro di ritmi e culture che nasce una musica destinata a uscire rapidamente dalle periferie di Buenos Aires e a raggiungere il mondo.
In Tango di periferia l’abbraccio diventa il simbolo di questa origine: quello cercato da chi sente la distanza dalla propria terra, dalla propria famiglia e dagli affetti lasciati altrove. Il tango viene raccontato così non soltanto come musica o danza, ma come espressione di una nuova identità nata dall’incontro tra popoli diversi.
Entrambi gli spettacoli sono ad ingresso gratuito.

(Foto di copertina di Chiara Stincone)