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Scuola Corridoni, la deputata Chiara Braga porta il caso al ministro Valditara: una interrogazione urgente sulla sua chiusura

La presidente dei deputati Pd presenta un’interrogazione sulla scuola di via Sinigaglia: «Verificare la possibilità di mantenerla aperta e, in caso di trasferimento, garantire sicurezza, idoneità degli spazi e continuità educativa»

La vicenda della scuola primaria Corridoni di Como arriva in Parlamento. La presidente dei deputati del Partito Democratico Chiara Braga ha presentato un’interrogazione a risposta scritta al ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, chiedendo un intervento sulla chiusura del plesso di via Sinigaglia e sul trasferimento di circa 200 alunni nelle sedi alternative individuate dal Comune. L’iniziativa arriva alla vigilia del pronunciamento del Consiglio di Stato sulla richiesta di sospensiva della chiusura della scuola e dopo le criticità sollevate dagli uffici scolastici sulla soluzione individuata in via Fiume.

Braga chiede al ministro di «passare dalle parole ai fatti», dopo che lo stesso Valditara aveva definito la situazione comasca «oggettivamente anomala e inaccettabile». L’obiettivo dell’interrogazione è verificare innanzitutto se esistano ancora le condizioni per consentire la prosecuzione dell’attività scolastica nell’attuale sede della Corridoni di via Sinigaglia e, qualora la chiusura venisse confermata, ottenere garanzie precise sull’idoneità e sulla sicurezza degli edifici destinati ad accogliere gli alunni.
«A pochi giorni dall’inizio dell’anno scolastico, con l’imminente pronunciamento del Consiglio di Stato sulla riapertura della Corridoni, non possiamo accettare che circa 200 bambini vengano trasferiti e sballottati da un plesso all’altro senza che sia stato definito il destino dell’attuale istituto di via Sinigaglia e senza che, nel frattempo, siano state preventivamente chiarite tutte le condizioni di sicurezza, idoneità e piena funzionalità degli spazi individuati come sedi alternative», afferma Braga.
Al centro della vicenda resta la decisione del Comune di Como di chiudere la scuola Corridoni a partire dall’anno scolastico 2026/2027. Nell’interrogazione parlamentare Braga ricorda che l’edificio di via Sinigaglia viene descritto come un plesso «ad oggi pienamente funzionante», dotato di spazi, servizi, palestra, laboratori e mensa e caratterizzato da una comunità scolastica consolidata.
La chiusura è collegata al progetto di riqualificazione dell’area dello stadio Sinigaglia: secondo quanto riportato nell’atto parlamentare, il Comune ha previsto la demolizione dell’edificio scolastico per consentire la realizzazione di un autosilo nell’ambito del progetto presentato dal Como 1907. Una decisione che nei mesi scorsi ha provocato una forte mobilitazione, con prese di posizione della comunità scolastica, del Comitato dei genitori, di associazioni, realtà cittadine e forze politiche che hanno chiesto all’amministrazione di riconsiderare la scelta.
Una parte rilevante dell’interrogazione riguarda proprio le soluzioni alternative predisposte per accogliere gli alunni. Il piano comunale, ricostruisce Braga, aveva inizialmente individuato diversi edifici: la scuola Foscolo di via Borgovico e i plessi di via Filzi, via Perti e via Fiume. Successivamente, con una comunicazione del 20 agosto, la Foscolo è stata esclusa dalla riorganizzazione.
La nuova distribuzione prevede, secondo quanto riportato nell’interrogazione, 11 aule nella scuola Venini di via Fiume, tre aule in via Perti e due nella scuola di via Filzi. È soprattutto la sistemazione di via Fiume ad aver sollevato interrogativi nelle ultime settimane.
Braga richiama nell’atto i rilievi degli Uffici scolastici regionale e provinciale. In particolare, la direttrice generale dell’USR Lombardia Luciana Volta avrebbe evidenziato «rilevanti criticità» relative alla sicurezza e all’idoneità degli spazi, chiedendo che prima del trasferimento venissero acquisite le necessarie evidenze tecniche e documentali e invitando il Comune, qualora non fossero disponibili adeguate garanzie, a rivalutare la praticabilità della soluzione.
Sono proprio questi rilievi, insieme alle successive dichiarazioni del ministro Valditara, uno dei punti sui quali la parlamentare comasca concentra la propria iniziativa. «Lo stesso ministro Valditara, dopo le “rilevanti criticità” evidenziate sia dall’Ufficio scolastico regionale che provinciale, ha definito la situazione comasca “oggettivamente anomala e inaccettabile”», ricorda Braga.
Secondo la presidente dei deputati Pd, nonostante le incognite ancora aperte il Comune avrebbe comunque accelerato l’allestimento della sede destinata ad accogliere la maggior parte dei bambini. «Nonostante tutte queste gravi incognite, il Comune di Como ha avviato in fretta e furia lo sgombero degli spazi del terzo piano della scuola Venini di via Fiume, destinati ad accogliere gran parte degli alunni della Corridoni».

Nell’interrogazione viene indicato il 27 agosto come giorno di avvio delle operazioni di sgombero degli spazi di via Fiume, mentre per il 1° settembre è atteso il pronunciamento del Consiglio di Stato sulla richiesta di sospensiva relativa alla chiusura della sede di via Sinigaglia.
«È una situazione che richiede prudenza e responsabilità», sostiene Braga. La richiesta al titolare dell’Istruzione è quella di «assumere ogni iniziativa utile, in raccordo con gli enti territoriali, per garantire agli alunni condizioni adeguate di sicurezza, idoneità e continuità educativa».
La deputata mette a confronto le condizioni della scuola Corridoni con quelle contestate per la sede alternativa. Secondo Braga, sicurezza, idoneità e continuità educativa sarebbero «elementi che già sussistono oggi nell’edificio di via Sinigaglia», mentre non risulterebbero allo stesso modo garantiti nella Venini sulla base dei rilievi formulati dagli uffici scolastici.
«Prima di demolire una scuola pienamente funzionante e trasferire 200 bambini, serve una scelta ponderata nell’interesse degli studenti e della comunità scolastica comasca, non dettata da ulteriori e diverse logiche», conclude Braga.
Due, nel dettaglio, le questioni poste al ministro Valditara nell’interrogazione. La prima riguarda la possibilità di intervenire, in raccordo con gli enti territoriali interessati, per garantire sicurezza e continuità educativa e per dare concreta attuazione alla necessità, espressa dallo stesso ministro, di superare quella che ha definito una situazione «anomala e inaccettabile». In questo quadro Braga chiede espressamente di verificare «le condizioni per consentire la prosecuzione dell’attività scolastica presso l’attuale collocazione della Corridoni».
Il secondo quesito riguarda invece l’ipotesi in cui la chiusura della scuola di via Sinigaglia dovesse essere confermata. In quel caso la parlamentare chiede che il Ministero assuma ogni iniziativa necessaria affinché, prima dell’effettivo trasferimento degli alunni, siano verificate «tutte le necessarie certificazioni e garanzie relative alla sicurezza, all’idoneità e alla piena funzionalità dei locali individuati come sedi alternative».