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Festival Chitarra, fine del viaggio musicale Occidente-Oriente e un messaggio di Pace

Tre concerti gratuiti chiudono la XVIII edizione del Festival Chitarra a Menaggio: Aum Ensemble apre con un viaggio tra musica medio orientale e klezmer e un richiamo alla Pace.

Un viaggio musicale iniziato sulle rive del lago con una notte argentina e destinato a concludersi guardando verso Oriente, dopo avere attraversato Spagna, Portogallo, Sudamerica, Armenia, Mediterraneo ed Europa. Domani, sabato 29 agosto, cala il sipario sulla XVIII edizione del Festival Internazionale Chitarra Menaggio e Lago di Como e i tre concerti dell’ultima giornata sembrano quasi riassumere il senso di una manifestazione che, intorno alle sei corde, ha fatto incontrare musicisti, strumenti e culture molto lontane fra loro. Il programma ufficiale conferma tre appuntamenti, tutti a ingresso gratuito: alle 18 Risonanze d’Oriente in piazza Garibaldi, alle 21 Caleidoscopio musicale e alle 22 Duo Talismán, entrambi al Lido di Menaggio.

Il momento forse più significativo arriva subito, alle 18 in piazza Garibaldi, nel cuore e nel luogo d’incontro per eccellenza di Menaggio. Risonanze d’Oriente non porta con sé soltanto musica: nel dialogo fra repertori provenienti da mondi diversi si può leggere anche una forte richiesta di Pace, particolarmente intensa proprio perché affidata ai suoni e non alle parole. Sul palco ci sarà Aum Ensemble, trio di musicisti italiani oggi attivi nei Paesi Bassi: Daniele Bolletta al sassofono, Alberto Radossi alle percussioni e Marco Tencati Corino alla chitarra classica. La formazione è nata al Royal Conservatoire dell’Aia, dove i tre si sono incontrati condividendo l’interesse per la musica contemporanea e la sperimentazione.

Il programma è costruito come un percorso attraverso le tradizioni spirituali e musicali del Medio Oriente e dell’Europa orientale. Ci sono suggestioni della musica sufi e della tradizione klezmer, ritmi, improvvisazione, timbri cameristici ed elettronica. Sono universi culturali e religiosi differenti che Aum Ensemble sceglie di mettere uno accanto all’altro, non per cancellarne le identità ma per farle dialogare. È proprio qui che Risonanze d’Oriente assume, nel contesto del festival, un valore che supera quello strettamente musicale: far convivere nello stesso spazio sonoro linguaggi nati da storie e comunità diverse diventa un modo semplice e potente per parlare di ascolto, tolleranza e convivenza.

festival chitarra menaggio

Anche le storie dei tre componenti raccontano una formazione aperta. Il percussionista vicentino Alberto Radossi, classe 2002, ha studiato tra Vicenza, Padova e L’Aia e nel 2025 ha vinto il bando Musicare l’arte di Gianmaria Potenza: la sua performance utilizzava vibrafono, attrezzi agricoli, improvvisazione e tecnologie audio, trasformando forme e materiali delle opere visive in elementi musicali. Marco Tencati Corino, chitarrista classico formatosi al Conservatorio di Milano e poi al Royal Conservatoire dell’Aia, affianca all’attività concertistica una ricerca che guarda con particolare attenzione al Sudamerica. Daniele Bolletta, sassofonista, è a sua volta attivo nella musica da camera e contemporanea; all’Aia porta avanti una ricerca orientata anche alla dimensione performativa e socialmente impegnata della musica.

In caso di pioggia, il concerto delle 18 sarà trasferito al Lido di Menaggio.

festival chitarra menaggio

Proprio al Lido, alle 21, il viaggio cambierà nuovamente rotta con Caleidoscopio musicale, affidato a Marco Rainelli al flauto traverso e Marco Brusa alla chitarra classica. I due musicisti collaborano da molti anni nel Duo Libertango, nato nel 2007 con l’idea di esplorare il repertorio originale per flauto e chitarra dalla fine del Settecento fino alla contemporaneità, affiancandolo a trascrizioni e incursioni nella musica popolare. Nel 2017 hanno inciso Gusto Latino, album nel quale la celebre Histoire du Tango di Astor Piazzolla incontra omaggi a Villa-Lobos, Jobim, Toquinho e Gardel.

A Menaggio il caleidoscopio del titolo è anche geografico e stilistico: il programma passa dalla scrittura novecentesca del compositore fiorentino Castelnuovo-Tedesco alle radici popolari dell’Europa centro-orientale indagate da Bartók, dal tango trasformato da Piazzolla in musica da concerto alle melodie cinematografiche di Morricone.

Rainelli si è diplomato giovanissimo in flauto, a 17 anni, e si è perfezionato tra Italia, Germania e Svizzera, ha fatto parte di formazioni come la Verbier Festival Orchestra e si è esibito sotto la direzione di musicisti come Daniel Harding, Charles Dutoit e Vladimir Ashkenazy. Marco Brusa, diplomato in chitarra classica al Conservatorio Rossini di Pesaro, ha invece ampliato la propria formazione verso arrangiamento, pop, rock e jazz: una versatilità che spiega bene la libertà con cui il duo passa dal repertorio classico alla musica sudamericana e alle trascrizioni.

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Alle 22 sarà infine la danza a entrare nel racconto della chitarra con Duo Talismán, formato dalla danzatrice e coreografa argentina Julieta Cruzado e dal chitarrista e compositore franco-armeno Laurent Boutros. Anche questo ultimo spettacolo sembra fatto apposta per chiudere un festival costruito sui meridiani: Oriente e Occidente, Caucaso e Sudamerica, musica colta e tradizione popolare si incontrano attraverso il movimento del corpo e le sei corde. Il programma annunciato comprende autori come Erik Satie, Ariel Ramírez ed Eugène Ysaÿe, insieme alle composizioni dello stesso Boutros ispirate soprattutto alle musiche dell’Armenia e del Caucaso.

Il sodalizio artistico tra Cruzado e Boutros ha una storia ormai consolidata e in precedenti programmi ha accostato Satie e Bach alla musica sudamericana di Atahualpa Yupanqui e alle composizioni armene del chitarrista. Cruzado, argentina, ha completato parte della propria formazione tra Perù e Germania e utilizza la base della danza classica per sviluppare coreografie personali; Talisman risulta inoltre come creazione di danza e musica con coreografia della stessa Cruzado. Laurent Boutros, nato nel 1964 vicino a Parigi da una famiglia di origine armena, la sua musica è davvero una geografia trasformata in suono. Nelle Tre danze popolari armene recupera ritmi e memorie della tradizione – dalla danza comunitaria Kotchari alla Danza dei pescatori e alla Danza degli uomini – mentre nella Suite caucasienne affiorano Istanbul, il Caucaso e Tbilisi. Nel 2025 queste e altre composizioni sono state raccolte nel progetto discografico Apatride, An Armenian in Paris, nel quale la chitarra diventa strumento di memoria, identità e incontro fra culture.

Tre concerti, dunque, e tre modi molto diversi di intendere la chitarra: strumento di dialogo con sax, percussioni ed elettronica alle 18; compagna del flauto nel repertorio classico, popolare e cinematografico alle 21; voce che incontra il corpo e la danza alle 22. Tutti gli appuntamenti di sabato 29 agosto sono gratuiti. Risonanze d’Oriente è previsto in piazza Garibaldi, con trasferimento al Lido in caso di pioggia; Caleidoscopio musicale e Duo Talismán si terranno al Lido di Menaggio.