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Dal 25 al 30 agosto tra Sormano e Zelbio, debutta Altolago, nuovo festival internazionale di arti contemporanee multidisciplinari che propone esperienze immersive, partecipative e relazionali, costruite attraverso l’incontro tra opere, territorio e persone. Apertura all’Osservatorio con “Cosmologie”.

Una novità entra nel calendario delle manifestazioni culturali della provincia di Como. È Altolago Art Fest, festival internazionale dedicato alle arti contemporanee che debutta con la sua edizione zero dal 25 al 30 agosto tra Sormano e Zelbio, nel cuore del Triangolo Lariano. A idearlo e curarlo è il regista Simone Pozzi, comasco originario di Zelbio, che dopo diverse esperienze professionali all’estero vive da circa quindici anni in Francia, dove ha fondato una casa di produzione cinematografica.

Il progetto nasce con l’obiettivo di portare sul territorio linguaggi artistici differenti, dalla musica al cinema, dalla videoarte alle performance e al teatro, creando occasioni di incontro tra artisti, luoghi e pubblico. Altolago non si presenta quindi come un semplice cartellone di spettacoli, ma come un festival diffuso, costruito per entrare in relazione con il paesaggio del Triangolo Lariano e con le comunità che lo abitano.
Il borgo di Zelbio, gli spazi naturali e l’architetture diventano parte degli eventi e contribuiscono a definirne atmosfera e significato. Anche il pubblico è chiamato a vivere il festival in modo dinamico, spostandosi tra i diversi luoghi, fermandosi, partecipando e scoprendo il territorio attraverso esperienze artistiche che spesso mescolano più discipline.

A raccontare questa filosofia è anche il manifesto di Altolago, racchiuso nella frase “Non esiste un centro. Esistono traiettorie”. Un’immagine che richiama il carattere itinerante della manifestazione e il continuo passaggio tra persone, linguaggi e paesaggi. Titolo dell’ edizione zero è: i massi erratici, un marker del territorio questi massi trasportati in passato dai ghiacciai e depositati lontano dal luogo d’origine, come gli artisti invitati al festival arrivano da Paesi e percorsi differenti per lasciare, durante i giorni di prmanenza, una traccia nel territorio lariano.

altolago art fest

Il primo “vagito” del festival, martedì 25 agosto, rende immediatamente visibile questa filosofia. Altolago non inaugura in un teatro o in una piazza, ma all’Osservatorio Astronomico di Sormano con “Cosmologie”, una serata costruita come un progressivo passaggio dal giorno alla notte. Il pubblico sarà accompagnato dal tramonto alla comparsa delle stelle attraverso musica, parole, osservazione astronomica e cinema immersivo. È probabilmente l’immagine più efficace per capire che cosa vuole essere questa nuova manifestazione: non una successione di eventi separati, ma un’esperienza in cui ambiente, tempo naturale e linguaggi artistici si trasformano reciprocamente.

L’apertura di Altolago Art Fest è l’unico evento in programma per cui è richiesto un contributo e la prenotazione, qui il link Eventbrite. Tutti gli altri appuntamenti sono liberi e gratuito. La serata inaugurale martedì 25 agosto, inizia alle 19, sulla terrazza dell’Osservatorio, saranno Las Hermanas Caronni ad aprire il percorso con un concerto al tramonto. Gianna e Laura Caronni, gemelle argentine, costruiscono una musica da camera personale in cui voci, violoncello, clarinetto, percussioni e narrazione convivono con memorie sudamericane e forme della canzone. In un luogo come Sormano, dove l’orizzonte delle montagne e il cielo sono parte dell’esperienza, il loro repertorio trova una dimensione quasi cinematografica. La scelta sembra riassumere bene l’intenzione del festival: portare un linguaggio musicale intimo dentro un paesaggio che ne modifica l’ascolto.

Dopo il concerto, alle 20, l’apertura assume una forma conviviale con un aperitivo-cena a base di prodotti locali. Anche questo passaggio non è accessorio. Altolago insiste molto sull’incontro tra artisti, abitanti e pubblico e sul tentativo di creare occasioni di condivisione che vadano oltre il momento dello spettacolo. Alle 20.30 la terrazza torna a essere spazio performativo con “La Voce della Luna”, un reading multilingue accompagnato dal live sound di Tom Leclerc. Artisti di provenienze e culture diverse leggeranno poesie e testi dedicati alla Luna, al cielo e al cosmo nelle lingue originali, mentre Leclerc costruirà dal vivo un paesaggio sonoro intrecciando field recordings, sintetizzatori autocostruiti e registrazioni ambientali.

Tra gli interpreti annunciati figurano Cléa Vincent, Samantha Caldato, Roberto Cicogna, Sara Rastegar e le stesse Gianna e Laura Caronni, oltre ad altri ospiti. La pluralità delle lingue non è un semplice elemento spettacolare: mette in relazione voci lontane sotto lo stesso cielo e traduce in forma concreta l’idea di una manifestazione che vuole superare confini disciplinari e geografici. Il suono, in questo caso, non accompagna soltanto la parola ma dialoga con l’ambiente, raccoglie tracce, rumori e presenze del luogo, trasformando l’Osservatorio in uno spazio di ascolto condiviso.

Alle 21.30 l’arte lascia spazio all’osservazione diretta del cielo. Con il Gruppo Astrofili Brianza, il pubblico potrà osservare la Luna e i suoi crateri attraverso il telescopio dell’Osservatorio. È un passaggio significativo perché il tema astronomico della serata smette di essere metafora e diventa esperienza reale: dopo aver ascoltato musica e parole dedicate al cosmo, si guarda direttamente verso ciò che le ha ispirate. La conclusione, alle 22.30, è affidata al cinema immersivo nel planetario, con due lavori che spostano lo sguardo dall’universo alla Terra e alle sue contraddizioni.

“Phantom of the Universe: The Hunt for Dark Matter” conduce nella ricerca della materia oscura, dal Big Bang agli studi di Fritz Zwicky e Vera Rubin fino agli esperimenti contemporanei e al Large Hadron Collider del CERN. Lo spettacolo-documentario, realizzato con la collaborazione di scienziati e istituzioni di ricerca, è narrato da Tilda Swinton. A seguire “Radical Compromise” di Daniel Červenka, film fulldome a 360 gradi che affronta il tema dell’industria energetica europea e dell’estrazione fossile e mineraria, costruendo immagini attraverso fotogrammetria, riprese aeree, scansioni microscopiche e manipolazione digitale. Dalle particelle invisibili dell’universo alle ferite visibili del paesaggio terrestre: anche qui il programma cerca una relazione, più che una semplice successione.

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Dal 26 agosto il baricentro di Altolago si sposta a Zelbio, borgo a circa 800 metri di quota tra lago e montagna. Per cinque giorni il paese e il territorio circostante saranno attraversati da concerti, proiezioni, listening session, camminate, workshop, incontri, dibattiti, pratiche partecipative e momenti conviviali. Il programma riunisce artisti italiani e internazionali provenienti dalla musica, dal cinema, dalla ricerca sonora, dalla videoarte, dal teatro e dalle pratiche performative. Tra gli ospiti figurano, fra gli altri, Vincent Moon con il suo live cinema, il produttore e sound engineer Mario Caldato Jr., il pianista francese Mark Priore, la regista iraniana Sara Rastegar, il musicista argentino Lucky Salvadori e numerosi autori e performer attivi tra Europa e America Latina.

Ma la particolarità di Altolago sembra stare soprattutto nel modo in cui vuole distribuire il tempo. Durante il festival non esistono soltanto le ore del concerto o della proiezione: ci sono cammini, ascolti, laboratori, yoga, installazioni e occasioni di confronto. Il pubblico non è invitato semplicemente ad arrivare, assistere e ripartire, ma ad abitare per qualche ora o per più giorni un territorio e a scoprirne ritmi, distanze e possibilità. Una prospettiva particolarmente interessante per un’area come il Triangolo Lariano, dove borghi, sentieri, boschi e paesaggi aperti possono diventare parte attiva di un progetto culturale contemporaneo.

L’edizione zero si presenta quindi come un esperimento, e forse proprio per questo può permettersi di essere mobile, permeabile e difficile da racchiudere in una sola definizione. Il debutto del 25 agosto all’Osservatorio di Sormano ne offre la sintesi più poetica: un tramonto ascoltato in musica, una cena condivisa, parole pronunciate in più lingue, la Luna osservata al telescopio e infine un planetario trasformato in sala cinematografica. I posti per “Cosmologie” sono limitati e la prenotazione su Eventbrite è consigliata. Dal giorno successivo Altolago scenderà verso Zelbio per continuare il suo percorso tra arti, paesaggio e comunità, fino al 30 agosto.

Qui il programma completo 

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