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Cinque baite facili da raggiungere sul Lago di Como

Baite e rifugi alla portata anche dei meno esperti su sentieri semplici; ad accomunarli i meravigliosi panorami sul Lago di Como e la cucina di montagna.

Camminare nella natura ha un piacere tutto suo: il passo che trova il ritmo, i rumori della città che si allontanano, il profumo del bosco e, curva dopo curva, il paesaggio che cambia. Certo, a volte la salita si fa sentire e il fiato si accorcia, ma sapere che lassù c’è una baita ad aspettarci rende tutto più piacevole.
Una baita non è soltanto il luogo dove fermarsi a riprendere fiato e rifocillarsi con polenta, formaggi, salumi e altre specialità di montagna. È anche un punto privilegiato da cui guardare il lago, quello stesso lago che dal basso ci sembra così familiare e che, visto dall’alto, appare come una gemma brillante incastonata nel verde dei monti lariani.

baite lago di como

Se non siete dei trekker esperti è, comunque, possibile concedersi questa piccola avventura montana verso le cinque mete che abbiamo selezionato, tutte facilmente raggiungibili da Como, mete perfette per una passeggiata di mezza giornata tra boschi, panorami e buona cucina.

Si può cominciare dal Rifugio Murelli, a quota 1.200 metri sulla Via dei Monti Lariani. Una delle possibilità più semplici è lasciare l’auto nella zona di Cà Bossi, poco sotto la vetta del Monte Bisbino, e proseguire a piedi lungo la strada che attraversa il bosco. Sono circa 50 minuti/un’ora di cammino, con dislivello contenuto e senza particolari difficoltà tecniche. Il percorso passa anche dal Rifugio Bugone e prosegue tra faggi e continui scorci sul lago fino alla Colma dei Murelli, dove il panorama ripaga ampiamente la passeggiata. Se ancora non siete stanchi avete due possibilità: il Roccolo San Bernardo lo si vede anche dal Murelli, è vicino, ma la salita per arrivare ai 1.350 metri si fa sentire, però da lassù vedrete il lago da due diverse prospettive. Ci vogliono 30 minuti per prolungare la passeggiate in modo poco  impegnativo e raggiungere il Rifugio Binate recentemente riaperto dopo tanto tempo. Che dire “bentornato”. Comunque già arrivare da Cà Bossi al Murelli è una bella camminata, attenzione soltanto ai pochi posti disponibili per lasciare l’auto nella zona di partenza, soprattutto nei fine settimana.

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Saltiamo dall’altra parte del lago e, tra le tante baite del Triangolo Lariano, consigliamo il Ristorante Rifugio Martina, ai piedi del Monte San Primo. È una delle mete classiche per chi vuole unire una passeggiata non troppo impegnativa a un pranzo di montagna. Partendo dalla zona di Piano Rancio si può raggiungere il rifugio con un itinerario facile di circa 45 minuti, poco più di due chilometri all’andata e un dislivello nell’ordine dei 150 metri scegliendo il percorso più comodo. All’arrivo si apre uno splendido panorama sul centro lago e qui la tradizione ha anche un sapore preciso: la polenta è da sempre una delle grandi protagoniste della tavola del Martina, da scegliere con accompagnamenti gustosi o uncia che da sola dà la carica calorica per arrivare in vetta al San Primo, ma questo lo lasciamo ai più esperti. (www.rifugiomartina.com)

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La terza proposta porta in Valle Intelvi, al Rifugio Prabello. Si lascia l’auto a Pian delle Alpi una località di Cerano Intelvi, e ci si mette in cammino lungo un percorso che alterna prati, mulattiere e bosco. Servono all’incirca 50 minuti per raggiungere il rifugio, situato a 1.200 metri sullo spartiacque tra Valle Intelvi e Valle di Muggio in Svizzera, proprio a ridosso del Sasso Gordona dove si trovano vecchie fortificazioni della linea Cadorna. Arrivare al Prabello è una passeggiata considerata adatta anche alle famiglie, pur con qualche tratto in salita. Da lassù lo sguardo spazia dalla Valle Intelvi alle Grigne, dal Monte Generoso al Legnone e, nelle giornate più limpide, fino alle montagne più lontane. Al rifugio la cucina resta volutamente semplice e legata ai prodotti e ai piatti della tradizione locale. (fb prabello)

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Dalla Valle Intelvi ai Monti di Lenno passando in auto per San Fedele, Blessagno e Pigra fino al Boffalora, una baita raggiungibile in auto. In realtà anche la nostra meta, il Rifugio Venini, si può raggiungere con l’auto, ma noi consigliamo di parcheggiare al Boffalora e incamminarsi lungo la vecchia strada militare senza difficoltà per arrivare ai 1.576 metri del Rifugio Venini sul Monte Galbiga. Sono circa 4 chilometri e poco più di un’ora di cammino, con un dislivello di circa 350 metri. La pendenza si concentra soprattutto nella prima parte, mentre più in alto il percorso diventa più dolce. È una passeggiata particolarmente panoramica e, una volta arrivati, ci si trova in uno dei punti privilegiati per osservare le montagne e il Lario dall’alto. Chi ha ancora voglia di camminare può proseguire verso la cima del Galbiga passando a fianco dell’osservatorio astronomico oppure proseguire fino al Monte Crocione tra resti delle fortificazioni della Linea Cadorna. Da tenere presente che la strada in auto che conduce verso Boffalora è stretta e in alcuni tratti richiede attenzione perchè il ciglio non è protetto. (www.rifugiovenini.it)

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Chiudiamo con quella che, tra le cinque destinazioni, richiede un po’ più di gamba, ma rimane alla portata di chi è abituato anche solo a passeggiare. Il Rifugio La Canua si trova sopra San Siro, in posizione spettacolare sul Lago di Como. Il percorso consigliato parte da Montuglio, a circa 1.100 metri: si segue inizialmente uno sterrato fino all’alpeggio di Rescascia e poi il sentiero per il rifugio. Il tempo indicato è di circa un’ora e 20 minuti, per 400 metri di dislivello. La difficoltà è classificata T, turistica, su mulattiera e sentiero ben tracciati. La Canua è probabilmente quella che richiede lo sforzo maggiore della nostra selezione, ma il balcone naturale che si apre davanti al rifugio, con il lago disteso molto più in basso e le montagne a fare da cornice, vale ogni passo della salita. E’ uno di punti da cui si intravvede perfino la Valsassina dietro il massiccio della Grigna.  Per mangiare è consigliata la prenotazione. (www.rifugiocanua.it)

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Cinque idee, dunque, per lasciare per qualche ora traffico e città, mettere nello zaino una borraccia e concedersi il lusso semplice di camminare senza fretta. Prima di partire è sempre opportuno verificare direttamente con i gestori giorni e orari di apertura dei rifugi, soprattutto fuori dai periodi di maggiore affluenza. E ci raccomandiamo scarponcini e abbigliamento consono compreso un impermeabile o altro per un’improvviso acquazzone.

E se dopo aver letto tutto questo vi è passata anche la voglia della salita, rimane un’ultima soluzione: Baita Carla, sulle Colme di Brunate, offre cucina tipica e panorama sul ramo di Como e può essere raggiunta anche percorrendo in auto la strada che sale da Brunate verso San Maurizio e il CAO. (baitacarla.com)