Lago di Ghirla, studio sulle testuggini aliene
Fondazione Lombardia per l’Ambiente e Autorità di Bacino avviano monitoraggi e studio di fattibilità per proteggere la biodiversità
Un monitoraggio scientifico delle testuggini palustri presenti nel Lago di Ghirla per individuare le specie, stimarne il numero e preparare un piano di contenimento di quelle invasive. È l’obiettivo dell’accordo sottoscritto dalla Fondazione Lombardia per l’Ambiente e dall’Autorità di Bacino Lacuale Ceresio, Piano e Ghirla.
L’iniziativa rappresenta il primo passo di un percorso destinato a tutelare la biodiversità del bacino varesino. Le specie aliene invasive sono infatti considerate una delle principali minacce per gli ecosistemi acquatici, perché possono entrare in competizione con la fauna autoctona, alterando equilibri naturali consolidati.
Lo studio si concentrerà in particolare sulle testuggini appartenenti alla famiglia degli Emydidae e sulle specie del genere Trachemys. Questi animali sono stati introdotti in Italia soprattutto attraverso il commercio di esemplari da compagnia e, in molti casi, sono stati successivamente abbandonati nei laghi, nei fiumi e nelle aree umide.
«La tutela dei nostri laghi richiede oggi un approccio sempre più basato sulla conoscenza scientifica e sulla collaborazione tra istituzioni», ha sottolineato Massimo Mastromarino, presidente dell’Autorità di Bacino del Ceresio, Piano e Ghirla. L’obiettivo, aggiunge, è comprendere l’entità di un fenomeno che interessa numerosi ecosistemi lacustri e che, senza interventi tempestivi, rischia di comprometterne gli equilibri.
La prima fase del progetto prevede il monitoraggio dell’intero bacino attraverso rilievi sul campo effettuati con il metodo del Visual Encounter Survey. Questa tecnica si basa sull’osservazione diretta degli animali e permetterà agli esperti di censire gli esemplari lungo il perimetro del lago.
Le informazioni raccolte saranno georeferenziate e inserite in un database territoriale, nel quale verranno riportate la posizione degli avvistamenti, le specie identificate, la loro distribuzione e una stima della consistenza delle popolazioni. I dati costituiranno la base scientifica necessaria per programmare le successive azioni di gestione.
Le indagini serviranno anche a verificare l’eventuale presenza della testuggine palustre europea, Emys orbicularis, specie autoctona di particolare valore naturalistico e tutelata dalla Direttiva Habitat. La sua individuazione renderebbe ancora più importante la protezione dell’ambiente lacustre dalla diffusione delle specie concorrenti introdotte dall’uomo.
Concluso il monitoraggio, sarà predisposto uno studio di fattibilità per individuare le strategie più efficaci di contenimento. Saranno valutate le tecniche di cattura previste dal Piano nazionale di gestione della testuggine palustre americana, insieme alle esperienze maturate in altri progetti europei.
L’analisi riguarderà anche gli aspetti economici, logistici e organizzativi degli interventi, le strutture disponibili per accogliere gli esemplari rimossi e le procedure necessarie per operare nel rispetto della normativa e del benessere animale. È previsto inoltre un piano di controllo nel tempo, utile a misurare l’efficacia delle azioni intraprese.
I risultati contribuiranno ad ampliare le conoscenze sulla biodiversità regionale e confluiranno nella banca dati dell’Osservatorio Regionale per la Biodiversità della Lombardia. L’accordo unisce così le competenze scientifiche della Fondazione Lombardia per l’Ambiente al ruolo dell’Autorità di Bacino nella gestione e nella tutela del territorio.
«Il Lago di Ghirla è un patrimonio naturalistico di grande valore e abbiamo il dovere di conservarlo per le generazioni future», conclude Mastromarino. Il progetto non si limiterà dunque a fotografare la situazione esistente, ma dovrà fornire strumenti concreti per una gestione sostenibile delle specie invasive e per la salvaguardia dell’intero ecosistema lacustre.

