il messaggio
|Animali d’affezione, l’appello di Regione Lombardia: «Chi ama non abbandona»
Comazzi richiama cittadini e famiglie: abbandono e maltrattamento sono reati e possono provocare gravi incidenti stradali
«Chi ama non abbandona». È il messaggio lanciato dall’assessore al Territorio e Sistemi verdi di Regione Lombardia, Gianluca Comazzi, per richiamare l’attenzione su un fenomeno che continua a ripresentarsi soprattutto durante il periodo estivo.
L’assessore, da sempre attento ai temi legati alla tutela degli animali, sottolinea come anche nel 2026 sia ancora necessario ricordare che accogliere un animale significa assumersi una responsabilità destinata a durare nel tempo. L’abbandono non è soltanto un gesto crudele e irresponsabile, ma una condotta punita dalla legge.
«Sembra assurdo doverne parlare ancora, ma purtroppo c’è ancora chi abbandona il proprio animale», osserva Comazzi, invitando a non sottovalutare neppure i comportamenti che possono configurare maltrattamento. Dal punto di vista normativo, le due condotte sono disciplinate distintamente: l’abbandono dall’articolo 727 del Codice penale e il maltrattamento dall’articolo 544-ter.
Accanto alla sofferenza inflitta agli animali, Regione Lombardia richiama anche le conseguenze per la sicurezza pubblica. Un cane o un altro animale lasciato lungo una strada può vagare disorientato, attraversare improvvisamente la carreggiata e provocare incidenti con conseguenze potenzialmente gravissime per automobilisti, motociclisti e pedoni.
Da qui l’invito rivolto a tutti i cittadini a non voltarsi dall’altra parte. Chi viene a conoscenza dell’intenzione di abbandonare un animale o assiste direttamente a un episodio è chiamato a segnalarlo e a rivolgersi alle autorità competenti.
«È importante che ognuno faccia la propria parte», conclude Comazzi. Un appello alla responsabilità individuale, alla prevenzione e al rispetto degli animali, che non possono essere considerati oggetti dei quali liberarsi quando diventano scomodi o incompatibili con le vacanze.
