Ztl e divieti alle bici, Nova Como attacca Rapinese: «Così si puniscono i residenti»
Falanga e Minniti criticano le nuove limitazioni annunciate dal sindaco: «Si penalizzano i residenti che rispettano le regole»
Dopo le critiche sollevate da Fratelli d’Italia e Confcommercio, prosegue il confronto sulle nuove regole annunciate dal sindaco Alessandro Rapinese per la zona a traffico limitato e sull’ipotesi di estendere i divieti di circolazione delle biciclette nel centro storico di Como.
Questa mattina è intervenuta anche l’associazione culturale Nova Como, che ha pubblicato un reel affidando a Vincenzo Falanga e Teresa Minniti una dura contestazione delle priorità individuate dall’amministrazione comunale.
«Sapete qual è il nuovo problema per il nostro centro storico? Secondo questa amministrazione sono le biciclette dei residenti», esordiscono i due rappresentanti dell’associazione.
Il riferimento è alle anticipazioni fornite nei giorni scorsi da Rapinese ai microfoni della trasmissione di CiaoComo “Il Bianco e il Nero”. Il sindaco aveva annunciato una riorganizzazione degli accessi alla Ztl, che nella quasi totalità dei casi dovrebbero essere consentiti soltanto tra le 6 e le 11 del mattino, e aveva ipotizzato ulteriori limitazioni per le biciclette in alcune delle principali vie pedonali della città murata.
Tra le aree indicate dal primo cittadino figurano via Luini, via Vittorio Emanuele, piazza San Fedele e via Cesare Cantù. Provvedimenti ancora da definire nei dettagli, ma che hanno già provocato le reazioni di esponenti politici, associazioni di categoria e realtà cittadine.
Secondo Nova Como, vietare indiscriminatamente il passaggio delle biciclette finirebbe per penalizzare soprattutto i cittadini che utilizzano un mezzo sostenibile per gli spostamenti quotidiani.
«Il problema, secondo il Comune, sono i comaschi che usano la bicicletta per andare al lavoro, accompagnare i figli a scuola o fare la spesa», affermano Falanga e Minniti. Persone che, sottolineano, avrebbero scelto una modalità di trasporto sostenibile nonostante, a loro giudizio, la mancanza di investimenti comunali nella mobilità ciclabile, anche nei recenti progetti dei giardini a lago e del nuovo lungolago.
Nova Como riconosce l’esistenza di una criticità legata alle biciclette elettriche modificate, capaci di raggiungere velocità non consentite e di creare pericoli nelle aree pedonali. La risposta, tuttavia, dovrebbe arrivare attraverso controlli mirati della polizia locale e non attraverso un divieto generalizzato.
«Esistono delle biciclette elettriche truccate che sfrecciano illegalmente nel nostro centro storico, ma questo problema reale deve essere accertato dalla polizia locale», sostengono. «Una buona amministrazione distingue chi viola la legge da chi la rispetta. Il Comune, invece, sceglie la via più facile: vietare a tutti e quindi punire tutti».
L’associazione contesta anche le limitazioni previste per la logistica commerciale dopo le 11, ritenendo che possano incrementare le difficoltà già incontrate dalle attività di prossimità e avere conseguenze su residenti, famiglie, studenti e operatori economici.
Una posizione che si aggiunge alle osservazioni formulate nelle scorse ore da Stefano Molinari, presidente provinciale di Fratelli d’Italia Como, che aveva chiesto all’amministrazione di aprire un confronto preventivo con commercianti, residenti, artigiani e associazioni di categoria.
Nel reel Falanga e Minniti richiamano inoltre le condizioni di via Diaz e, più in generale, del centro storico, indicando tra i problemi principali la carenza di pulizia, le pavimentazioni dissestate, il degrado, la gestione dei rifiuti e gli effetti dell’overtourism.
L’associazione segnala anche la presenza di automobili di turisti che, secondo quanto denunciato nel video, circolerebbero nella città murata contromano o a velocità sostenuta.
«La situazione non riguarda una singola via, ma tutta la città e soprattutto il centro storico, che subisce maggiormente gli effetti dell’overtourism», sostengono i rappresentanti di Nova Como, rivolgendosi direttamente al primo cittadino: «Sindaco, non se la prenda con le biciclette dei residenti».
Le richieste avanzate dall’associazione sono un rafforzamento della presenza della polizia locale, più sicurezza, maggiori controlli, interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria e una gestione più attenta della raccolta dei rifiuti, valutando anche l’introduzione della differenziata nelle strade del centro.
«Le soluzioni esistono, le attui», è l’appello rivolto a Rapinese. «Servono più polizia, più sicurezza, più manutenzione e più controlli. Non nuovi divieti per chi vive la città tutti i giorni».
Il reel si chiude con una valutazione molto netta sull’azione dell’amministrazione: «Una città che non riesce a tenere pulite le proprie strade e che affronta il problema della viabilità nel centro storico vietando le biciclette ai residenti non ha un problema di immagine: ha un problema nella gestione delle questioni reali della città».



