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L’opera di Enrico Cazzaniga trasforma 501 lettere, strada e paesaggio in un racconto pubblico dedicato al fiume Lambro.

Un guardrail non è più soltanto una barriera di sicurezza. Lungo via Molino Filo, a Verano Brianza, diventa una pagina da percorrere lentamente, sulla quale strada, poesia e paesaggio costruiscono un racconto dedicato al Lambro. È qui, davanti alla storica Trattoria Birot, che Enrico Cazzaniga ha realizzato “LambRoad al Birot”, installazione site-specific nata dall’incontro tra la sua ricerca sulla segnaletica stradale e un testo inedito di Gian Battista Galli, voce e autore dei Sulutumana.

Il cuore dell’opera è un poema di 501 lettere. Non è stampato su carta né racchiuso in una sala espositiva: si sviluppa lungo il guardrail che accompagna la strada e costeggia il fiume. Per leggerlo occorre camminare, seguire la successione dei segni, avvicinarsi e allontanarsi. L’opera chiede tempo e attenzione, trasformando un elemento ordinario del paesaggio stradale in un dispositivo poetico e civile.

Cazzaniga interviene sul guardrail senza nasconderne la funzione originaria. La barriera resta riconoscibile, ma acquista un secondo significato: oltre a proteggere chi percorre la strada, sembra custodire simbolicamente il paesaggio, la memoria del luogo e la presenza del Lambro. Il fiume scorre accanto alle parole e diventa parte integrante dell’installazione, non semplice sfondo ma interlocutore dell’artista e del poeta.

Gian Battista Galli viene da un luogo molto vicino a dove nasce il Lambro,  il suo testo di si rivolge direttamente al fiume al suo viaggio tra acque, terre e insediamenti umani. Il fiume è immaginato come una strada naturale, capace di trasportare ricordi, inquietudini e desideri. La sua corrente diventa una metafora dell’esistenza: alterna accelerazioni e momenti di quiete, attraversa luoghi conosciuti e territori che restano invisibili a chi vive lungo una sola porzione del suo corso.

Il titolo dell’opera di Cazzaniga ,“LambRoad”, nasce proprio da questa sovrapposizione. Il Lambro viene osservato come una “road”, una strada liquida che collega paesi, ambienti naturali, aree industriali e comunità. Come una strada, il fiume conduce altrove e conserva le tracce di tutto ciò che incontra. Nel lavoro di Cazzaniga, però, il percorso non è soltanto geografico: è anche uno spazio nel quale interrogarsi sul rapporto tra uomo, territorio e ambiente.

lambro lambroad cazzaniga
nella foto Cazzaniga con il ristoratore Luca Bongio del Birot

Nato a Mariano Comense nel 1966, Enrico Cazzaniga ha fatto della strada uno dei principali terreni della propria ricerca artistica. Per lui è un luogo di vita, commercio, incontro e passaggio, ma anche un enorme sistema di comunicazione visiva. Linee di mezzeria, incroci, delimitazioni dei parcheggi, frecce e attraversamenti sono segni che tutti riconoscono, spesso senza guardarli davvero.

Nei primi lavori l’artista ha utilizzato direttamente catrame e asfalto, materiali estranei alla tradizione pittorica ma fortemente legati alla realtà urbana. Successivamente la sua ricerca si è aperta a installazioni, interventi ambientali, performance e progetti partecipativi, conservando però l’eco di quella prima esplorazione. La segnaletica continua a essere per Cazzaniga un alfabeto della contemporaneità: un linguaggio essenziale, immediato e potenzialmente comprensibile da chiunque.

Da questa indagine è nato “Polaroad Alphabet Street”, un alfabeto originale ottenuto estrapolando e ricomponendo le forme della segnaletica orizzontale. Le lettere vengono realizzate a mano con smalto stradale su micro-asfalto e inserite in supporti che richiamano il formato delle vecchie fotografie Polaroid. Il nome “Polaroad” unisce infatti “Polaroid” e “road”, legando l’istantanea fotografica alla superficie della strada.

cazzaniga alphabet street

Cazzaniga prende segni nati per regolare il movimento e li trasforma in strumenti di scrittura. Le linee che normalmente impongono un limite, stabiliscono una precedenza o indicano una direzione diventano lettere, parole e versi. È un rovesciamento semplice ma radicale: un codice funzionale acquista una dimensione poetica senza perdere il proprio carattere pubblico. Grazie alla collaborazione con il graphic designer Fabrizio Bellanca, “Alphabet Street” è diventato anche un font digitale. L’alfabeto può così uscire dall’asfalto e attraversare manifesti, pubblicazioni e altri mezzi di comunicazione, mantenendo riconoscibile la propria origine stradale. Nel progetto di Verano, tuttavia, le lettere tornano nel luogo dal quale sono state ricavate: non appaiono su uno schermo o su una pagina, ma lungo una strada reale, accanto all’acqua.

È questo rapporto diretto con lo spazio a rendere “LambRoad” un’opera di arte pubblica più che una semplice composizione grafica. Il lavoro non può essere separato dal guardrail, dagli alberi, dalla curva della carreggiata e dal corso del Lambro. Cambia con la luce, con le stagioni e con il punto di osservazione. Viene incontrato casualmente da automobilisti, ciclisti e passanti, senza richiedere un biglietto o l’ingresso in un museo.

La sua lettura richiede però un gesto ormai poco abituale: rallentare. “LambRoad” appartiene alla dimensione della Slow Art, un’arte che non cerca di essere consumata in pochi secondi ma invita a fermarsi e a seguire il ritmo del luogo. Il visitatore deve ricostruire le parole camminando, mentre il fiume scorre in parallelo. Scrittura, ambiente e tempo diventano così parti della medesima esperienza.

Nella pratica di Cazzaniga la dimensione estetica è spesso accompagnata da una responsabilità sociale. “Polaroad Alphabet Street” sostiene infatti “Per tutti”, progetto di arte pubblica inclusiva rivolto a bambini con abilità e disabilità differenti. Le singole lettere, concepite come opere uniche, contribuiscono alla raccolta di fondi per lo sviluppo dell’iniziativa. Anche il gesto individuale dell’acquisto viene quindi inserito in una costruzione collettiva.

Questo orientamento attraversa molti interventi dell’artista. Dalla fine degli anni Novanta Cazzaniga ha sviluppato opere legate alla memoria civile, alla tutela ambientale, alla partecipazione e all’educazione. Ha lavorato nei centri storici, nelle scuole, nei parchi, nei canili e in spazi sociali, coinvolgendo in alcuni progetti bambini e adolescenti. Nel 2011 è stato invitato alla 54ª Biennale di Venezia; più recentemente, a Villa Plinia di Tavernerio, ha realizzato installazioni e laboratori con la Fondazione Rosa dei Venti.

Il percorso di “LambRoad” era iniziato nel 2016 nello Wiltshire, in Inghilterra, dove un autobus a due piani era stato trasformato dall’artista in uno studio itinerante. Il progetto è stato poi presentato al Mulino del Baggero di Merone, lungo lo stesso fiume, prima di trovare a Verano Brianza una forma strettamente legata al territorio e alla poesia di Galli.

La successiva esperienza al Museo Broggi di Melegnano ha rappresentato un’ulteriore declinazione del progetto, non il suo punto di arrivo. In quell’occasione la parola “LAMBROAD”, composta con il carattere ideato da Cazzaniga, è stata collocata su un pannello galleggiante direttamente sulle acque del fiume. Una variazione temporanea dello stesso pensiero artistico: il Lambro come strada, superficie di scrittura e organismo capace di mettere in relazione luoghi differenti.

lambroad enrico cazzaniga

È però lungo il guardrail di Verano che questa ricerca trova la sua dimensione più autenticamente pubblica. Qui non c’è separazione tra opera e vita quotidiana. La poesia abita un’infrastruttura comune, incontra chi passa e restituisce valore a una porzione di paesaggio che rischierebbe di essere attraversata distrattamente.

“LambRoad” propone così una forma di street art distante dall’intervento decorativo. Non abbellisce semplicemente il guardrail, ma ne modifica la percezione e la funzione simbolica. Attraverso un linguaggio geometrico e accessibile, Cazzaniga mostra come persino una barriera metallica possa diventare luogo di cultura, memoria e consapevolezza ambientale. La strada continua a indicare una direzione, ma questa volta conduce lo sguardo verso il fiume.