A Cavallasca ha aperto Il Bosco, ristorante speciale, ma speciale per davvero…
A Cavallasca cucina e accoglienza incontrano un progetto sociale. Le voci del sindaco Mascetti e di Carlotta, responsabile del ristorante.
Nel verde della Spina Verde, a pochi passi dalla chiesetta di San Rocco, c’è un nuovo ristorante nel quale la qualità della cucina si accompagna a un progetto capace di offrire opportunità concrete. Si chiama Il Bosco e ha aperto in località Colombirolino, a Cavallasca, nel territorio di San Fermo della Battaglia.
Non è soltanto un locale immerso nella natura. Il Bosco è il primo ristorante comunale affidato alla cooperativa Capolavoro, nata su impulso del Comune per favorire l’ingresso nel mondo del lavoro di persone con disabilità e fragilità. La squadra è composta da dieci lavoratori, sette dei quali inseriti attraverso il progetto sociale. Ognuno ha un ruolo preciso tra sala, cucina e accoglienza.
A raccontarci come è nato il progetto sono stati il sindaco di San Fermo della Battaglia Pierluigi Mascetti e Carlotta, responsabile del ristorante, con i quali abbiamo fatto quattro chiacchiere tra i tavoli e gli spazi luminosi del nuovo locale.
L’idea parte da una convinzione semplice: il lavoro non è soltanto uno stipendio, ma autonomia, dignità, responsabilità e possibilità di sentirsi parte della propria comunità. Per arrivare preparati all’apertura, i giovani coinvolti hanno affrontato un percorso di formazione di 400 ore, tra lezioni e attività pratiche, promosso dal Comune insieme a IAL Como e Azienda Sociale.
Il risultato è una vera brigata, nella quale ciascuno mette in campo competenze, carattere e capacità personali. C’è chi accoglie i clienti, chi apparecchia, chi prende le ordinazioni e chi lavora dietro le quinte, nella cucina guidata da personale qualificato. Non una semplice esperienza protetta, dunque, ma un’attività professionale nella quale si chiede impegno e si riconosce il valore di ogni persona.
Anche Carlotta sottolinea quanto sia importante costruire un gruppo affiatato, rispettando i tempi e le caratteristiche di ciascun lavoratore. Giorno dopo giorno, i ragazzi e le ragazze imparano a gestire il rapporto con il pubblico, l’organizzazione del servizio e gli imprevisti che fanno parte della quotidianità di un ristorante.

Il locale è stato progettato mantenendo un forte legame con l’ambiente circostante. Le ampie vetrate si affacciano sul verde, mentre il legno caratterizza buona parte degli interni e degli arredi. Tra gli elementi più curiosi c’è anche un grande tavolo pensato per favorire la condivisione tra persone che magari non si conoscono ancora, ma scelgono di sedersi e mangiare insieme.
La proposta gastronomica punta su materie prime selezionate, prodotti del territorio e preparazioni realizzate dalla giovane chef Michela Valenzisi e dai suoi specialissimi aiutanti. Nel menù trovano spazio pasta fresca, focacce, carni, piatti stagionali e dolci, con attenzione anche alle esigenze legate alle intolleranze alimentari.

Il progetto, però, non si ferma al Bosco. L’amministrazione comunale prevede infatti l’apertura di un secondo ristorante nella zona delle scuole e la nascita di un’azienda agricola destinata a coltivare prodotti sui terreni comunali. L’obiettivo è creare una filiera capace di collegare formazione, agricoltura, ristorazione e inserimento lavorativo.
Per il sindaco Mascetti, Il Bosco rappresenta un investimento sull’intera comunità: un luogo aperto a tutti, nel quale le differenze non vengono nascoste, ma diventano parte di un gruppo di lavoro. Un progetto sociale che vuole reggersi anche sulla qualità del servizio e della cucina, perché il modo migliore per sostenere il ristorante è frequentarlo, prenotare un tavolo e valutarlo per quello che offre.
Il Bosco dispone di spazi interni ed esterni e si trova in una zona della Spina Verde frequentata da escursionisti, famiglie e visitatori, c’è un comodo parcheggio alla chiesetta del Soldo (inizierà presto il restauro). In questa prima fase il ristorante è aperto dal mercoledì al venerdi solo a cena, sabato e domenica anche a pranzo, per mangiare è meglio prenotare al numero 031 3735838, il locale funziona anche come bar con bellissimi tavolini all’aperto nella frescura del bosco.
Per inciso noi abbiamo cenato benissimo con gazpacho, orecchiette fave e cozze e il goloso tiramisù della casa, tutto annaffiato con un vino prodotto a Cavallasca.
Tra un piatto portato al tavolo e una nuova ordinazione, il progetto prende così forma nella maniera più concreta: lavorando. Ed è proprio questa la caratteristica più significativa del Bosco. Non racconta soltanto che ogni persona può trovare il proprio posto, ma prova a dimostrarlo ogni giorno.
