L’ennesima tragedia in questa zona del lago: nona vittima dal 2016 ad oggi, la bimba portata nella notte in ospedale
Genitori affranti da dolore, il corpo della bimba a disposizione delle autorità. Ultimo incidente simile due anni fa: ragazzo ripescato e poi deceduto in ospedale.
Il corpo di Arwa, marocchina, 10 anni tra poco e ripescato ieri a tarda ora dai vigili del fuoco dal lago di Como, è stato portato nella notte all’ospedale Sant’Anna ed ora è a disposizione delle autorità prima del nulla osta per la restituzione alla sua famiglia. Ovviamente stretta nel suo dolore, difficile da spiegare in tutta la drammaticità. Probabile che la Procura oggi decida di dare l’incarico per l’autopsia, come atto dovuto prima di restituire il corpo ai genitori.
La tragedia di ieri, che lascia attoniti per le modalità e per le importanti operazioni dei vigili del fuoco nel lago (durate ore), è purtroppo l’ennesima che avviene in questa zona del lago. Negli ultimi due anni – forse anche sulla spinta emotiva di precedenti episodi simili – nessuna persone annegata dietro al Tempio Voltiano, in un punto dove – è bene ribadirlo con fermezza – le insidie sono molteplici anche per chi sa nuotare, figurarsi per chi non è esperto: le correnti e il fondale, pieno di fango e melma. Che non lascia scampo a chi magari si fa prendere dall’ansia. Ed è quello che, presumibilmente, è accaduto ieri alla piccola Arwa.
Purtroppo la triste conta dei decessi – dal 2016 ad oggi in questa zona e in generale nel primo bacino del lago – porta la tragedia di ieri al numero nove dell’elenco delle vittime. L’ultima era dell’agosto 2023 con un giovane ragazzo ripescato dall’acqua e poi deceduto in ospedale.
In zona (foto qui sopra) i cartelli di divieto di accesso ci sono, sono diversi ed in diverse lingue del mondo. Eppure troppo spesso vengono disattesi superficialmente.






