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José Molina mostra “Lo Sguardo di Cristo” in quattro chiese di Gravedona

Dal 20 luglio al 29 agosto un percorso di arte contemporanea nelle chiese di Gravedona ed Uniti. Inaugurazione domenica 19 luglio alla presenza di Molina

José Molina è un bravissimo pittore e scultore madrileno che da anni vive e lavora nel suo studio di Gravedona ed Uniti. Gravedona. il lago e le montagne sono entrate progressivamente nell’esperienza umana e artistica di Molina. Al paese che lo ha accolto dedica ora “Lo Sguardo di Cristo”, un percorso di arte contemporanea ospitato dal 20 luglio al 29 agosto nelle chiese storiche del territorio.

Una mostra diffusa, costruita come un dialogo tra le opere di Molina e un patrimonio antico fatto di affreschi, sculture, architetture romaniche e luoghi attraversati nei secoli dalla devozione. Le chiese non diventano quindi semplici contenitori espositivi, ma parti vive di un itinerario nel quale il linguaggio contemporaneo incontra la storia e torna a interrogarsi sulla figura di Gesù Cristo, considerata nella sua dimensione umana, spirituale e universale.

Il progetto segue a breve distanza la personale Tra terra e cielo”, allestita nel mese di giugno nella chiesa di Sant’Agata a Moltrasio. In quell’occasione Molina aveva presentato, accanto ad altri lavori, tre nuove opere di grandi dimensioni dedicate a temi cristologici, aprendo una fase della propria ricerca concentrata sul corpo, sul sacrificio e sul rapporto tra sofferenza e trascendenza.

josè molina cristo

Con “Lo Sguardo di Cristo” questa riflessione si amplia e si distribuisce in quattro luoghi simbolici di Gravedona ed Uniti: la chiesa di Santa Maria del Tiglio, la vicina San Vincenzo, la chiesa dei Santi Gusmeo e Matteo e il complesso della chiesa e del convento di Santa Maria delle Grazie. Le opere entrano in relazione con ambienti diversi per epoca, atmosfera e identità, accompagnando il visitatore in un percorso che unisce la dimensione estetica a quella meditativa.

Un titolo che rovescia la prospettiva

Il titolo della mostra suggerisce una possibile chiave di lettura: non è soltanto l’uomo a osservare il volto e il corpo di Cristo, ma è Cristo stesso a rivolgere il proprio sguardo verso l’uomo contemporaneo.

Uno sguardo che non giudica necessariamente, ma interroga. Chiede quale significato possano avere oggi il dolore, la fragilità, il sacrificio, la compassione e la responsabilità verso gli altri. Temi che attraversano da sempre il lavoro di Molina, interessato a esplorare le contraddizioni dell’animo umano e a trasformare la figura in uno spazio nel quale convivono istinto, paura, spiritualità e desiderio di salvezza.

La ricerca dell’artista si inserisce in una lunghissima tradizione iconografica. Nei secoli, la Crocifissione e la Deposizione sono state affrontate con sensibilità profondamente differenti. Velázquez, nel suo Cristo crocifisso, isolò il corpo contro un fondo scuro, affidando alla solitudine e al silenzio la forza della scena. A pochi passi dal dipinto di Velaquez  nel Museo del Prado si trova la Crocifissione di Francesco Goya, due opere che Josè Molina ha visto fin da ragazzo abitando nei pressi del museo madrileno.

Da Madrid al lago di Como

Nato a Madrid nel 1965, José Molina manifesta fin dall’infanzia una forte predisposizione per il disegno. A undici anni comincia a frequentare diverse scuole d’arte e, successivamente, porta avanti gli studi artistici mentre lavora nel mondo della pubblicità. A trentacinque anni sceglie di dedicarsi interamente alla pittura.

josè molina moltrasio

Disegni, dipinti, studi su carta e opere a colori compongono un immaginario personale nel quale emergono riferimenti a Goya, al Surrealismo di Salvador Dalí e alla costruzione cinematografica dell’immagine. Il suo stile, spesso definito post-surrealista, utilizza la deformazione, il simbolo e la precisione del segno per portare alla luce ciò che normalmente rimane nascosto sotto l’apparenza. Le sue opere sono state presentate in Italia e all’estero, passando attraverso istituzioni come la Real Academia de España a Roma, il Museo Poldi Pezzoli, la Triennale di Milano, la Reggia di Caserta e diverse realtà espositive europee, americane e asiatiche. Il rapporto con Gravedona non è nuovo neppure sul piano artistico: già nel 2017 Molina aveva partecipato nella chiesa di Santa Maria del Tiglio al progetto “Dialogo della croce”.

Con la nuova mostra il legame diventa ancora più stretto. Molina restituisce al territorio che ospita il suo studio un lavoro pensato per essere attraversato lentamente, spostandosi da una chiesa all’altra e osservando come ogni opera cambi nel confronto con la luce, gli affreschi, le pietre e il silenzio degli edifici sacri.

L’inaugurazione a Santa Maria del Tiglio

L’inaugurazione di “Lo sguardo di Cristo” è in programma domenica 19 luglio alle 16 nella chiesa di Santa Maria del Tiglio. Insieme all’artista interverranno Cesare Soldarelli, sindaco di Gravedona ed Uniti, don Francesco Marinoni, arciprete di Gravedona ed Uniti, e Luigi Cavadini, storico e critico d’arte.
Al termine dell’incontro, Cavadini accompagnerà i visitatori nella vicina chiesa di San Vincenzo per presentare “Lo Sguardo di Cristo”, l’ultimo lavoro di Molina dal quale prende il titolo l’intera rassegna.

La mostra sarà visitabile tutti i giorni dalle 9 alle 21, dal 20 luglio al 29 agosto. Il finissage si terrà sabato 29 agosto alle 18 nel convento di Santa Maria delle Grazie, ultimo passaggio di un percorso che mette in relazione il volto di Cristo, l’inquietudine dell’uomo contemporaneo e la memoria spirituale dei luoghi di Gravedona.

Il percorso espositivo coinvolge le chiese di:

  • Santa Maria del Tiglio
  • San Vincenzo
  • SS. Gusmeo e Matteo
  • Chiesa e Convento di S. Maria delle Grazie.

Orari di apertura: tutti i giorni dalle 09:00 alle 21:00.

Finissage della mostra
Sabato 29 Agosto – Ore 18:00
Convento di Santa Maria delle Grazie