Mostre: Josef Albers a Villa Panza, una gita tra colore e luce
Il FAI propone a Villa Panza a Varese un viaggio nel colore con la mostra “Josef Albers. Meditations”. In mostra ventinove opere dialogano con gli spazi della villa e con la luce del suo parco.
Le giornate di vacanza possono diventare l’occasione per rallentare, lasciare per qualche ora le località più affollate e raggiungere Varese per una visita a Villa e Collezione Panza. Nella dimora settecentesca sul Colle di Biumo è in corso “Josef Albers. Meditations”, mostra dedicata a uno dei grandi protagonisti dell’arte e della ricerca sul colore del Novecento. L’esposizione rimarrà, comunque, visitabile fino al 10 gennaio 2027.
Promossa dal FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano insieme alla Josef & Anni Albers Foundation, la mostra riunisce ventinove opere, tra dipinti raramente presentati al pubblico e lavori provenienti da importanti collezioni private e istituzioni europee e statunitensi. Il progetto nasce dall’invito rivolto da Gabriella Belli, curatrice della programmazione scientifica di Villa Panza, a Nicholas Fox Weber, direttore esecutivo della Josef & Anni Albers Foundation e curatore dell’esposizione.
Il titolo “Meditations” anticipa il carattere della visita. Non si tratta di una retrospettiva organizzata cronologicamente, ma di un percorso costruito per invitare il pubblico a osservare con calma, tornando più volte sugli stessi colori e sulle loro trasformazioni. Le opere sono esposte nelle otto stanze del primo piano affacciate sul parco, all’interno di un allestimento essenziale e rarefatto che mette in relazione la pittura di Albers con la luce naturale, le proporzioni degli ambienti e l’atmosfera della casa-museo.
Josef Albers, nato in Germania nel 1888 e morto negli Stati Uniti nel 1976, fu pittore, teorico del colore e uno degli insegnanti più influenti del secolo scorso. Entrò al Bauhaus di Weimar nel 1920 e nel 1925 divenne uno dei primi studenti della scuola a essere nominato maestro. Dopo la chiusura del Bauhaus nel 1933 si trasferì negli Stati Uniti insieme alla moglie Anni, insegnando prima al Black Mountain College e successivamente alla Yale University. La sua attività didattica, sviluppata tra disegno, progettazione e studio della percezione, ha formato generazioni di artisti e designer.


Il cuore della mostra varesina è costituito dalle serie “Variant/Adobe” e “Homage to the Square”. Albers iniziò a lavorare agli “Homage to the Square” intorno al 1950, utilizzando una struttura apparentemente semplice fatta di quadrati inseriti uno dentro l’altro. A cambiare erano le combinazioni cromatiche: un colore poteva sembrare più luminoso, profondo, vicino o distante in base alle tonalità circostanti. Il quadrato diventava così una sorta di laboratorio attraverso il quale dimostrare che il colore non è mai una realtà immobile, ma un fenomeno relativo, continuamente modificato dalla luce e dallo sguardo dell’osservatore.
Il percorso comincia con ambienti dominati da bianchi, gialli e tonalità più luminose, per poi attraversare contrasti sempre più decisi tra arancioni, rosa, colori freddi e zone scure. Nelle ultime stanze si incontrano grigi, bruni e neri più densi. Tra i prestiti di particolare rilievo figurano “Orange Front”, proveniente dalla Collezione Peggy Guggenheim di Venezia, un’opera della serie “Homage to the Square” concessa dal Musée d’Art Moderne di Parigi e lavori raramente esposti come “Dark”, appartenente alla Josef & Anni Albers Foundation. Una sezione video conclusiva permette inoltre di conoscere il metodo e il pensiero dell’artista.

La scelta di Villa Panza non è casuale. Anche se Albers non figurava tra gli artisti acquistati direttamente da Giuseppe Panza di Biumo, la sua ricerca sul colore e sulla percezione anticipa molti dei temi presenti nella collezione permanente. La villa conserva infatti opere di artisti come Dan Flavin, James Turrell e Robert Irwin, protagonisti di esperienze fondate sulla luce, sullo spazio e sul coinvolgimento percettivo del visitatore. Il confronto tra le geometrie di Albers, gli ambienti storici e le installazioni permanenti rende la visita particolarmente coerente e suggestiva.
La mostra può diventare il punto di partenza per trascorrere un’intera giornata a Villa Panza. La dimora, costruita come residenza di campagna alla fine del Cinquecento e profondamente trasformata nei secoli successivi, conserva arredi storici, opere contemporanee e installazioni site-specific. All’esterno si apre un parco di circa 33mila metri quadrati, articolato su più livelli e affacciato sulla città di Varese, dove arte e natura continuano a dialogare.
Durante l’estate c’è anche la possibilità di scegliere una visita serale. Tutti i martedì fino all’8 settembre Villa Panza partecipa alle Sere FAI d’Estate, con apertura straordinaria dalle 18 alle 22, visite guidate alle 19 e alle 21, attività nel giardino e la possibilità di fermarsi per un aperitivo negli spazi esterni del Ristorante Luce. Il programma permette di visitare la villa, la collezione permanente e la mostra temporanea quando la luce del tramonto modifica l’aspetto del parco e degli ambienti.
Villa e Collezione Panza si trova in piazza Litta 1 a Varese ed è normalmente aperta dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 18, con ultimo ingresso alle 17.15; resta chiusa il lunedì non festivo. Il biglietto intero costa 19 euro (qui il link), mentre sono previste riduzioni per iscritti FAI, giovani, studenti, famiglie e persone con disabilità. Da Como è possibile raggiungere Varese anche con la linea ferroviaria transfrontaliera S40; dalla stazione la villa dista circa venti minuti a piedi ed è collegata anche dalla linea urbana A. Per informazioni è disponibile il numero 0332 283960.
Una visita a “Josef Albers. Meditations” può quindi diventare una breve vacanza dentro la vacanza: alcune ore dedicate all’osservazione lenta, lontano dalla fretta, in un luogo dove il colore cambia davanti agli occhi e una villa storica si trasforma in uno spazio di meditazione contemporanea.




