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Carlo Antonucci, una mostra in memoria dell’artista comasco scomparso lo scorso anno

The Art Company ripercorre soprattutto gli ultimi anni della sua ricerca, tra segni, numeri e visioni delle strade di New York.

È stata inaugurata venerdì scorso negli spazi di The Art Company, in via Borgovico 163 a Como, la mostra “Carlo Antonucci, in memoria”, curata da Luigi Cavadini e realizzata in collaborazione con Famiglia Comasca e Fondazione Castellini – Scuola d’Arti e Mestieri.

L’esposizione ricorda l’artista, romano di nascita, ma comasco d’adozione, scomparso nel dicembre 2025 all’età di novant’anni, proprio mentre cominciava a prendere forma il progetto di una nuova mostra a Como.

Per l’appuntamento ospitato da The Art Company, Luigi Cavadini ha scelto di concentrare l’attenzione soprattutto sulla fase più recente della produzione di Antonucci, affiancandola a due richiami alle esperienze precedenti. Scrive il curatore: “Per questa mostra commemorativa ho fatto una scelta particolare riservando l’attenzione soprattutto a lavori recenti della sua produzione, con soli due rimandi all’arte precedente. Dipinti-narrazione, ma già decisamente mentali (o concettuali, se vogliamo), come pure è la serie finale della sua ricerca, qui ben illustrata, che porta sulle tele le sue visioni (sogni, allucinazioni, incubi) delle strade di New York: tracciati rettilinei che si intersecano, si sovrappongono, sembrano scontrarsi; colori che richiamano simbolicamente lo spirito della grande metropoli, i suoi idoli, la sua bandiera; numeri che identificano alcune di quelle strade. Un caos che vive di armonie e disarmonie dove i colori che fanno da sfondo sembrano voler gridare alla libertà della luce che sa lanciare il suo messaggio nell’intrico dei traffici automobilistici, ma anche economici e sociali”.

antonucci mostra

Nato a Roma il 14 marzo 1935, Carlo Antonucci acquisì la sua prima formazione artistica alla Scuola d’Arti e Mestieri Gabriele Castellini di Como, che iniziò a frequentare all’età di vent’anni. Intraprese successivamente la professione di grafico e lavorò come disegnatore di tessuti per l’alta moda presso l’azienda comasca Mantero.

La passione per l’arte tornò a imporsi con forza in età adulta, portandolo a frequentare i corsi serali di Pittura e della Scuola del Nudo all’Accademia di Belle Arti di Brera. Al periodo della formazione accademica seguì una lunga stagione di sperimentazione, profondamente influenzata dall’arte informale e astratta.

Colore, segni calligrafici e numeri divennero progressivamente elementi ricorrenti del suo linguaggio. Le opere di Antonucci si presentano come pagine di un racconto personale, nelle quali emozioni, fragilità, inquietudini e ricordi si trasformano in energia visiva e movimento.

Antonucci è spirato a Como nel dicembre 2025, pochi mesi prima, in occasione del suo novantesimo compleanno, la Fondazione Castellini gli aveva dedicato una retrospettiva curata da Gloria Veronica Lavagnini, a settant’anni dall’inizio della sua formazione nella storica scuola comasca. La ricerca di Antonini non si interruppe neppure negli ultimi anni quando era ospite del Nucleo Casa Mia della Fondazione Ca’ d’Industria dove l’artista si era ritagliato uno spazio nel quale continuare a lavorare e creare. Ne è nato un vastissimo archivio composto da schizzi, disegni a china, acquerelli e dipinti realizzati a tempera e a olio.  Anche Fondazione Ca’ d’Industria gli aveva dedicato un’esposizione, rendendo omaggio a un percorso creativo proseguito con intensità fino all’età più avanzata.

La mostra “Carlo Antonucci, in memoria” resterà aperta fino all’8 agosto presso The Art Company, nel cortile interno di via Borgovico 163. È visitabile dal lunedì al venerdì, dalle 15 alle 18.30. Il sabato l’apertura è prevista esclusivamente su appuntamento, chiamando il numero 335 8095646.