Logo
Mozart al cinema e l’universo di Cosima Wagner: doppio appuntamento con il Bellagio Festival

Il 10 e l’11 luglio la XV edizione del Festival propone, a Bellagio, due serate tra grande musica, cinema, poesia e cultura europea

Due serate per raccontare la musica come linguaggio capace di attraversare i secoli, dialogare con il cinema, incontrare la poesia e restituire al pubblico pagine fondamentali della cultura europea. Il Festival di Bellagio e del Lago di Como 2026, giunto alla sua XV edizione, propone il 10 e l’11 luglio due appuntamenti di grande respiro culturale, entrambi a ingresso libero, dedicati da un lato al genio di Wolfgang Amadeus Mozart e alla sua straordinaria fortuna sul grande schermo, dall’altro al mondo poetico e musicale legato alla figura di Cosima Wagner.
Il primo appuntamento è in programma venerdì 10 luglio, alle 20.45, nella Chiesa di San Giovanni Battista a Bellagio, con il concerto Soundtrack: Mozart al cinema!. Il titolo richiama immediatamente il rapporto profondo tra la musica mozartiana e la settima arte. Pochi compositori, infatti, sono entrati nell’immaginario cinematografico mondiale con la stessa forza di Mozart: dalle celebri sequenze di Amadeus di Miloš Forman fino alle opere di registi come Ingmar Bergman, Peter Greenaway, Woody Allen e Paolo Sorrentino, la sua musica ha accompagnato immagini, emozioni e atmosfere diventando un linguaggio universale.
Protagonista della serata sarà l’Orchestra di Bellagio e del Lago di Como, diretta dal maestro Alessandro Calcagnile, tra i direttori italiani più apprezzati della nuova generazione. Il programma non si limita però a un omaggio al Mozart più noto e “cinematografico”, ma propone anche una raffinata operazione di riscoperta storica e musicologica attraverso le rare trascrizioni di Francesco Saverio Lichtenthal, medico, compositore e musicologo di origine ungherese, attivo a Milano tra Settecento e Ottocento.
Lichtenthal ebbe un ruolo importante nella diffusione della musica di Mozart nell’Italia del primo Ottocento. In un’epoca in cui le grandi partiture sinfoniche circolavano spesso nei salotti, nelle accademie e nei circoli musicali, le sue trascrizioni cameristiche permettevano di rendere accessibili capolavori complessi anche in contesti più raccolti. Non semplici riduzioni, ma vere riletture capaci di conservare la forza espressiva delle opere originali.
Al centro del concerto ci saranno pagine capitali come la Sinfonia n. 40 in sol minore K 550 e il Requiem in re minore K 626. Nella versione per archi, la Sinfonia n. 40 rivela una sorprendente trasparenza, mettendo in evidenza l’intreccio contrappuntistico, la tensione drammatica e la modernità del linguaggio mozartiano. Ancora più intensa appare la trascrizione del Requiem, l’ultima e più enigmatica composizione di Mozart: privata del colore orchestrale originario e affidata a una dimensione più raccolta, la partitura assume un carattere quasi contemplativo, nel quale emergono con forza il senso spirituale, la meditazione sulla vita e sulla morte e l’universalità del messaggio musicale.

Mozart e Wagner Bellagio Festival

Il giorno successivo, sabato 11 luglio alle 20.45, il Festival si sposterà all’Auditorium della Fondazione Rockefeller, sempre a Bellagio, per il concerto dedicato a Cosima Wagner. La serata, a ingresso libero fino a esaurimento posti, condurrà il pubblico nel cuore della cultura musicale dell’Ottocento, in dialogo con lo spirito del Concorso Internazionale Cosima Wagner.
Figlia di Franz Liszt e moglie di Richard Wagner, Cosima fu una delle figure più influenti della vita musicale europea. Dopo la morte del marito, assunse la direzione del Festival di Bayreuth, diventando custode dell’eredità wagneriana e protagonista di un mondo intellettuale in cui musica, poesia, filosofia e letteratura erano profondamente intrecciate.
A interpretare questo universo saranno il soprano Joo Cho e il pianista Marino Nahon, artisti di solida esperienza internazionale nel repertorio cameristico. Il programma si aprirà con i Tre Sonetti del Petrarca di Franz Liszt, pagine nelle quali la poesia italiana incontra il Romanticismo europeo. Da Pace non trovo a Benedetto sia ’l giorno, fino a I’ vidi in terra angelici costumi, la scrittura lisztiana trasforma il testo poetico in canto appassionato, sospeso tra tormento amoroso, memoria e contemplazione.
Il percorso proseguirà con le Trois chansons de Bilitis di Claude Debussy, ispirate ai testi simbolisti di Pierre Louÿs. La flûte de Pan, La Chevelure e Le tombeau des Naïades porteranno l’ascoltatore nel mondo rarefatto della mélodie francese, fatto di colori armonici, sfumature timbriche e sensualità poetica. La conclusione sarà affidata ai Mignon Lieder di Hugo Wolf, ispirati al personaggio creato da Goethe nel Wilhelm Meisters Lehrjahre: brani di straordinaria profondità psicologica, tra nostalgia, segreto, desiderio e invocazione romantica.