alla scoperta del territorio
|“Chiese a porte aperte”, la Diocesi di Como apre San Martino di Careno e Santa Maria di Vico a Nesso
Il progetto arriva in Lombardia partendo dal territorio lariano: visite gratuite tramite app, accesso automatizzato e percorsi multilingue per valorizzare due gioielli di fede, arte e storia
Il patrimonio ecclesiastico del Lago di Como diventa più accessibile grazie alla tecnologia. Il progetto Chiese a Porte Aperte arriva anche in Lombardia e coinvolge, per la Diocesi di Como, due luoghi di particolare valore storico, artistico e devozionale: la chiesa di San Martino a Careno e la chiesa di Santa Maria di Vico a Nesso.
L’iniziativa, già sperimentata in altre realtà italiane, unisce valorizzazione culturale, innovazione tecnologica e accessibilità. L’obiettivo è rendere più semplice la visita a edifici di grande pregio, spesso poco conosciuti o non sempre aperti al pubblico, attraverso un sistema digitale che consente di prenotare l’ingresso e visitare le chiese in autonomia.
Il funzionamento si basa sull’app gratuita Cultura a Porte Aperte. Dopo averla scaricata e dopo aver creato un account, il visitatore potrà prenotare gratuitamente la visita negli orari stabiliti. Una volta arrivato sul posto, potrà accedere all’edificio tramite un sistema automatizzato e controllato, utilizzando il proprio biglietto digitale.
Il progetto è reso possibile dal protocollo d’intesa sottoscritto tra Regione Ecclesiastica Lombarda, Regione Ecclesiastica Piemonte e Valle d’Aosta e Fondazione Cariplo, con l’obiettivo di estendere anche alle diocesi lombarde un modello di fruizione già avviato dal 2018 in Piemonte e Valle d’Aosta nell’ambito del programma Cultura a Porte Aperte.
Per la Diocesi di Como si tratta di un passaggio importante, anche perché sarà la prima diocesi lombarda ad avviare il percorso. Seguiranno poi Milano, Bergamo, Cremona e Crema, oltre alla diocesi di Verona per alcuni beni situati in provincia di Brescia.
«Le nostre chiese non sono soltanto monumenti da ammirare. Raccontano la fede di generazioni che ci hanno preceduto, custodiscono opere d’arte che parlano di bellezza e di speranza e continuano a essere luoghi vivi di preghiera, di incontro e di fraternità. Aprire le loro porte significa offrire a tutti la possibilità di scoprire una storia che appartiene a un’intera comunità», sottolinea il vescovo di Como, cardinale Oscar Cantoni.

Due saranno i momenti inaugurali aperti alla stampa e alla cittadinanza. Il primo appuntamento è in programma domenica 28 giugno alle 18 nella chiesa di San Martino a Careno, con la celebrazione della Santa Messa, la presentazione del progetto, l’apertura ufficiale della chiesa e la possibilità di sperimentare direttamente le modalità di visita previste dall’app. A seguire è previsto anche un momento conviviale. Interverranno don Maurizio Salvioni, parroco di Careno e responsabile dell’Ufficio diocesano per l’Edilizia di Culto, l’architetto Elisabetta Gandola, direttore dell’Ufficio Tecnico della Diocesi di Como, e Monica Testori, della Commissione Centrale di Beneficenza di Fondazione Cariplo.
Il secondo appuntamento si terrà domenica 12 luglio alle 18 nella chiesa di Santa Maria di Vico a Nesso. Anche in questo caso sono previste la celebrazione della Santa Messa, la presentazione del progetto, l’apertura ufficiale della chiesa, la dimostrazione del sistema di visita tramite app e un momento conviviale. Interverranno don Maurizio Salvioni, arciprete di Nesso e responsabile dell’Ufficio diocesano per l’Edilizia di Culto, Cinzia Ferrari, economo e direttore dell’Ufficio amministrativo della Diocesi di Como, ed Enrico Lironi, consigliere di amministrazione di Fondazione Cariplo.
Le due chiese scelte rappresentano due autentici gioielli del patrimonio ecclesiale comense. Santa Maria di Vico, documentata già nel 1184 e situata lungo l’antica Via Regia, conserva un prezioso polittico ligneo realizzato da Bartolomeo De Benzi nel 1500 e importanti cicli di affreschi databili tra il XIII e il XVI secolo. La sua posizione e la sua storia la rendono uno dei luoghi più significativi del patrimonio religioso e artistico del territorio di Nesso.
San Martino di Careno, anch’essa attestata da fonti medievali, è invece uno degli esempi più suggestivi di architettura romanica del territorio lariano. Con il suo campanile affacciato sul lago, il portico panoramico e le decorazioni pittoriche che attraversano secoli di storia e devozione, rappresenta un luogo di grande fascino, profondamente legato alla comunità locale e al paesaggio.
L’esperienza di visita non si limiterà all’apertura automatizzata degli edifici. All’interno delle chiese sarà infatti disponibile un percorso narrativo multilingue, con contenuti storico-artistici e spirituali accompagnati da voce narrante, musiche e illuminazione dedicata. Una modalità pensata per valorizzare ambienti, opere e significati, offrendo al visitatore una fruizione più completa e coinvolgente.
Particolare attenzione sarà riservata anche all’accessibilità. All’ingresso delle chiese saranno presenti pannelli multisensoriali visivo-tattili, riproduzioni tattili di alcune opere e contenuti audio-video in Lingua Italiana dei Segni, attivabili tramite QR code. Una scelta che rende il progetto realmente aperto a pubblici diversi, dai residenti ai turisti, dalle famiglie alle persone con disabilità.
Per Enrico Lironi, consigliere di amministrazione di Fondazione Cariplo, «“Chiese a Porte Aperte” è un progetto che interpreta in modo attuale la valorizzazione del patrimonio culturale: non solo conservazione, ma nuove forme di accesso e partecipazione. Fondazione Cariplo sostiene percorsi capaci di mettere in relazione soggetti diversi e costruire infrastrutture condivise a servizio dei territori».
Anche Monica Testori, della Commissione Centrale di Beneficenza di Fondazione Cariplo, sottolinea il valore concreto dell’iniziativa: «Aprire queste chiese significa restituirle alla quotidianità delle persone, rendendole accessibili in modo semplice e immediato. Il valore del progetto sta anche nell’esperienza: prenotare, entrare, ascoltare e scoprire luoghi spesso poco conosciuti ma ricchissimi di storia».
La tecnologia, sottolineano i promotori, non sostituisce il ruolo delle comunità e dei volontari che da sempre custodiscono questi luoghi, ma diventa uno strumento complementare. Permette di ampliare le possibilità di accesso, migliorare la conoscenza del patrimonio e costruire nuove occasioni di incontro tra fede, arte, storia e turismo culturale.
Con l’avvio di “Chiese a Porte Aperte”, la Diocesi di Como sceglie dunque di investire in una forma di valorizzazione capace di tenere insieme tutela, accoglienza e innovazione. San Martino di Careno e Santa Maria di Vico diventano così le prime tappe lombarde di un percorso che apre nuove prospettive per il patrimonio culturale ecclesiastico del territorio lariano.

