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Doppio choc a Lomazzo: la mano di qualcuno dietro al rogo che ha ucciso il pensionato, indagini ed interrogatori

Il dolore per la morte e quello di un possibile gesto volontario. I carabinieri al lavoro da ore, si attende la relazione dei vigili del fuoco. L’uomo al piano terreno dello stabile non ha avuto scampo.

Verifiche ed accertamenti. Interrogatori e testimonianze dei residenti di Cascina Bellavista in via Somaini a Lomazzo. I carabinieri, d’intesa con il Pm di turno in Procura a Como, hanno intensificato gli accertamenti sul rogo costato la vita (nella notte tra mercoledì e giovedì) a Giovanni Amenta, 73 anni di Lomazzo, pensionato con problemi di vista. Ucciso dalle esalazioni di fumo che si sono sviluppate nel rogo della sua abitazione. E lo choc del decesso si unisce ad un secondo choc: l’ipotesi, che prende corpo con il passare delle ore, che a dare fuoco sia stata la mano di qualcuno. Una possibile vendetta o ritorsione verso Amenta visto che le ipotesi investigative portano a ritenere che il punto di innesco sia stato all’esterno della porta dell’uomo poi morto. Un ipotesi clamorosa e grave al tempo stesso anche se manca ancora una relazione dettagliata dei vigili del fuoco.

incendio notte via Somaini Lomazzo

E così Lomazzo si ritrova in lutto per la scomparsa del pensionato (nel rogo della sua abitazione si è salvato il suo cagnolino ndr) ed anche sotto choc per una ipotesi tremenda e terribile. I carabinieri e la Procura indagano in tal senso anche se finora non ci sono iscritti nel registro degli indagati. Ma si punta ad arrivare appena possibile e capire il perchè di tanta crudeltà. I residenti dello stabile restano fuori dalle rispettive abitazioni in attesa di completare le verifiche da parte dei vigili del fuoco.