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Da Tavernola a San Fermo con manovre spericolate, poi il tentativo di investire un agente che resta contuso al braccio: da qui la contestazione di tentato omicidio.

Movimentato episodio ed arresto della Polizia, la notte scorsa, di un uomo di 60 anni di Telese Terme (Benevento) ed una donna di 39 anni di Como per tentato omicidio, resistenza a Pubblico Ufficiale e fuga pericolosa. L’uomo è stato inoltre denunciato per ricettazione, tentato furto aggravato in concorso e possesso ingiustificato di chiavi alterate e grimaldelli, la donna per furto aggravato in concorso, ricettazione e per porto abusivo d’armi.

L’allarme è scattato dopo la mezzanotte quando è giunta alla Sala Operativa della Questura di Como una segnalazione della targa di un furgone sospetto che aveva appena effettuato un furto all’interno di un esercizio commerciale in Via Asiago a Tavernola. La Polizia è riuscita ad intercettare il mezzo in direzione di San Fermo. Il furgone non si è fermato all’alt degli agenti (con lampeggianti e sirene), ma è fuggito con manovre pericolose per altri automobilisti e per gli stessi agenti della Questura.

Solo a San Fermo – nei pressi dell’ospedale >Sant’Anna – sono riusciti a fermarlo anche perchè è finito in una zona a fondo cieco. Il 60enne alla guida, dopo un iniziale (finta) collaborazione ha effettuato una manovra che ha rischiato di investire un agente. Solo la prontezza di riflessi dell’operatore, costretto a scansarsi repentinamente, ha evitato a conseguenze più gravi: per l’agente leggere abrasioni al braccio.

Poco dopo, ormai braccati, i due sono scesi dal mezzo tentando una fuga a piedi e cercando di attraversare un piccolo fiume della zona. Nonostante la difficoltà ed il concreto pericolo, gli agenti li hanno raggiunti e bloccati. Portati in Questura, sono emersi i precedenti penali e di polizia di entrambi per reati contro il patrimonio, evasione, guida in stato di ebbrezza e di sostanze stupefacenti e numerosissimi altri reati simili.

La perquisizione del furgone, accertato poi essere rubato, ha permesso di rinvenire e sequestrare numerosa refurtiva, tra cui orologi, tute da lavoro, contanti e vari attrezzi da scasso. La successiva perquisizione domiciliare ha, inoltre, permesso di recuperare ulteriori strumenti per lo scasso, computer e oggetti di valore, elementi che fanno capire che i due hanno agito da tempo sul territorio. Per entrambi poi il carcere al Bassone in attesa della convalida del fermo settimana prossima.