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Screening della cervice uterina, cresce l’adesione: donne partecipanti quasi triplicate in tre anni

Il primo Bilancio Sociale di ATS Insubria fotografa i risultati del triennio 2022-2024: più prevenzione, diagnosi precoce e maggiore efficienza del programma

Cresce l’adesione allo screening della cervice uterina nel territorio di ATS Insubria e aumenta la capacità del programma di intercettare precocemente lesioni e patologie. È quanto emerge dal primo Bilancio Sociale dedicato allo screening della cervice uterina, relativo al triennio 2022-2024, che descrive l’avvio e il consolidamento di un percorso di prevenzione sempre più partecipato.
Il documento evidenzia un salto di qualità significativo sia sul piano della copertura della popolazione sia su quello della partecipazione delle donne. Il dato più rilevante riguarda proprio l’adesione: nel giro di tre anni il numero delle donne che hanno partecipato allo screening è quasi triplicato, passando da poco più di 13mila nel 2022 a oltre 36mila nel 2024. Parallelamente, il tasso di partecipazione è salito dal 26,6% al 45%, raggiungendo lo standard considerato adeguato a livello nazionale.
Un risultato reso possibile anche dal miglioramento degli strumenti organizzativi e comunicativi messi a disposizione delle cittadine, dall’introduzione di sistemi di reminder, come gli sms, alla possibilità di spostare facilmente l’appuntamento. Elementi che, secondo il bilancio, indicano un servizio progressivamente più vicino ai bisogni delle donne coinvolte.
Accanto alla crescita dell’adesione, il programma ha raggiunto livelli elevati di estensione. Nel 2022, anno di avvio, era stato invitato poco più del 60% della popolazione target; già dal 2023 l’estensione ha superato il 98%, arrivando di fatto a coinvolgere quasi tutte le donne tra i 25 e i 64 anni residenti sul territorio.
Il bilancio mette in evidenza anche l’impatto sanitario del programma. L’aumento delle adesioni ha determinato un incremento degli approfondimenti diagnostici, con oltre 1.300 colposcopie eseguite nel 2024. Questo ha consentito di individuare soprattutto lesioni precancerose, trattate tempestivamente con interventi risolutivi. I tumori invasivi diagnosticati restano numericamente limitati, un dato che viene indicato come segnale dell’efficacia dello screening, capace di intercettare la malattia nelle sue fasi iniziali, quando è più facilmente curabile.
Resta fondamentale, accanto allo screening, il ruolo della vaccinazione anti-HPV, considerata la prima linea di difesa contro il tumore della cervice uterina e altre patologie correlate al virus. In Regione Lombardia la vaccinazione è raccomandata e offerta gratuitamente a ragazze e ragazzi nel dodicesimo anno di vita, con possibilità di accesso anche per le coorti successive attraverso programmi di recupero secondo le indicazioni regionali. Il vaccino protegge dall’infezione da papillomavirus umano, responsabile della quasi totalità dei casi di tumore cervicale. Screening e vaccinazione gratuiti rappresentano quindi strumenti complementari di una strategia di prevenzione completa.
Il programma mostra segnali positivi anche sul piano economico. Il costo per ogni donna aderente si è ridotto in modo significativo, passando da oltre 21 euro nel 2022 a circa 9 euro negli anni successivi. Un dato che evidenzia come l’aumento della partecipazione migliori l’efficienza complessiva del sistema, rendendo la prevenzione un investimento sempre più sostenibile.
I risultati sono incoraggianti, ma indicano anche un margine di miglioramento. Il tumore della cervice uterina, pur essendo tra i più prevenibili, registra ancora ogni anno nuovi casi sul territorio. Si tratta di una patologia che si sviluppa lentamente, spesso senza sintomi nelle fasi iniziali, ma che può essere individuata e trattata con successo proprio attraverso lo screening.
Dalla direzione di ATS Insubria sottolineano il valore del documento: «Questo bilancio sociale fornisce dati e, nel contempo, rappresenta uno strumento di trasparenza e didialogo con i cittadini. I dati ci dicono che stiamo andando nella direzione giusta: sempre più donne partecipano e sempre più spesso riusciamo a intervenire precocemente».
ATS annuncia quindi la volontà di proseguire nelle attività di sensibilizzazione, ribadendo l’importanza della prevenzione come scelta attiva, semplice e fondamentale. «Aderire allo screening significa prendersi cura di sé e contribuire al benessere dell’intera comunità e a rendere più sostenibile il sistema salute. Continueremo a consolidare i risultati raggiunti e aumentare ulteriormente la partecipazione, attraverso una comunicazione sempre più capillare, accessibile e vicina alle persone. Rinnoviamo l’invito alla partecipazione agli screening gratuiti, che rappresentano un’opportunità concreta per prendersi cura della propria salute».