Al via l’inchiesta diocesana per la beatificazione di don Roberto Malgesini:”E’ una figura sempre viva tra di noi”
Le parole del Vescovo Oscar nella giornata di inizio dell’iter per il sacerdote ucciso nel 2020. Parlano anche i responsabili di questa procedura. Chiesa gremita, il coro ad intonare un dolce canto in avvio di celebrazione.
Chiesa gremita, il Vescovo ed i familiari di don Roberto in prima fila. Anche alcuni amici del sacerdote ucciso a San Rocco a Como nel 2020. Una giornata speciale oggi per tutta la Diocesi lariana con il Cardinale Cantoni a celebrare – assieme ad altri sacerdoti tra cui quello di San Rocco e San Bartolomeo – un momento di forte significato spirituale e simbolico per tutta la Chiesa comasca dove si è aperta ufficialmente l’inchiesta diocesana sulla vita, l’offerta della vita e la fama di santità di Don Roberto Malgesini, il sacerdote diocesano ucciso il 15 settembre 2020 mentre si preparava a distribuire la colazione ai poveri nel centro di Como. Primo passo verso la beatificazione del sacerdote comasco attraverso la formula “super oblatione vitae”, cioè per il riconoscimento del dono totale della vita.
Sopra le parole del parroco di San Bartolomeo in avvio della santa Messa che è seguita al momento ufficiale e qui anche le parole del Cardinale Oscar Cantoni.
A seguire le parole del parroco don Enzo che è anche delegato del vescovo per questa causa e di don Ennio Apeciti, il postulatore della causa
Alle 18 il cardinale ha celebrato la Santa Messa nella chiesa di San Bartolomeo alla presenza del postulatore e degli officiali dell’inchiesta. La diocesi ha invitato tutta la comunità ecclesiale a partecipare a quella che viene definita una tappa particolarmente importante per il cammino spirituale della Chiesa locale. La data scelta assume anche un valore simbolico ulteriore: il 6 giugno, infatti, nella diocesi di Como si celebra la memoria liturgica della Suor Maria Laura Mainetti, la religiosa beatificata nel 2021 dopo essere stata uccisa nel 2000, figura ricordata per il servizio silenzioso e umile verso i più fragili e i giovani.
L’apertura dell’inchiesta arriva dopo una serie di passaggi già avviati nei mesi scorsi. Lo scorso 2 maggio il cardinale Cantoni aveva infatti pubblicato l’Editto per «la causa di canonizzazione del Servo di Dio Roberto Malgesini, sacerdote diocesano». L’annuncio era stato anticipato il 22 marzo durante il ritiro diocesano di Quaresima e successivamente confermato nella Messa crismale del Giovedì Santo.
Con quell’atto ufficiale la diocesi ha avviato formalmente il procedimento che riconosce in don Roberto la figura di “Servo di Dio”, primo titolo attribuito a chi entra in un percorso verso la beatificazione. Nell’Editto il vescovo spiegava che la scelta nasceva dall’ascolto del «fiuto del popolo di Dio», capace di riconoscere nella vita del sacerdote un modello autentico di testimonianza evangelica e di carità verso i poveri.
Il documento è stato esposto per quattro settimane nella Curia di Como, nella parrocchia natale di Cosio Valtellino e nelle comunità in cui don Roberto aveva svolto il proprio ministero: Lipomo, Gravedona e Como, nella comunità pastorale San Giovanni Battista Scalabrini.
Nell’Editto il cardinale Cantoni ricordava inoltre di aver ottenuto il parere favorevole della Conferenza Episcopale Lombarda e il “nihil obstat” del Dicastero delle Cause dei Santi, arrivato il 6 marzo 2026.
La causa aperta per don Roberto segue una procedura relativamente recente nella storia della Chiesa cattolica. La formula “super oblatione vitae” è stata introdotta nel 2017 da Papa Francesco con la Lettera apostolica “Maiorem hac dilectionem” e riconosce come via di santità l’offerta libera e volontaria della propria vita per amore degli altri. Non si tratta quindi di martirio in senso stretto, ma del riconoscimento di una vita vissuta fino alle estreme conseguenze nella carità cristiana, accettando consapevolmente il rischio della morte. Secondo il documento pontificio, devono essere presenti alcuni elementi precisi: l’offerta volontaria della vita, il legame tra tale scelta e la morte prematura, l’esercizio delle virtù cristiane fino alla fine e una diffusa fama di santità tra i fedeli.
La fase diocesana dell’inchiesta servirà ora a raccogliere documenti, scritti e testimonianze utili a ricostruire la vita e il percorso umano e spirituale di don Roberto Malgesini.




