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|“L’Arte in Comune”, al via il progetto della Regione: le opere escono dai musei e arrivano nei Municipi e negli spazi pubblici
Presentata a Milano l’iniziativa promossa da Regione Lombardia, Direzione regionale Musei Lombardia e Anci Lombardia. Caruso: “La Lombardia prima regione a sperimentare un modello strutturato di valorizzazione diffusa del patrimonio”
Le opere custodite nei depositi dei musei lombardi potranno trovare una nuova collocazione all’interno di municipi, biblioteche e spazi pubblici dei Comuni. È questo l’obiettivo di L’Arte in Comune, il progetto sperimentale promosso da Regione Lombardia insieme alla Direzione regionale Musei Lombardia e ad Anci Lombardia, presentato oggi a Palazzo Litta, a Milano, dall’assessore regionale alla Cultura Francesca Caruso.
L’iniziativa nasce dal protocollo d’intesa sottoscritto nell’ottobre scorso dai tre enti promotori e punta a costruire un modello di valorizzazione diffusa del patrimonio culturale da estendere successivamente anche a livello nazionale, attraverso il coinvolgimento diretto degli enti locali.
«Con questo progetto – ha spiegato l’assessore Caruso – vogliamo restituire alle opere custodite nei depositi museali la loro funzione pubblica. Portarle nei municipi, nelle biblioteche e negli spazi pubblici permette di creare una rete capillare di nuovi presìdi culturali diffusi sul territorio e dare nuova visibilità a un patrimonio straordinario che resta lontano dagli occhi dei cittadini non per mancanza di valore, ma per limiti espositivi».
L’intesa prevede la collocazione di opere d’arte all’interno di spazi pubblici comunali con l’obiettivo di incrementare la conoscenza e la fruizione del patrimonio culturale lombardo. Il progetto sarà supportato anche da una struttura di governance scientifica articolata su due livelli: una cabina di regia composta dai soggetti firmatari o dai loro delegati e un comitato scientifico formato da due specialisti del settore affiancati dai direttori dei musei coinvolti, chiamato a valutare e supportare i progetti territoriali.

«L’obiettivo – ha aggiunto Caruso – è fare della Lombardia una vera e propria ‘casa’ della cultura: aperta, accessibile e diffusa. La nostra Regione è il primo territorio a sperimentare in modo strutturato questo modello di collaborazione tra musei e oltre 1.500 Comuni, una scelta che valorizza le autonomie locali e rafforza il patrimonio culturale come leva di sviluppo territoriale».
A sottolineare il valore dell’iniziativa anche il direttore della Direzione regionale Musei nazionali Lombardia, Rosario Maria Anzalone, firmatario del protocollo per il Ministero della Cultura. «Questa iniziativa – ha affermato – permetterà di riallacciare il legame con il territorio, innescando vivaci significati tra arte e luoghi. Ci auguriamo di vedere manufatti e reperti poco noti di musei e fondazioni».
Sul piano operativo, i Comuni interessati potranno presentare la propria candidatura. Successivamente si procederà alla selezione delle opere, all’individuazione delle sedi espositive e alla definizione degli accordi con i musei coinvolti. Prevista inoltre l’attivazione di partenariati pubblico-privati per organizzare eventi e promuovere l’iniziativa sui territori.
Il progetto punta anche al coinvolgimento delle scuole, delle reti bibliotecarie e dei sistemi museali locali attraverso percorsi educativi e partecipativi, con l’obiettivo di favorire nuove occasioni di incontro tra cittadini e patrimonio culturale.
Il presidente di Anci Lombardia Mauro Guerra ha evidenziato il ruolo strategico delle amministrazioni locali nella riuscita del progetto. «I Comuni – ha dichiarato – rappresentano il primo punto di contatto tra istituzioni e cittadini e possono svolgere un ruolo decisivo nel rendere l’arte parte integrante della vita quotidiana delle comunità».
Particolare attenzione sarà dedicata anche alle nuove generazioni. All’interno del protocollo è infatti previsto un concorso rivolto a studenti, artisti e creativi under 35 per la realizzazione del logo e della comunicazione coordinata del progetto.

