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BUON CAMMINO PUNTATA 4 – il “lato umano” con Diego Passoni

“Buon Cammino”, piedi, frugalità e lentezza: nella terza puntata, Diego Passoni racconta il lato umano del Cammino di Santiago

C’è un modo di raccontare il viaggio che non passa dalle mappe, ma dalle parole. È quello scelto da Buon Cammino, il podcast ideato e condotto da Eletta Revelli per ComoPodcastClub, che episodio dopo episodio intreccia storie, emozioni e testimonianze per restituire l’anima più autentica del Cammino di Santiago.

Dopo le prime uscite già pubblicate – il 21 aprile con Serena Ricca, il 5 maggio con Giuliano Meroni e il 19 maggio con Sergio Valzania – il nuovo episodio, in uscita il 2 giugno, vede protagonista Diego Passoni, voce di Radio Deejay e autore del libro Quel che resta di Santiago.

I piedi: fragilità e condivisione
Come da format del podcast, anche questo episodio si sviluppa attraverso parole chiave. La prima è tanto concreta quanto simbolica: i piedi.
Passoni li definisce «i veri protagonisti del cammino», strumenti indispensabili ma spesso trascurati nella vita quotidiana. Sul percorso diventano invece centro di attenzione, cura e – soprattutto – relazione. È proprio attorno a vesciche e dolori che si costruisce una delle forme più autentiche di solidarietà tra pellegrini: sconosciuti che si aiutano, si medicano, condividono difficoltà senza bisogno di presentazioni. Un ribaltamento netto rispetto alla cultura contemporanea, dove anche il corpo può diventare oggetto di esposizione e consumo. Sul cammino, invece, i piedi non sono estetica ma esperienza vissuta.

Il “microcosmo” dei pellegrini
Un’altra parola chiave è quella che Passoni chiama il “pattern della viandanza”: una sorta di tassonomia ironica e affettuosa dei pellegrini. Dalle “lelle equipaggiate”, sempre pronte a ogni evenienza, alle “nonne belarde” capaci di percorrere centinaia di chilometri con una tenacia sorprendente, emerge un universo umano variegato. Non si tratta di etichette rigide, ma di comportamenti ricorrenti che raccontano la ricchezza del cammino come esperienza collettiva. Un microcosmo dove età, provenienze e storie personali si mescolano, trovando un punto di equilibrio nella fatica condivisa.

Il cammino come luogo che rinasce
Nel dialogo emerge anche una riflessione più ampia sul concetto di luogo. Il cammino non è solo geografia, ma un processo vivo che trasforma ciò che attraversa.
Passoni descrive piccoli borghi dimenticati che, grazie al passaggio costante dei pellegrini, ritrovano vitalità: case riaperte, stanze affittate, punti di ristoro improvvisati. Una presenza lenta e continua che restituisce “ossigeno” a territori marginali.
Un fenomeno che dimostra come il viaggio, quando è sostenibile e umano, possa diventare anche motore di rinascita.

Frugalità e bisogno dell’altro
Tra i temi centrali dell’episodio c’è la frugalità. Sul cammino si impara presto che meno è meglio: ogni oggetto superfluo diventa peso, ogni scelta si misura in chilometri da portare sulle spalle.
Eppure, proprio questa essenzialità porta a una scoperta fondamentale: il bisogno degli altri. Dimenticare un oggetto o scegliere di non portarlo diventa occasione di incontro, di scambio, di fiducia reciproca. «La frugalità ti permette di avere il minimo, ma non ti basterà mai», suggerisce Passoni, indicando nell’interdipendenza uno degli insegnamenti più profondi del cammino.

La lentezza come rivoluzione
Ultima parola chiave: lentezza. Un concetto che, per chi vive ritmi frenetici, può risultare quasi destabilizzante. Passoni racconta come il cambiamento avvenga gradualmente: nei primi giorni si cammina ancora con la velocità mentale della vita quotidiana, ma poi qualcosa si trasforma. Intorno al terzo giorno, spiega, si entra in uno stato diverso, più consapevole e presente. È qui che il cammino diventa davvero esperienza interiore: i pensieri rallentano, il corpo trova un equilibrio, e si apre uno spazio nuovo, difficile da replicare altrove.

Un racconto in divenire
Articolato in otto episodi con cadenza bisettimanale, Buon Cammino ha già accompagnato gli ascoltatori nelle prime tappe e continuerà nelle prossime settimane con nuovi ospiti. Dopo la puntata del 2 giugno con Diego Passoni, il viaggio proseguirà il 16 giugno con Don Francesco Orsi e Don Pietro Grandi, il 30 giugno con Cesare Isella, fino agli episodi di luglio che coinvolgeranno anche gli studenti della classe 2B e un’intervista finale “capovolta”.

Buon Cammino, presente su tutte le principali piattaforme, si conferma così non solo come narrazione del Cammino di Santiago, ma come spazio di riflessione più ampio: un invito a rallentare, a osservare e – soprattutto – a rimettersi in cammino, dentro e fuori di sé.

Ecco le prime tappe di Buon Cammino: il 21 aprile protagonista Serena Ricca, docente e pellegrina

il 5 maggio, lo scrittore Giuliano Meroni

il 19 maggio, lo scrittore Sergio Valzania