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A Palazzo Chigi l’apertura delle celebrazioni dell’associazione nata nel 1946 e oggi presente con 28 centri in Italia, sede centrale a Ponte Lambro e sezione scientifica IRCCS Eugenio Medea

Ottant’anni di accoglienza, cura e attenzione verso i bambini e le bambine con disabilità: La Nostra Famiglia ha aperto oggi a Palazzo Chigi le celebrazioni per l’anniversario dell’associazione, con l’incontro Ottant’anni di dignità e uguaglianza, realizzato con l’apprezzamento del ministro per le Disabilità.
All’evento hanno partecipato il ministro Alessandra Locatelli, il giurista ed ex vicepresidente della Corte Costituzionale Giulio Prosperetti, la presidente dell’associazione Luisa Minoli, l’arcivescovo di Udine Riccardo Lamba e Monica Mondo, autrice e conduttrice di Tv2000.
Il filo conduttore dell’incontro è stato il percorso avviato nel 1946, in un’Italia che stava vivendo una fase di rinascita morale e civile. La presidente Luisa Minoli ha ricordato le origini dell’associazione, nata il 28 maggio 1946 con l’apertura della casa di Vedano Olona ai primi bambini.

Ottant'anni di La Nostra Famiglia a Palazzo Chigi

«Il 28 maggio 1946, quando aprivamo le porte della nostra casa di Vedano Olona ai primi bambini, l’Italia stava vivendo un momento di rinascita morale e civile, in cui assumevano un significato concreto parole come libertà, uguaglianza, giustizia sociale», ha dichiarato Minoli. «Il primo voto alle donne, la scelta della Repubblica, l’avvio dei lavori della Costituente: in questo contesto La Nostra Famiglia avviava un’attività “nuova” per il nostro Paese, che metteva al centro i bambini e le bambine con disabilità. Mentre le donne e gli uomini coinvolti nella Costituente anteponevano il bene comune come interesse supremo, il Fondatore dell’Associazione Beato Luigi Monza proponeva la carità pratica dei primi cristiani come modello di un vivere comune che non solo fosse evangelico ma che facesse il bene delle persone: ecco, La Nostra Famiglia dava forma concreta a quei principi con la presa in carico globale di bambini e ragazzi per i quali non esisteva alcuna tutela».
La missione dell’associazione resta legata alle indicazioni del fondatore, sintetizzate nell’espressione “scienza e tecnica a servizio della carità”. Un principio che unisce capacità di accoglienza e competenza scientifica, mettendo al centro la presa in carico globale del bambino, la sua individualità, il suo progetto di vita e il suo percorso di crescita.
Oggi La Nostra Famiglia, con la sua sezione scientifica IRCCS Eugenio Medea, opera in 28 centri in Italia e ha sede centrale a Ponte Lambro. Nell’ultimo anno ha accolto 23.257 persone e condotto 167 progetti di ricerca, con 141 pubblicazioni su riviste indicizzate. Le équipe multidisciplinari lavorano su ambiti diversi, dai disturbi dello spettro autistico agli stati di minima coscienza, dalle malattie rare alle paralisi cerebrali infantili, progettando per ogni bambino una nuova opportunità di vita e una speranza fondata sulla scienza.

Ottant'anni di La Nostra Famiglia a Palazzo Chigi

Nel corso dell’incontro, l’arcivescovo di Udine Riccardo Lamba ha richiamato il fondamento teologico della missione dell’associazione, legato all’amore verso i poveri e alla storia della Chiesa.
«Il Vangelo è infarcito di episodi in cui Gesù manifesta concretamente l’amore per i poveri, mostrando la dignità di ogni essere umano, soprattutto quando è più debole, fino all’ultimo “discorso escatologico” in cui Gesù si identifica con affamati, assetati, forestieri, nudi, malati, carcerati: “ogni volta che avete fatto queste cose da uno di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me!”».
Secondo monsignor Lamba, l’amore del povero, prima ancora che filantropia o beneficenza, è occasione di incontro reale con Gesù, che ha scelto di lasciarsi trovare nei poveri. «Nel corso sei secoli milioni di uomini e donne hanno dedicato la loro vita a prendersi cura dei malati. Ci troviamo davanti ad un gran numero di testimoni. Per noi l’invito ad inserirci in questo fiume di grazia. Noi siamo certi che questo potrà continuare ad avvenire se ci poniamo sempre in un cammino di conversione personale e comunitario, se ci lasceremo plasmare ancora dall’azione dello Spirito per riconoscere e amare Gesù Cristo presente nei poveri del nostro tempo».
Il giurista Giulio Prosperetti, ex vicepresidente della Corte Costituzionale, ha sottolineato il legame tra il percorso dell’associazione e i valori costituzionali.
«È significativo che i valori che i Costituenti verranno elaborando già trovano nel programma de La Nostra Famiglia la concreta realizzazione», riflette Prosperetti. «Il mondo è cambiato in questi ottant’anni e l’attuazione dei princìpi costituzionali necessita di una nuova legislazione sociale che possa riportare la nostra società a quei valori di dignità della persona rimuovendo “gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana”».

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«La Nostra Famiglia è un punto di riferimento per il territorio, soprattutto per la cura e la riabilitazione dei bambini e delle persone con disabilità o malattie rare, per la ricerca e per il sostegno alla famiglia» ha dichiarato il Ministro per le disabilità Alessandra Locatelli: «sono molto orgogliosa dei traguardi raggiunti in questi 80 anni di storia e sicura che questo impegno proseguirà sempre anche nel futuro. Voglio ringraziare la Presidente Luisa Minoli, tutti i dirigenti e i direttori, il personale sanitario, sociosanitario, amministrativo, educativo ed assistenziale, i volontari, e tutti coloro che a diverso titolo hanno contribuito alla crescita e allo sviluppo di questa realtà straordinaria. L’importante lavoro di sinergia e di rete intrecciato da La Nostra Famiglia con le istituzioni, il territorio, il mondo delle associazioni e del Terzo settore, ha consentito di ampliare e diffondere la conoscenza di percorsi anche innovativi e di accogliere e sostenere migliaia di bambini e ragazzi con disabilità insieme alle loro famiglie. Complimenti a tutti coloro che ogni giorno contribuiscono a costruire insieme una comunità più attenta e consapevole per garantire una migliore qualità della vita a tutti».
L’anniversario diventa così l’occasione per ripercorrere una storia nata nel dopoguerra e cresciuta intorno a un’idea precisa: affiancare i bambini e le bambine con disabilità e le loro famiglie attraverso competenza, cura e attenzione alla dignità della persona. Un percorso che, a ottant’anni dalla nascita dell’associazione, continua a tenere insieme radici spirituali, principi costituzionali, ricerca scientifica e presa in carico concreta.