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BUON CAMMINO PUNTATA 3 – il viaggio interiore di Sergio Valzania

Terza puntata di “Buon Cammino”, tra motivazione, dolore e attesa: il viaggio interiore di Sergio Valzania verso Santiago

Un cammino fatto di parole prima ancora che di passi. È questa l’idea alla base di Buon Cammino, progetto ideato e condotto da Eletta Revelli per ComoPodcastClub, che puntata dopo puntata, costruisce un racconto corale del Cammino di Santiago attraverso esperienze, riflessioni e testimonianze dirette. Il nuovo episodio, pubblicato il 19 maggio, vede protagonista Sergio Valzania, autore del romanzo “Assassinio sul Cammino di Santiago”.

Le parole del cammino: motivazione, dolore e intimità
Ogni episodio del podcast ruota attorno a parole chiave. Nel dialogo con Valzania emergono termini forti e universali: motivazione, dolore, camminare, attesa, violenza e intimità. Parole che non restano astratte, ma si trasformano in esperienza concreta.
Per Valzania, la motivazione ha qualcosa di quasi spirituale: «Il Santo ti chiama», racconta, descrivendo quel richiamo irresistibile che spinge a mettersi in viaggio. Un impulso che nasce spesso prima ancora di partire, magari osservando altri pellegrini sotto la pioggia mentre si è comodamente in auto.
Il dolore, invece, è parte integrante del percorso. Non solo quello simbolico, ma soprattutto quello fisico: vesciche, fatica, limiti del corpo. «Se ce l’hai sulla pianta dei piedi non puoi camminare», ricorda l’autore, sottolineando come proprio la fatica renda l’esperienza autentica.

Camminare per pensare (o per smettere di farlo)
Uno dei temi centrali dell’intervista è il rapporto tra cammino e pensiero. Camminare a lungo, spiega Valzania, produce un effetto quasi paradossale: prima porta a riflettere profondamente, poi svuota la mente.
«A un certo punto non pensi più a niente, esisti solamente». Una condizione rara nella vita quotidiana, dove il tempo è frammentato e scandito da impegni. Sul cammino, invece, il tempo si compatta: l’unico obiettivo è arrivare da un punto A a un punto B.
È in questa dimensione che il corpo smette di essere un “impiccio” e diventa protagonista assoluto. Un ribaltamento che restituisce all’esperienza una completezza quasi primordiale.

L’attesa di Santiago e la forza dell’immaginazione
Tra le parole chiave, l’attesa occupa un ruolo speciale. L’arrivo a Santiago non è mai solo un momento fisico, ma il culmine di un’immaginazione costruita giorno dopo giorno.
Valzania ricorda la differenza tra il primo arrivo, vissuto “da estraneo” in macchina, e quello a piedi, carico di emozione: «Commovente». L’ingresso nella città, l’apparizione improvvisa della cattedrale, le lacrime dei pellegrini: tutto contribuisce a rendere quell’istante unico e irripetibile.

Violenza e sicurezza: il cammino come spazio trasformativo
Nel podcast emerge anche un tema meno scontato: la violenza. Nonostante il titolo del romanzo di Valzania, l’autore racconta di non aver mai vissuto episodi diretti lungo il cammino.
Al contrario, descrive il Cammino di Santiago come uno spazio capace di trasformare i luoghi e le persone: «Diventa un contesto culturalmente pellegrino». Un ambiente in cui anche chi non cammina finisce per accogliere e sostenere chi è in viaggio.

Un racconto che continua
Articolato in otto episodi con cadenza bisettimanale, Buon Cammino ha già accompagnato gli ascoltatori nelle prime tappe: il 21 aprile con Serena Ricca, docente e pellegrina

e il 5 maggio con lo scrittore Giuliano Meroni.

Dopo la puntata del 19 maggio, Buon Cammino proseguirà il suo viaggio con nuovi ospiti: da Diego Passoni (2 giugno) a Don Francesco Orsi e Don Pietro Grandi (16 giugno), fino agli studenti della classe 2B e all’intervista finale “capovolta”.

Buon Cammino, presente su tutte le principali piattaforme,  si conferma così non solo un racconto del Cammino di Santiago, ma un’esplorazione più ampia del significato del camminare: un’esperienza che, come suggeriscono le parole dei protagonisti, parla tanto a chi parte quanto a chi resta.