Grande folla alla biblioteca di Como per il dibattito sul nuovo Sinigaglia: le tante perplessità del Comitato dei residenti
I relatori spiegano perplessità e criticità. “No ad un ecomostro, ma non è una chiusura a priori”. Richiesta di essere ascoltati e di poter partecipare alla messa in pratica del progetto.
Dubbi e perplessità. Analizzate e presentate alla folta platea che ha gremito stasera la biblioteca di Como nel dibattito sul futuro dello stadio. Titolo emblematico ed eloquente:”Il Sinigaglia che vogliamo”, con numerosi e qualificati relatori che si sono alternati a spiegare – ognuno per la sua parte – le criticità di fronte al progetto presentato mesi da da Como e Comune. Ed alla fine, tra una relazione e l’altra, salta fupori la richiesta di poter partecipare al progetto. “Il nostro non è un no a prescindere – ha detto l’architetto Michele Pierpaoli – ma un invito: parliamone assieme e vediamo come si possono risolvere alcune problematiche”.
Urbanistiche principalmente, ma anche ambientali e poi legate anche alla viabilità e circolazione della zona. Con la scuola Corridoni al centro dell’attenzione del dibattito e le critiche all’idea di chiuderla ed abbatterla per fare un autosilo legato allo stadio. Insomma, serata di analisi e critiche al progetto così come inizialmente prospettato. Non una chiusura, ma una apertura con modifiche.
Il Comitato per la tutela della zona stadio – che comprende anche molti residenti – ha voluto portare a conoscenza dei comaschi le ragioni per la protezione di tutta la zona. L’avvocato Mirella Quattrone ha coordinato la serata. Presenti al suo fianco, sul tavolo dei relatori, l’architetto Michele Pierpaoli, già presidente dell’Ordine professionale di Como, Simone Molteni, presidente dell’Istituto Comprensivo Como Borgovico di cui fa parte la scuola Corridoni, poi l’architetto Elisabetta Patelli, storica leader dei Verdi comaschi ed esponente di Europa Verde ed infine l’avvocato Veronica Dini che ha supportato il Comitato nella presentazione del ricorso al Tar presentato lo scorso febbraio: le motivazioni presentata nel corso della serata.
Presenti alla biblioteca cittadina anche diversi tifosi del Como che hanno ascoltato – spesso scuotendo la testa in palese disaccordo – il dibattito e le perplessità esaminate. Insomma, non una chiusura sul progetto nuovo stadio ed al calcio che sta per portare Como in Europa, ma con moderazione e senza voler creare quello che alcuni dei relatori hanno definito un “possibile ecomostro”.
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