Sant’Anna, nuove tavolette per comunicare: donazione alla Chirurgia per aiutare i pazienti non autosufficienti
Dall’associazione “Tra capo e collo” strumenti visivi per esprimere bisogni e sensazioni anche senza parlare
Nuovi strumenti per migliorare la comunicazione tra pazienti e personale sanitario all’ospedale Sant’Anna. Nei giorni scorsi l’associazione Tra capo e collo ha donato otto tavolette per la comunicazione visiva alla Degenza Chirurgica 2, pensate per supportare chi, per condizioni cliniche o nel post-operatorio, non è in grado di esprimersi verbalmente.
Alla consegna erano presenti il presidente dell’associazione Paolo Ronchi insieme all’ideatore del progetto Cesare Baj, oltre ai rappresentanti di Asst Lariana: il professor Paolo Battaglia, il dottor Silvio Bellocchi, il dottor Luigi Colombo e la dottoressa Alessia Lanari. Le tavolette consentono ai pazienti di indicare bisogni, sensazioni e necessità attraverso immagini e simboli, facilitando così il dialogo con medici e infermieri anche in situazioni di difficoltà.

L’iniziativa nasce dall’esperienza personale di Baj, che durante un ricovero per Covid è stato a lungo impossibilitato a parlare a causa dell’intubazione. Da quella condizione è maturata l’idea di realizzare uno strumento semplice ma efficace per aiutare chi si trova nella stessa situazione. «È stato un modo concreto per restituire qualcosa e ringraziare chi si è preso cura di me», ha spiegato.
Il progetto ha trovato nuova applicazione grazie al suggerimento del dottor Stefano Valsecchi, che ha proposto di estendere l’utilizzo anche alla Chirurgia Maxillo-facciale. «Si tratta di ausili estremamente utili – ha sottolineato Ronchi – perché permettono ai pazienti di comunicare bisogni essenziali, come dolore o sete, facilitando al tempo stesso il lavoro degli operatori sanitari».

Fondamentale è stato anche il contributo del personale infermieristico, che ha curato contenuti e iconografia delle tavolette. Realizzate su supporto rigido, lavabile e disinfettabile, presentano da un lato icone intuitive in italiano e inglese relative ai principali bisogni assistenziali e alle domande più frequenti; dall’altro lato includono alfabeto, numeri, risposte rapide e la scala del dolore, permettendo ai pazienti di indicare con precisione le proprie necessità anche attraverso semplici gesti.
«Favorire la comunicazione significa garantire maggiore sicurezza, ridurre l’ansia e restituire al paziente un ruolo attivo nel percorso di cura», ha evidenziato la dottoressa Lanari. Un intervento semplice ma concreto, che punta a migliorare la qualità dell’assistenza e rafforzare la relazione tra pazienti e operatori, soprattutto nei momenti di maggiore fragilità.
(In copertina, l’équipe della Degenza Chirurgica 2 del Sant’Anna. Da sinistra, Paolo Ronchi, Cesare Baj, Luigi Colombo, Silvio Bellocchi, Paolo Battaglia, Alessia Lanari e Virginia Roncoroni)

