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Cyberbullismo, via libera in Commissione Cultura al patentino digitale

Approvato il progetto di legge contro cyberbullismo e rischi della rete. Anna Dotti: “Educare all’uso digitale significa proteggere i nostri ragazzi”

La VII Commissione consiliare – Cultura, ricerca e innovazione, sport e comunicazione – del Consiglio regionale della Lombardia ha approvato il progetto di legge n. 129 che introduce il cosiddetto patentino digitale nelle scuole lombarde. Il provvedimento punta a strutturare percorsi di educazione digitale rivolti a studenti, docenti e famiglie, con l’obiettivo di rafforzare la prevenzione di fenomeni come bullismo e cyberbullismo.
A darne notizia è la presidente della Commissione, Anna Dotti, che sottolinea come la dimensione digitale incida in modo sempre più rilevante nella crescita dei giovani. «Per molti ragazzi la rete è il primo spazio di relazione. È lì che si costruiscono legami, ma anche dove possono emergere fragilità. Per questo serve accompagnarli con strumenti adeguati, aiutandoli a riconoscere i rischi e a sviluppare consapevolezza», ha dichiarato.

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Il progetto di legge prevede il coinvolgimento di studenti, docenti e famiglie in percorsi formativi di cittadinanza digitale e introduce il rilascio di un “patentino digitale” al termine del percorso. L’iniziativa consolida e rende più omogenei gli strumenti già attivi sul territorio regionale, con l’obiettivo di estendere i percorsi in modo capillare e coordinato.
Secondo Dotti, fenomeni come il cyberbullismo o l’isolamento non nascono improvvisamente, ma sono spesso il segnale di un disagio più profondo. «Intervenire sul piano educativo significa lavorare prima, rafforzando la capacità dei ragazzi di stare nella rete in modo responsabile», ha spiegato.
Il testo sarà ora trasmesso all’Aula consiliare per il via libera definitivo. «Il lavoro fatto in Commissione va nella direzione di dare risposte concrete a famiglie e scuole – ha aggiunto Dotti – la qualità delle relazioni, anche online, è una questione educativa che riguarda tutti».
«Investire sulla formazione significa prevenire situazioni di disagio e costruire contesti più sicuri per i nostri giovani – ha concluso – è una responsabilità che dobbiamo assumerci con serietà».