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Palazzo Valli-Bruni apre le sue sale affrescate per visite con il FAI

Sabato 18 aprile visite guidate al palazzo di via Rodari con la Delegazione FAI di Como. Accesso alla sala del piano nobile con gli affreschi settecenteschi dedicati ad Antonio e Cleopatra.

A Como apre al pubblico uno degli ambienti più affascinanti di Palazzo Valli-Bruni in via Rodari, edificio di impianto medievale che nel corso dei secoli ha assunto l’attuale veste neobarocca. Sabato 18 aprile, dalle ore 10:00 alle 16:30, la Delegazione FAI di Como organizza una giornata di visite guidate che consentirà di accedere alla sala del piano nobile. Gli interni si presentano eleganti e riccamente decorati in stile pompeiano, con soffitti a volta ornati a grottesche. Nella prima sala a sinistra dell’ingresso si conserva un soffitto ligneo di particolare pregio e il ciclo di affreschi dedicato alle Storie di Antonio e Cleopatra, attribuito alla scuola dei fratelli Recchi, attivi anche nel vicino Palazzo Odescalchi.

Già dimora delle famiglie patrizie comasche Somigliana, Gazzinelli e Parravicini, il palazzo sorge accanto alla chiesa di San Provino, tra le più antiche della città e risalente all’epoca longobarda. L’edificio, originariamente medievale, fu profondamente ristrutturato nel Seicento dalla famiglia Somigliana e rimase per circa due secoli residenza privata. A metà del Settecento l’ultimo erede, uomo di Chiesa, lasciò la proprietà alla curia, che nel 1820 affidò all’architetto Melchiorre Nosetti – autore anche della tomba di Alessandro Volta – un intervento di trasformazione in stile neoclassico per suddividere il complesso in più unità abitative destinate al clero. Ulteriori interventi interessarono il palazzo già nel 1785, quando l’architetto Simone Cantoni, progettista di Villa Olmo e del Liceo Volta, ne curò un restauro sempre in chiave neoclassica.

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Il complesso, noto anche come Palazzo Parravicini e identificato con il civico 1 di via Rodari, si distingue per le dimensioni imponenti – oltre quaranta locali – e per una struttura articolata in più ali, cortili e un giardino che si estende lungo il bastione orientale della città. Il massiccio portale in ghiandone, la finestra soprastante e il monumentale scalone con balaustra in marmo rimandano a interventi della fine del Seicento, mentre le decorazioni interne si sviluppano tra Settecento ed epoca imperiale. La presenza di uno scalone così imponente già al piano rialzato, in un edificio che in origine presentava spazi aperti al pianterreno, suggerisce una possibile funzione pubblica legata alla vocazione portuale dell’area, (all’epoca il lago arrivava fino all’attuale Piazza Roma), trasformata dai Visconti in una cittadella militare.

Nel 1922 il palazzo passò ai fratelli Valli e a Emilio Bruni; durante i restauri emersero sulla facciata i caratteristici corsi alternati di marmo bianco di Musso e nero di Varenna, ancora visibili sul lato verso San Provino. Il rifacimento contribuì a definire l’attuale aspetto neobarocco.

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Durante le visite organizzate dalla Delegazione FAI di Como nella giornata di sabato prossimo per la serie “Segrete Stanze”, si accederà al piano nobile attualmente utilizzato dallo Studio Legale Fabiani – Antares Srl che viene reso eccezionalmente visitabile grazie alla collaborazione dei proprietari. In un ambiente elegante e riccamente decorato in stile pompeiano, con soffitti a volta ornati a grottesche, si trova un ciclo di affreschi dedicato alle Storie di Antonio e Cleopatra attribuito alla scuola dei fratelli Recchi, attivi anche nel vicino Palazzo Odescalchi.

Le quattro scene raffigurano momenti celebri della vicenda storica e leggendaria: dalla conquista romana dell’Egitto all’incontro tra i due protagonisti, dal celebre banchetto – durante il quale Cleopatra scioglie una perla nell’aceto per dimostrare il proprio sfarzo – fino alla morte della regina, che secondo la tradizione si lascia mordere da un aspide dopo la sconfitta contro Ottaviano. Il ciclo si inserisce in un filone iconografico di grande fortuna nel Settecento, con un noto esempio negli affreschi di Giambattista Tiepolo a Palazzo Labia a Venezia.

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L’iniziativa è aperta sia agli iscritti sia ai non iscritti del FAI – Fondo Ambiente Italiano, con contributo da versare in loco e prenotazione obbligatoria tramite il portale dedicato. Il ritrovo è fissato in via Rodari 1, secondo l’orario indicato al momento della prenotazione, con ultimo ingresso alle ore 16:30. Ogni visita ha una durata stimata di circa 45 minuti. Durante la giornata sarà inoltre possibile iscriversi o rinnovare la tessera FAI direttamente sul posto.

Contributo a partire da:

— 5 € iscritti FAI

— 10 € non iscritti FAI

Per informazioni è attivo l’indirizzo email della delegazione: como@delegazionefai.fondoambiente.it.