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Sentire meglio per vivere meglio, un convegno in biblioteca

A Como un convegno promosso da Biosonic per sensibilizzare sul legame tra ipoacusia e declino cognitivo. Esperti a confronto alla Biblioteca Comunale Paolo Borsellino sull’importanza dell’intervento precoce.

“Sentire meglio per vivere meglio”, un postulato dove il soggetto sottinteso è: tutti noi. Una buona capacità uditiva non riguarda solo il sentire, ma incide sul benessere generale, sulle relazioni sociali e, infine, sulla capacità cognitiva.

Giovedì 16 aprile alle ore 17 a Como, un incontro aperto alla cittadinanza per accendere i riflettori su un tema sempre più attuale: il legame tra perdita dell’udito e salute cognitiva. Il convegno “Sentire meglio per vivere meglio: perché l’ipoacusia va affrontata subito”, promosso da Biosonic, è in programma nella sala conferenze della Biblioteca Comunale Paolo Borsellino in piazzetta Lucati.

L’iniziativa nasce con l’obiettivo di informare e sensibilizzare il pubblico sulla stretta relazione tra ipoacusia non trattata e declino cognitivo. Una condizione spesso sottovalutata, ma che incide profondamente non solo sulla capacità uditiva, bensì anche sulla salute del cervello e sulla qualità della vita sociale.

In Italia, il fenomeno è tutt’altro che marginale: circa 7 milioni di persone soffrono di ipoacusia, pari al 12% della popolazione. Tra questi, circa un milione presenta forme gravi o profonde, mentre oltre il 40% degli over 65 anni manifesta problemi uditivi. Nonostante questi numeri, solo una minoranza – tra il 30 e il 40% – utilizza dispositivi acustici, spesso con un ritardo medio di 7-10 anni dall’insorgenza del disturbo.

Il convegno intende approfondire proprio le conseguenze di questa sottovalutazione. Sul piano cognitivo, la perdita uditiva non corretta può accelerare il declino e aumentare il rischio di demenza: il cervello, privato degli stimoli sonori, subisce una riorganizzazione negativa che coinvolge le aree deputate all’elaborazione dei suoni. Ma gli effetti si estendono anche alla sfera psicologica e sociale: la difficoltà comunicativa può portare a isolamento, ansia e depressione, con una progressiva riduzione delle relazioni e della qualità della vita.

Non mancano inoltre implicazioni fisiche ed economiche. Studi recenti evidenziano un aumento del rischio di cadute, una minore autonomia nelle attività quotidiane e una maggiore incidenza di ospedalizzazioni. A livello collettivo, l’ipoacusia non trattata comporta anche costi significativi legati alla diminuzione della produttività e all’incremento delle spese sanitarie.

convegno biosonic

Durante l’incontro, esperti del settore analizzeranno il problema da diverse prospettive. Interverranno la dottoressa Antonietta Zaccariello, medico di medicina generale, con un approfondimento sull’importanza dell’intervento precoce e sul ruolo della rete familiare; il dottor Alberto Gandolfi, otorinolaringoiatra dell’ASST Lariana – Ospedale Sant’Anna, che illustrerà l’impatto dell’ipoacusia sulla funzione cognitiva; e la dottoressa Carmela Zincarelli, geriatra dell’ASST Lariana, che affronterà il rapporto tra udito e protezione delle funzioni cerebrali. A moderare l’incontro sarà la dottoressa Angela Bracuto, audioprotesista.

Il messaggio che emerge è chiaro: intervenire precocemente è fondamentale. La riabilitazione uditiva, attraverso protesi acustiche o impianti cocleari nei casi più gravi, consente di preservare le funzioni cognitive, mantenere l’autonomia e prevenire le conseguenze più gravi della perdita uditiva.

L’incontro rappresenta dunque un’occasione di informazione e confronto su un tema che riguarda una fascia sempre più ampia della popolazione, con l’obiettivo di promuovere maggiore consapevolezza e attenzione verso la salute uditiva.

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