“InnerSelf”, a Como la fotografia di Francesca Meloni indaga l’identità e il volto nascosto del sé
Allo spazio The Art Company Como le fotografie di Francesca Meloni esplorano la percezione dell’identità in un percorso visivo tra frammentazione, specchi e autorappresentazione
Inaugura allo spazio The Art Company in via Borgovico a Como, la mostra personale di Francesca Meloni intitolata InnerSelf. L’auto rappresentazione di sé, una riflessione visiva sull’identità e sulla percezione del sé attraverso il linguaggio fotografico contemporaneo. L’esposizione è curata da Roberto Mutti che la presenterà venerdì 10 aprile alle ore 17.30, e sarà visitabile fino al 30 aprile.
Il lavoro di Francesca Meloni si inserisce nel panorama delle ricerche artistiche che indagano il tema dell’identità, proponendo un percorso costruito attraverso scatti in bianco e nero, capaci di restituire una dimensione intima e al tempo stesso universale dell’esperienza umana. La fotografa milanese si concentra infatti sul concetto di autorappresentazione, esplorato attraverso un uso consapevole di dispositivi visivi come specchi, cornici e superfici riflettenti, che moltiplicano e frammentano il soggetto.

Il progetto InnerSelf si sviluppa come una ricerca sulla percezione di sé, mettendo in discussione l’idea di un’identità unitaria e stabile. Le immagini costruiscono una narrazione visiva in cui il corpo diventa terreno di sperimentazione e di scarto rispetto alla rappresentazione convenzionale, in un continuo slittamento tra presenza e alterità. In questo processo, la fotografa si pone contemporaneamente davanti e dietro l’obiettivo, assumendo il doppio ruolo di soggetto e oggetto della propria indagine. Scrive il curatore Mutti nelle note critiche alla mostra:
“Il progetto fotografico “InnerSelf”, di cui sarà costituita la mostra “Alla ricerca dell’Io”, esplora visivamente l’Identità umana e la percezione di sé stessi. L’utilizzo di dispositivi quali specchi, cornici o oggetti che separano e confondono i piani, permette di dare forma alla rappresentazione del molteplice che ci abita. Sperimentando, infatti, punti prospettici differenti, il corpo rappresentato, si aliena da sé stesso e dalla sua rappresentazione usuale.
Il fotografo, al contempo, diviene sia soggetto che oggetto, “doppio e multiplo” della sua fotografia e l’Identità rivela la sua natura frammenta, indefinita e ambivalente, mostrando un lato nascosto e misterioso, che prende vita dallo sguardo dell’autore. Nel processo di auto-rappresentazione si fa strada anche il “Perturbante”, ovvero il sentimento di “familiare ed estraneo” con cui è percepita l’immagine del corpo e che è interpretato, nelle opere proposte, attraverso la scomposizione della figura. Il percorso insiste anche sull’atto del vedere in quanto, è proprio attraverso lo sguardo dell’Altro – come accade da bambini con gli occhi della madre- che la nostra identità si costruisce per poi infrangersi, in una tensione costante fra riconoscimento e disconoscimento dell’ Io. Quest’ ultimo appare illusoriamente unico ma, nei fatti, è la somma di tutti gli specchi, reali o introiettati, che ci riflettono, rendendoci talvolta estranei a noi stessi. La scelta stilistica di usare il bianco e nero infine, non intende solo creare una unità estetica, ma anche enfatizzare forme e texture, intensificando l’impatto emotivo e creando un’atmosfera atemporale. Allo spettatore è permesso, in questo modo, di concentrarsi sull’essenza del soggetto e riflettere sulla natura sfuggente del Sé”.
Il percorso espositivo si caratterizza per una forte coerenza formale e concettuale, sottolineata dall’uso del bianco e nero, che non risponde soltanto a una scelta estetica ma diventa strumento per amplificare la dimensione emotiva e simbolica delle immagini. La sottrazione del colore concentra l’attenzione sulle forme, sulle texture e sulle tensioni interne alla composizione, contribuendo a creare un’atmosfera sospesa e atemporale. InnerSelf. L’auto rappresentazione di sé propone così una riflessione sullo sguardo e sul rapporto tra identità e alterità, suggerendo come la costruzione dell’Io passi inevitabilmente attraverso il confronto con l’altro e con le immagini che lo riflettono. In questo senso, il lavoro di Meloni si inserisce in un filone di ricerca che intreccia fotografia, psicologia e filosofia, interrogando la natura instabile e stratificata dell’identità contemporanea.
L’esposizione sarà visitabile dal lunedì al venerdì dalle 15.00 alle 18.30, mentre il sabato è previsto l’accesso su appuntamento. Per informazioni è possibile contattare la galleria all’indirizzo dedicato.


