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Sindacati, le linee guida per la contrattazione territoriale nel Comasco

Assemblea a Villa Gallia: CGIL, CISL e UIL rilanciano il confronto con i Comuni su fisco, servizi e politiche sociali per il 2026

CGIL Como, CISL dei Laghi e UIL Lario, insieme alle federazioni dei pensionati SPI CGIL, FNP CISL e UILP UIL, hanno promosso quest’oggi, a Villa Gallia, un’assemblea per presentare le proposte che saranno al centro del confronto con i Comuni nel 2026. L’incontro ha rappresentato un momento di lavoro e confronto sui temi che incidono direttamente sulla vita delle persone e delle comunità locali.
Per le organizzazioni sindacali il territorio resta un ambito centrale di iniziativa e rappresentanza, accanto ai luoghi di lavoro. La contrattazione sociale con i Comuni assume quindi un valore concreto, a partire dai temi fiscali come l’addizionale comunale Irpef, l’Imu e la Tari, con l’obiettivo di una distribuzione più equa del carico fiscale e di una maggiore tutela per chi si trova in condizioni di difficoltà.
Al centro del confronto anche la capacità di spesa delle amministrazioni locali e la qualità dei servizi garantiti. Secondo i sindacati, l’utilizzo delle risorse pubbliche con criteri di equità e priorità chiare può sostenere interventi sociali, politiche abitative, manutenzione urbana e opportunità per la collettività. Per questo viene ritenuto necessario un dialogo non solo sulle entrate, ma anche sulle scelte di bilancio e sulla destinazione delle risorse.
Tra i temi affrontati anche gli oneri di urbanizzazione, considerati uno strumento per interventi di rigenerazione urbana. Viene richiesta l’adozione di pratiche sostenibili di gestione del suolo, per contrastare il consumo e favorire la riqualificazione di aree dismesse, migliorando la vivibilità dei territori, anche in relazione alla presenza di edifici abbandonati nel Comasco.
Particolare attenzione è stata dedicata alle politiche sociali, con riferimento alle famiglie con bambini, ai giovani, alle donne, ai pensionati e agli anziani non autosufficienti. L’obiettivo indicato è il rafforzamento di servizi inclusivi e accessibili, in grado di rispondere in modo più adeguato ai bisogni della popolazione.
I sindacati intendono sviluppare il confronto con le amministrazioni comunali su diversi ambiti, tra cui il bilancio di genere e la verifica degli appalti, con l’obiettivo di costruire un dialogo stabile e rappresentare bisogni, difficoltà e aspettative presenti sul territorio.
CGIL Como, CISL dei Laghi e UIL Lario confermano la volontà di proseguire un percorso unitario nel confronto con i Comuni, orientando la contrattazione sociale verso obiettivi di uguaglianza, equità e giustizia sociale.
«L’obiettivo di questo incontro – ha spiegato Paola Gilardoni della segreteria della CISL dei Laghiè stato quello di fare il punto sulla contrattazione sociale realizzata in questi anni e rilanciarla per il 2026 attraverso una piattaforma comune, che consolidi il confronto con le amministrazioni locali su politiche fiscali e servizi. Parliamo di un percorso complesso, che riguarda in particolare la tutela delle famiglie e che tocca voci importanti, dalla pressione dell’addizionale Irpef, pagata in gran parte da lavoratori e pensionati, al contrasto all’evasione, fino al rafforzamento delle politiche sociali».
«La presentazione della piattaforma unitaria rappresenta un segnale importante, non scontato – ha commentato Sandro Estelli, segretario generale CGIL Comoche vuole aprire uno spazio di dialogo più approfondito con i Comuni della provincia. Accanto alle difficoltà dei piccoli enti, che hanno poche risorse, si registrano anche casi di scarsa disponibilità al confronto da parte di amministrazioni più grandi. Per questo viene ribadita la volontà dei sindacati di collaborare, chiedendo un ascolto reale che permetta di individuare miglioramenti concreti sul piano sociale».
«Quello indicato non è un passaggio formale – ha dichiarato Dario Esposito, coordinatore UIL Larioma la volontà di far vivere sul territorio un’idea di società più coesa, che contrasti individualismo e disintermediazione. In diversi casi le amministrazioni hanno assunto decisioni rilevanti senza un confronto con le parti sociali: l’obiettivo è costruire un dialogo continuo tra cittadini e istituzioni, che accompagni le scelte che incidono sulla vita delle persone».