Falsa mail e dai toni forti della Polizia Postale:”Indagine di pedopornografia in corso”. Ma vogliono i vostri dati…..
Messaggio con accuse gravi e richiesta di risposta urgente: la comunicazione è arrivata anche alla redazione. L’allerta della Questura sui tentativi di phishing: non rispondete e non cliccate su alcun link….
Segnalata già qualche anno fa, è tornata a circolare in questi giorni una e-mail fraudolenta che imita una comunicazione ufficiale della Polizia Postale. Il messaggio, arrivato nelle ultime ore anche all’indirizzo della redazione, si presenta come una convocazione nell’ambito di un presunto procedimento giudiziario.
La mail è accompagnata da un testo formale:
“Buongiorno, La preghiamo di prendere visione della convocazione allegata e di farci pervenire la Sua risposta al ricevimento della presente comunicazione. Ufficiale di Polizia Polizia di Stato – Compartimento Polizia delle Comunicazioni C.O.S.C. (Centro Operativo Sicurezza Cibernetica) Via Ugo Amaldi, 8, 00146 Rome, Italy”.
In allegato compare un documento con intestazioni che richiamano la Polizia Postale, il Ministero della Giustizia e la Polizia di Stato, dal titolo “Mandato di procedimento giudiziario”. Nel testo si fa riferimento a presunte indagini per “pedopornografia e pratiche sessuali online” e si citano articoli del codice di procedura penale, sostenendo che il destinatario sarebbe oggetto di procedimenti giudiziari in corso.
Il documento, firmato da un presunto dirigente, afferma che a seguito di un’operazione di “cyber-infiltrazione” sarebbero state raccolte prove a carico del destinatario, accusato di aver visitato siti a contenuto pedopornografico e di aver compiuto violazioni online. Vengono elencate ipotesi di reato come “violazione della decenza”, “pedopornografia”, “esibizionismo” e “cyberpornografia”.


La comunicazione assume toni fortemente intimidatori: si parla di pene da 5 a 10 anni di reclusione e multe fino a 76mila euro, invitando a rispondere entro 72 ore per evitare ulteriori conseguenze. Si minaccia inoltre la trasmissione del fascicolo alla Procura della Repubblica, l’arresto immediato e la diffusione dei dati personali e dell’immagine del destinatario a media e associazioni.
Si tratta però di una truffa. La Polizia Postale ha infatti segnalato la diffusione di messaggi e-mail che imitano comunicazioni ufficiali, utilizzando un linguaggio urgente e minaccioso per indurre i destinatari a rispondere o a fornire dati personali.
Secondo quanto spiegato sui canali ufficiali, queste e-mail rientrano in tentativi di phishing e ingegneria sociale: il nome del mittente può apparire istituzionale, ma l’indirizzo reale e i link contenuti non appartengono a domini ufficiali. Le accuse riportate sono generiche e prive di riferimenti concreti, mentre viene spesso richiesto di agire rapidamente.
Il fenomeno può coinvolgere chiunque: cittadini, professionisti, aziende e pubbliche amministrazioni.
La Polizia Postale invita a prestare attenzione e a non cadere nel tranello. In particolare è fondamentale verificare sempre l’indirizzo e-mail del mittente e i link senza cliccarli, segnalare i messaggi sospetti tramite il Commissariato di PS Online, eseguire una scansione antivirus se sono stati aperti allegati e cambiare immediatamente le credenziali nel caso siano stati inseriti dati.
Tra le raccomandazioni: non cliccare sui link presenti nelle e-mail, non scaricare allegati, non rispondere al mittente e non fornire alcuna informazione personale. È inoltre importante non fidarsi del nome visualizzato, che può essere facilmente falsificato.
Per segnalare episodi analoghi è possibile rivolgersi ai canali ufficiali della Polizia Postale.

